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Mercoledì 18 Settenbre 2019




Napoli dalla parte dei bambini e dei ragazzi

Venti anni dalla legge che cambiò le politiche sociali

di Maria Nocerino

infanziaA Napoli un convegno per celebrare i venti anni della 285, la legge che ne ’97 ha ridisegnato le politiche sociali mettendo al centro i bambini e ragazzi e dando voce al terzo settore e alla società civile, ma anche per fare il punto della situazione sui servizi destinati ai più piccoli e alle famiglie.

Alla prima della due giorni Venti anni dalla parte dei cittadini in crescita, in programma al Castel dell’Ovo oggi, 23, e domani, 24 novembre, sono intervenuti rappresentanti istituzionali locali e nazionali, accolti dalla musica e dalle danze popolari in cui si sono cimentati i ragazzi delle educative territoriali della città.

“Siamo qui per festeggiare i venti anni di una legge ancora relativamente giovane e attuale, che ha segnato un passaggio storico con la partecipazione del volontariato, delle cooperative, delle associazioni, alla programmazione delle politiche sociali”, ha sottolineato il ministro del Welfare e del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenendo all’incontro fortemente voluto dall’assessore comunale alle Politiche sociali Roberta Gaeta. “Oggi però festeggiamo anche un altro evento: l’insediamento della rete nazionale della protezione e dell’inclusione sociale”, ha annunciato Poletti, insistendo sul potenziamento della spesa sociale operata dal Governo dal 2012.

infanzia interno

“Napoli è la città dei giovani e dei ragazzi, e della solidarietà – ha detto il sindaco Luigi De Magistris – ed ha un senso che sia stata scelta per ospitare questo confronto nazionale. È ovvio che tra i giovanissimi ci sono quelli più fragili e vulnerabili, ma vanno aiutati e compresi, non serve la repressione”. Il primo cittadino si riferisce agli ultimi episodi che hanno sconvolto la movida di Chiaia, dove nei giorni scorsi si sono scontrate due baby gang: “Nessuno nasce delinquente, ci sono delle fragilità di cui non si tiene conto, ma non serve a nulla la militarizzazione della città, qui vince la logica dell’accoglienza”

A testimoniare il percorso di questa importante legge a livello legislativo, Livia Turco, già ministro per la Solidarietà sociale, protagonista di quella che fu soprannominata in quegli anni la “primavera delle politiche sociali”. “Di fronte a una serie di dati allarmanti, come la povertà infantile in aumento, decidemmo che dovevamo fare qualcosa di importante: aprimmo un tavolo di confronto con le associazioni di volontariato e la società civile, fermamente convinti che da loro dovevamo imparare e con loro condividere l’iter per una legge, non da concepire come legge dell'emergenza ma per il benessere delle persone, che guardasse il mondo davvero con i loro occhi e richiamasse gli adulti al loro compito, una legge non per una parte del paese, ma per tutto il paese, una legge che mettesse in campo tutte le competenze e le professionalità attraverso un gioco di squadra, un fare rete che da allora assunse un altro significato”.

A partire da quella stagione politica tutto cambiò e cominciarono ad essere varate leggi per tutelare i bambini. Come più recentemente, nel 2011, è avvenuto con l’istituzione di un Garante che fosse portavoce delle loro istanze con la politica. Oggi a Napoli c’era anche la Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano: “La mia figura e la mia sfida è quella di un ascolto istituzionale che si faccia portavoce delle istanze dei bambini, a maggior ragione quelli più fragili, più vulnerabili, come i bambini migranti non accompagnati, i ragazzi a rischio devianza, i poveri, davanti a Governo e Parlamento. Non mancano i problemi nel rendere pratica tutto questo, come la mancata garanzia di livelli di prestazioni uguali ovunque, lo spezzettamento delle competenze e la conseguente difficoltà nell’allocazione delle risorse”.

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