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Giovedì 18 Luglio 2019




Paolo Scalondro: “La tv può educare anche contro la violenza”

Paolo ScalondroL’attore e doppiatore Paolo Scalondro sta portando in scena in Un Posto al Sole la violenza di genere, prestando il volto a Manlio Picardi, il papà un po’ rompiscatole di Susanna (Agnese Lorenzini) ma soprattutto il marito manesco di Adele (Sara Ricci). Nelle ultime puntate, abbiamo visto anche scene abbastanza forti che hanno permesso al social drama più popolare di Rai3 di entrare nelle pieghe dell’attualissimo tema della violenza sulle donne, sotto un profilo sia fisico che psicologico.

Come ci aveva già anticipato la “vittima”, Sara Ricci, il lavoro che stanno cercando di fare, non senza sacrifici, è quello di arrivare ad avere una credibilità per il pubblico, un senso di realismo che arriva e viene sempre più premiato dagli ascolti.

 Attraverso il suo personaggio, porta in scena la violenza sulle donne. Come sta affrontando questo ruolo da un punto di vista maschile?

Violenza upasIl mio entra in gioco, in origine, come personaggio comico, è il padre rompiscatole di Susanna, nulla che faccia pensare al capovolgimento che poi c’è stato a partire da settembre, ovvero da quando Manlio comincia ad essere violento con la moglie. Inutile dire che la violenza contro le donne mi fa orrore e non è sempre facile affrontare determinate scene, ma con Sara facciamo squadra, lei è una professionista e anche una grande preparatrice di attori, così mi ha dato una mano a trovare motivazioni e provocazioni che potessero, in qualche modo, restare fedeli a un personaggio del genere e raggiungere una verità accettabile per lo spettatore.

Lei fa la parte del cattivo, almeno in questo momento (poi non sappiamo se ci sarà una redenzione), come si è preparato a questo personaggio?

Ho fatto quasi sempre il cattivo nella mia carriera, ma è la prima volta che interpreto un personaggio così violento verso la sfera femminile. Mi sono preparato man mano, cercando di trovare sempre una qualche verità per arrivare a una rappresentazione realistica.

Sul modo in cui Un Posto al Sole aderisce al reale, mi è capitato, proprio di recente, un episodio curioso che ne è prova. Ero a Roma, si affianca un furgoncino che mi si avvicina e un uomo mi fa i complimenti, mi dice che siamo bravissimi, poi aggiunge: “Noi vedevamo sempre Un Posto al Sole in galera, perché è molto vicino alla realtà”. Questo mi ha dato il senso di quanto mettiamo in pratica, giorno dopo giorno.

Tornando al mio personaggio, anche io mi auguro che Manlio possa cambiare e trovare uno sbocco più positivo, ma al momento ne so quanto voi.

Crede sia importante lanciare dei messaggi su temi come quello della violenza sulle donne anche attraverso il mezzo televisivo?

Secondo me sì, veniamo ripagati, io e Sara, del sacrificio che stiamo facendo, se anche il pubblico che segue viene educato in qualche modo. Io credo che ancora oggi la cultura e la tv possano avere un ruolo nell’educare la gente a comportarsi in un certo modo, a mostrare ciò che è bene e ciò che è male. Del resto, è giusto fare vedere ciò che accade, anche nella sua crudezza.

Abbiamo già intervistato Sara Ricci, che ci ha tra l’altro raccontato come lei sia completamento opposto a come appare sulla scena, come si è trovato a lavorare con lei e sua figlia “Susanna”?

Con Sara, non ci conoscevamo come persone ed è stata bella scoperta, mi sono trovato benissimo a lavorare con lei come con Agnese, una brava ragazza e attrice che mi ricorda molto mia figlia di venti anni. Susanna sarà anche il personaggio che, in qualche modo, starà vicino al padre nella vicenda drammatica che stanno attraversando e lo sosterrà, nonostante tutto. Questo atto di amore filiale mi ha commosso ed emozionato.

Come è stato accolto, più in generale, nella grande famiglia di Un Posto al Sole?

Benissimo, Un Posto al Sole è una palestra straordinaria per ogni attore, il gruppo è ben rodato, mi trovo bene con tutti, comprese le maestranze, sono clamorosamente uniti e poi sono napoletani! Senza considerare che molti colleghi – Nina Soldano, Patrizio Rispo, Marina Tagliaferri, per fare qualche esempio – li conosco da anni e mi ha fatto piacere ritrovarli.

Ha legato con qualcuno in particolare?

 Con Nina Soldano, con cui ho avuto spesso il piacere di lavorare e mi trovo straordinariamente bene perché è una donna molto spiritosa, che ha la capacità di sciogliere le mie tensioni dopo le scene talvolta difficili che mi capita di interpretare. Per cui, anche se sulla scena non ci incrociamo, ci piace sorridere e ridere di ciò che accade nelle occasioni in cui ci ritroviamo a Napoli.

Che riscontro sta avendo il suo personaggio e la storia che state trattando?

Sto avendo un buon riscontro di pubblico sia per il personaggio che per la storia, come dicevo, cerchiamo di portare in scena in modo realistico temi importanti e questo pare che stia arrivando a casa.

Sta lavorando a qualcosa in questo momento, a parte Un Posto al Sole?

No, almeno non ancora, ci sono progetti in ballo, tra cui uno di livello internazionale, ma non ne parliamo per scaramanzia. Stiamo a vedere. Qualche giorno fa, è andata in onda una puntata della fiction “L’Allieva 2” in cui io ero protagonista, una volta tanto positivo, di una storia.

 C’è un argomento sociale, a parte quelli già affrontati dagli autori, che le sta particolarmente a cuore e vorrebbe mettere in scena in Un Posto al Sole?

 Un argomento che mi sta a cuore che credo che oggi sia un po’ dimenticato è la povertà. Mi fa piacere vedere le azioni di solidarietà e umanità di chi dona, per fortuna ce ne sono, ai poveri, malati, emarginati: questo andrebbe sempre ricordato al pubblico, perché di solidarietà c’è sempre bisogno.

Maria Nocerino

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