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Lunedì 24 Febbraio 2020




Le tartarughe marine in Campania, una specie protetta e da proteggere

carrettaCoverLa Caretta Caretta, cioè la Tartaruga marina, è una specie in via d’estinzione da 40 anni “Sono 4 decenni che vanno avanti le operazioni di conservazione - racconta Raffaele Mafucci, biologo Marino della Stazione Zoologica Anton Dohrn - anzi la storia delle tartarughe marine in quanto specie a rischio ha anche donato molta speranza,  l'Unione internazionale per la conservazione della natura, meglio conosciuta con la sigla inglese IUCN (International Union for the Conservation of Nature), ha decretato negli ultimi anni una riduzione del rischio d’estinzione dà in specie pericolo d’estinzione imminente a specie in pericolo. Ma questo successo è dovuto alla rete di assistenza e protezione, senza il quale i risultati non ci sarebbero”.

La tartaruga marina comune (Caretta caretta) è una specie carnivora e gli individui attraversano nel corso della vita due diverse fasi ecologiche: all'inizio frequentano la zona superficiale del mare aperto e successivamente si spostano in fondali bassi. La specie è diffusa sia nelle acque degli Oceani Atlantico, Indiano e Pacifico che nel bacino del Mediterraneo e del Mar Nero. Nel nostro Mediterraneo, i siti di deposizione delle uova sono localizzati soprattutto nella parte orientale: Grecia, Turchia, Cipro, Libia, mentre nella parte occidentale le nidificazioni erano fino a pochi anni fa un fenomeno eccezionale. “Le nidificazioni delle tartarughe marine sulle nostre coste – continua Francesca Punzo, volontaria- può essere una conseguenza del surriscaldamento terreste. Anche le nostre acque, prima troppo fredde, sono diventate un habitat per le tartarughe. Quest’anno sono stati riscontrati nidi di Caretta Caretta anche in Toscana.” In Italia non contiamo moltissimi nidi, circa una decina, ma sebbene i nidi deposti ogni anno sono solo alcune decine di unità (contro le 7 mila dell'intero Mediterraneo), i mari attorno alla penisola rivestono grande importanza per le popolazioni del bacino.

In Campania il primo avvistamento di Caretta Caretta risale al 2002, quando a Baia Domizia fu trovato un nido. Prima del 2012 però la loro presenza era molto sporadica. Di solito il periodo di nidificazione di questi animali va dal mese di giugno al mese di luglio, con picco tra il 15 giugno ed il 15 luglio “Il pericolo principale per i neonati della specie qui in Campania- continua il biologo marino Raffaele Maffucci- sono legati alla presenza umana sulle spiagge e vicino al litorale. Alla schiusa i neonati di tartaruga seguono la luce, che in condizioni naturali sarebbe emanata dal mare, ma sui nostri litorali la luce più forte viene spesso da palazzi, strade... Una volta a Paestum ritrovammo tutti i neonati nel parcheggio vicino la spiaggia, erano stati attirati dalla luce dei lampioni, purtroppo erano già tutti morti.”

Le tartarughe sono seriamente minacciate dall'uomo, in quanto sono sensibili a molte delle attività umane, tra cui il disturbo del turismo nelle aree di riproduzione, e la pesca accidentale e l’inquinamento, “Molte tartarughe che vengono soccorse vengono trovate con plastica nella pancia. Ma anche la pesca può rappresentare un rischio non indifferente, le tartarughe vengono prese nelle reti e finiscono con l’affogare perché restano bloccate sott’acqua senza la possibilità di risalire a galla e respirare” continua Francesca Punzo, volontaria. Si stima che ogni anno circa 150mila tartarughe marine finiscano catturate negli attrezzi da pesca nel Mediterraneo e che di queste oltre 40.000 muoiano.

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“Ogni estate – continua Raffaele Maffucci – monitoriamo il litorale grazie all’aiuto di gruppi informali ed associazioni. Il litorale campano è molto lungo e troviamo in media un nido ogni 48 km. Per noi sarebbe impossibile monitorare tutto il litorale ma tutto ciò è reso possibile dall’aiuto che riceviamo. Il 26 luglio 2019 dalle ore 20:50 alle 23:55 terremo a Napoli una serata dibattito sull’importanza della preservazione delle tartarughe marine che allo stesso tempo servirà anche di raccolta fondi. Abbiamo bisogno di acquistare del materiale per poter meglio assicurare il monitoraggio di nidi sul litorale.”

Per chi ama le tartarughe marine, è possibile seguire il periodo di schiusa dei nidi sulla pagina Fb Tartarughe Marine in Campania:  

“Questa pagina è nata un po' per raccontare il nostro lavoro – continua Francesca Punzo- ma anche perché abbiamo notato che le tartarughine stavano riscontrando molto interesse da parte delle popolazioni locali, ma il momento della schiusa è un momento molto delicato e i flash delle macchine fotografiche possono confondere i neonati e fargli perdere l’orientamento. Quindi usiamo la pagina anche come modo di condividere con il mondo le meravigliose immagini della schiusa che realizziamo noi senza flash”

L’evento si raccolta fondi si terrà all’Ennò, Via Bellini 43 e organizzato da Tartarughe Marine in Campania, ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) e Centro Ricerche Tartarughe Marine, Stazione Zoologica Anton Dohrn. Una serata dove potrete scoprire tutte le informazioni sulle attività di monitoraggio delle spiagge ed assistenza alla schiusa dei nidi di Tartarughe Marine, e imparare cosa possiamo fare per aiutarle L' evento inizierà con una breve introduzione sulle nidificazioni di Tartarughe Marine in Campania, su cosa consiste il nostro operato, e tutte le piccole o grandi cose che potete fare VOI per contribuire alla tutela di questa meravigliosa specie marina. A seguire il concerto di due bravissimi musicisti campani: Carlo Contocalakis Music (voce, chitarra e flauto) e Francesco Scelzo-Guitarist (chitarra).  Attenzione l’evento sarà Plastic Free.