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Martedì 20 Aprile 2021




Non si vive di sole mutande. A Chiaia il flashmob dei commercianti

mutandePer chi è a corto di biancheria intima ci sarà solo l’imbarazzo della scelta: le mutande saranno infatti vendute in gioielleria, nei negozi di calzature, nelle boutique di abbigliamento. Sabato 11 aprile, alle ore 12, da via Filangieri a Piazza Santa Caterina e per tutto il quartiere di Chiaia, si terrà un flashmob di protesta che vedrà unirsi in una originale catena umana i commercianti le cui attività sono chiuse ormai da mesi a causa del piano previsto dal Governo per contrastare l’emergenza Coronavirus.

“La nostra categoria sta soffrendo questa assurda legge che ci obbliga a restare chiusi – Dichiara Mariagrazia Greco, proprietaria del negozio di abbigliamento Nennapop a via Carlo Poerio. “Gioiellerie, negozi di abbigliamento e di scarpe sono le uniche categorie nel commercio a cui è imposta la chiusura. In questi giorni ci siamo reinventati aggiungendo un codice Ateco che ci permette di vendere “ intimo”. In pratica, mutande. Non si sa per quale motivo il Governo ha deciso che nei negozi di intimo non si prenda il Covid mentre nei nostri negozi si”. Con il passare dei mesi la situazione diviene  sempre più pesante: mentre da una parte i commercianti perdono occasioni di vendita, soprattutto nei periodi particolarmente redditizi (come quello di Pasqua, appena trascorso) non vengono interrotte le richieste di compensi legati alle attività, come affitti e bollette. Il tutto mentre il mercato online continua a registrare aumenti nelle vendite proprio nel settore abbigliamento, calzature, oggettistica e gioielleria.

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“La nostra protesta, che sarà  educata e gentile, ha suscitato tanta curiosità ma sopratutto sostegno da parte dei clienti ed amici . L’ appuntamento per sabato è  alle 11,45 all’inizio di via Filangieri o in piazza Santa Caterina. Dalle ore 12 formeremo una catena umana intervallata: persona e mutandina, persona e mutandina. Così da via Filangieri a piazza Amedeo. Vogliamo far capire a chi ci governa che non solo non siamo noi gli “ untori”, ma che ci stanno mettendo davvero in mutande”.

Chiara Reale