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Martedì 21 Agosto 2018




Violenza minorile a Napoli, focus allo Scugnizzo Liberato

Scugnizzo LiberatoBaby gang e baby boss, i brand di una nuova narrazione “emergenziale”. Sullo sfondo la questione minorile, tra devianza ed emarginazione sociale. Se ne discute a Napoli venerdì 16 febbraio alle 17:30 negli spazi dello Scugnizzo Liberato, salita Pontecorvo 46 ai Quartieri Spagnoli, con i giornalisti Giuseppe Manzo e Lorenzo Giroffi.

Saranno proiettati i due reportage realizzati da Manzo e Giroffi tra il 2016 e il 2017: “Figli del Vesuvio” e “Non hanno paura di nessuno”, trasmessi rispettivamente da Rainews e Rsi radiotelevisione svizzera.

“Nell'ambito di un percorso di approfondimento che lo Scugnizzo Liberato sta avviando sul tema del disagio giovanile - e delle forme 'criminali' che questo talvolta assume - daremo vita ad un primo momento di confronto” sottolineano gli attivisti dello spazio occupato e recuperato alla cittadinanza.

I reportage

Figli del Vesuvio - Gli oltre 100 gruppi criminali in città, i 50 morti nel 2016, il business dello spaccio e del racket, e soprattutto le vittime innocenti. Napoli affronta la nuova generazioni di gangster e camorristi con preoccupazione, i magistrati si trovano davanti a un nuovo fenomeno chiamato “baby boss”. Sempre più giovani imbracciano pistole e kalashnikov, imprevedibili e spavaldi sono protagonisti di agguati e “stese”. E a finire sotto i loro colpi sono, spesso, persone innocenti. Protagonisti del racconto sono proprio i familiari delle vittime innocenti: Genny Cesarano, Ciro Colonna e Maikol Russo. E per la prima volta in video parla Angela, la moglie di Maikol, a un anno dalla morte: fu ucciso la sera del 31 dicembre 2015 a Forcella. Con lei anche i genitori e la sorella di Ciro Colonna, 19 anni, ucciso a Ponticelli durante l’agguato al boss dei “barbudos” Raffaele Cepparulo,  e il papà di Genny Cesarano, ucciso anche lui dai colpi di una sparatoria a soli 17 anni.

Non hanno paura di nessuno - Se vuoi essere un boss, un capo, non puoi averne. Parlano i minori delle strade di una Napoli che vive questa nuova fase criminale. Sono i protagonisti di questo reportage. La recrudescenza delle stese, dei raid e della violenza metropolitana pongono inquirenti e magistrati di fronte a un fenomeno nuovo. “Più che a bande di camorra somigliano a bande di delinquenti colombiani” racconta nel reportage il primo dirigente Michele Spina, Primo Dirigente dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli, che spiega questa nuova dinamica.