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Sabato 26 Settenbre 2020




Fiori d'Arancio: Addio?

immagine di copertina crisi wedding 1Chissà come sarebbe finita la favola di cenerentola se fosse stata scritta ai giorni nostri! Certamente non con un “Happy end” fra pizzi bianchi, confetti e gateau marriage. Perché? Semplice, in questo momento non c’è nessuno che potrebbe organizzargli il matrimonio. Fra le grandi vittime economiche della pandemia da Coronavirus infatti ci sono anche loro: i professionisti del settore wedding. Dagli stilisti della collezione sposa 2020, che vedono cestinate le novità primavera/estate, ai wedding planner, dai fotografi specializzati in cerimonie a chi vende bomboniere iniziamo un viaggio nel mondo del “coronamento dell’amore” negato. Per capire se nei prossimi  mesi potremo ancora dire “E vissero felici e contenti”.

È recente la notizia di un summit tenutosi a Palazzo Santa Lucia con i presidenti delle Camere di Commercio della Campania e con i rappresentanti degli operatori del settore "wedding". Nel corso dell'incontro sono state affrontate le problematiche relative alla possibilità di far riprendere le attività.

L'intenzione dichiarata è quella di lavorare  in questi giorni direttamente con la categorie interessate per arrivare a una ripresa, con le necessarie prescrizioni, nella prossima metà del mese di giugno. Un magra consolazione per tutte le categorie coinvolte: migliaia di persone fra proprietari di location, agenzie di catering, fotografi,  rivenditori di abiti da cerimonie, bomboniere e fiori che vedono sfumato ormai gran parte dell'indotto legato al “grande giorno”, che per oltre il 60% delle coppie italiane si svolge proprio fra aprile e giugno. Un periodo durante il quale generalmente si mettono da parte i soldi necessari per vivere anche in quei mesi dell'anno in cui si lavora poco o niente (gennaio, febbraio, marzo). 
“Tutto il comparto wedding, vista la totale assenza di aiuti da parte dello Stato per la ripartenza, vive una vera e propria strage economica senza precedenti. Tante attività si solo illuse e hanno creduto ai falsi decreti di un Governo irresponsabile. Fino ad oggi, tanti dipendenti e piccole realtà, non hanno ricevuto né i 6oo miseri euro e nemmeno la cassa integrazione. Ciò malgrado, si sono ritrovati con delle certezze da pagare: affitti, bollette di luce e telefono, spese per la sorveglianza, le sanificazioni, la formazione del personale, guasti tecnici ai negozi, merce da pagare, e protocolli da applicare. E tutto senza nessun cliente da servire!”.
 dichiara l’imprenditore campano Luigi Auletta, presidente di Impero Couture, importante marchio di abiti da cerimonia che distribuisce nelle boutique di tutta Italia.  Ad aprile Auletta fu protagonista di un gesto di grande solidarietà: non incassò i titoli di pagamento dei suoi 300 clienti per un ammontare di circa 3 milioni di euro, salvandoli dal fallimento.

Foto 1 AulettaRisente del colpo anche Il Grand Hotel “Il Castello-La Sonrisa”, simbolo supremo del  “grosso e grasso” matrimonio “alla napoletana”. Duecentocinquanta eventi annullati, stagionali a casa, nessuna certezza su come e quando sarà possibile ripartire davvero. “Dall’inizio del 2020 a oggi abbiamo perso almeno ventimila presenze, tra matrimoni, compleanni e altri ricevimenti già programmati al Castello. Siamo al collasso” dichiara Matteo Giordano, gestore della location insieme alla moglie Donna Imma Polese, alle redini dell'azienda di Sant'Antonio Abate dopo la scomparsa del padre Antonio, sulla cui figura si costruì il reality, divenuto un cult addirittura oltralpe, “Il Boss delle Cerimonie”. A porte chiuse nella barocca magione si ragiona sul distanziamento sociale, in un luogo dove le chiassose famiglie napoletane hanno sempre amato “assembrarsi” per balli di gruppo e “fazzolettate”, sulle note dei cantanti neomelodici del momento.

Foto 2 il castelloDall'altra parte poi ci sono le coppie, con le loro storie d'amore e un conto alla rovescia spezzato. Per alcune di loro rimandare il matrimonio a data da stabilirsi è particolarmente triste, come per Sabrina, 29 anni, originaria di Pozzuoli.

“Con Maurizio avevamo deciso di sposarci il 5 aprile. Un matrimonio organizzato in pochi mesi e con tante difficoltà perchè mio padre, afflitto da anni da un brutto male, ormai è in fin di vita. Non mi importa degli invitati, del ricevimento, del vestito: ma desidero che possa accompagnarmi all'altare più di ogni altra cosa. Adesso vedo allontanarsi questa speranza”.



Chiara Reale