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Sabato 4 Luglio 2020




Un posto al Sole a fianco dei senza dimora

Alberto Rossi legge Gino Battaglia all’Università.

alberto-rossiLa Comunità di S. Egidio festeggia in questi giorni 20 anni di amicizia con i senza casa napoletani e Un posto al sole è al suo fianco con Alberto Rossi, famoso giornalista nella fiction che, commosso, ha letto martedì scorso all’Università Federico II un testo di Gino Battaglia, storico fondatore della Comunità.

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“Da sempre Un posto al sole è sensibile alle tematiche sociali e abbiamo trattato il tema dei senza casa e speriamo di raccontare delle storie in cui siano presenti”- spiega Alberto Rossi, in arte Michele Saviani che ha prestato voce, volto ed emozioni ad una lettura speciale: un bellissimo testo di Gino Battaglia, tra i fondatori della Comunità di S. Egidio, che racconta tutte le sfumature della vita di strada e di chi si trova messo a dura prova dal destino.L’avventura della Comunità di S. Egidio a Napoli, inizia nel novembre del 1992, proprio nell’Università dove un gruppo di studenti decidono di raccogliere coperte e indumenti per quelli che da subito chiamano “amici” senza casa.
“Senza tetto, clochard, barboni, li chiamano in tanti modi, ma prima di tutto sono persone- racconta emozionata Bendetta Ferone, responsabile dell’Area senza dimora della Comunità di S. Egidio, fin da giovanissima a fianco ai senza casa per portare un sorriso e un pasto caldo nelle notti napoletane-. I cosiddetti barboni ci somigliano: possono essere vicini di casa, amici, anche parenti perché barboni non si nasce ma si diventa. A causa di una malattia, di una separazione, della perdita del lavoro. Ecco che anche i parenti possono diventare senza casa e i senza casa, se li conosci e li frequenti, diventano tuoi parenti. Perché il grande male, oltre a non avere un tetto, è non avere nessuno che ti chiami per nome. Loco ci aspettano, più per un sorriso che per un pasto caldo. Aspettano qualcuno con cui parlare, che li chiami per nome”.

A Napoli i senza casa “contati” dall’Istat sono 900, ma la stima della Comunità è di oltre 1200 se comprendiamo la periferia. Il senza casa “tipo” ha 40-45 anni, è straniero (nel 75% dei casi) e nel 64% dei casi viveva a casa propria prima di finire per strada. Le donne sono in minoranza ma in costante aumento, ci sono tante straniere, come le badanti che morto l’anziano che accudivano si trovano per strada, ma ci sono anche sempre più italiane.
In Italia in totale sono 50 mila i senza dimora. “Non mi aspettavo una cifra così alta, equivale ad una città”- ha commentato Alberto commosso. Ad aiutare i senza casa napoletani a fianco alla Comunità di S. Egidio tanti gruppi di giovani, tra cui un gruppo universitario che ricalca le orme solidali dei fondatori.

AdG

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