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Martedì 29 Settenbre 2020




A fuoco!

Gli incendi boschivi in Italia: una questione aperta

INCENDIO agerola positanoSentiero degli dei in Campania, riserva dello Zingaro in Sicilia, Casaline all’Aquila e tanti altri incendi in pochi giorni. L’Italia va a fuoco in uno degli ultimi week end prima dell’abbassamento delle temperature e della pioggia. Un caso?

Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto è andato a fuoco la vegetazione del Sentiero degli Dei, il favoloso percorso che collega Agerola a Positano percorso ogni anno da migliaia di persone. È uno tra i tantissimi incendi, la maggior parte dei quali di origine dolosa, che distruggono i boschi italiani compromettendo irrimediabilmente gli ecosistemi naturali. Nella notte di sabato sono stata testimone involontaria (ero con il gruppo Metadventure, guidato da Ivan Caso accampata ai tre Calli che si trova sopra il cammino degli Dei) dell’incendio boschivo nel Comune di Agerola che divampato intorno alle 17 è stato spento solo dopo la mezzanotte senza l’intervento di elicotteri antincendio. Dopo aver smontato le tende ed essendoci allontanati da quello che doveva essere il campo base abbiamo incontrato un volontario a cavallo che era andato a spegnere l’incendio. Una scena da “Ricomincio da tre”.

“Mani criminali, che come tali andrebbero individuate e perseguite, hanno sfregiato il Sentiero degli Dei. Un habitat unico irrimediabilmente compromesso, si richiede un intervento urgente di messa in sicurezza per garantire la percorribilità agli amanti del trekking. Abbiamo riscontrato molti focolai residui e l'impraticabilità del Sentiero degli Dei, per ciò attiene la variante alta e bassa passando per Colle Serra. Ciononostante mediante ordinanza sindacale renderemo ufficiale la nuova fruibilità tra Agerola - Positano - Praiano. Nella mappa, che troverete in foto, sono riportate le vie alternative per spostarsi tra questi comuni lungo i sentieri. Ovviamente la rete sentieristica di Agerola, di circa 200 km, è pienamente fruibile e sono accessibili regolarmente sentieri quali Valle delle Ferriere, Circuito Tre Calli, Santa Barbara, Fiordo di Furore, Orrido Di Pino e la restante rete di circa 200 km che attraversano il territorio di Agerola”, ha dichiarato il sindaco di Agerola, Luca Mascolo.

Sul portale della Regione gli incendi in Campania: Mappa

INCENDIO agerola positano 1

Incendi: un trend in crescita

“Il 30% della superficie del nostro Paese è costituito da boschi- come si può leggere sul sito della Protezione Civile-, caratterizzati da un’ampia varietà di specie che nel corso dei millenni si sono adattate alla straordinaria variabilità dei climi, da quelli subaridi dell’estremo sud della penisola a quelli nivali dell’arco alpino. Il patrimonio forestale italiano, tra i più importanti d’Europa per ampiezza e varietà di specie, costituisce un'immensa ricchezza per l’ambiente e l’economia, per l’equilibrio del territorio, per la conservazione della biodiversità e del paesaggio. I boschi, inoltre, sono l’habitat naturale di molte specie animali e vegetali. Tuttavia ogni anno decine di migliaia di ettari di bosco bruciano a causa di incendi di natura dolosa o colposa, legate alla speculazione edilizia, o all’incuria e alla disattenzione dell’uomo. Negli ultimi trent’anni è andato distrutto il 12% del patrimonio forestale nazionale”. 

Dal 2016 al 2018, ricorda Legambiente, secondo i dati del Rapporto Ecomafia, sono state accertate in Italia 13.219 infrazioni tra incendi dolosi, colposi e generici, con 1.280 denunce, 57 arresti e 355 sequestri. Durante lo stesso arco di tempo, dal 2016 al 2018, nella penisola sono bruciati 182.806 ettari di superficie, boscata e non. Solo il 2016 ha mandato in fumo più di 27mila ettari di boschi e aree verdi, per colpa di 4.635 incendi (tra dolosi e colposi). Gli incendi sono quasi raddoppiati rispetto al 2015 (erano stati 2.250). Se il 2018 si è chiuso con un calo drastico degli incendi boschivi (90% in meno di richieste di intervento aereo) rispetto al 2017 (l’anno più secco in due secoli di misurazioni in cui sono andati a fuoco 140.392 ettari) nel 2019, rispetto al 2018, con 20.395 ettari andati a fuoco, sono triplicati.

Gran parte degli incendi è di matrice dolosa, ma non va sottovalutata anche la componente del cambiamento climatico con il conseguente incremento della siccità come sottolinea Frank Damiano, guida escursionistica della Costiera, che denuncia una generale disattenzione alla Natura che si sta evidentemente ribellando all’uomo che dovrebbe comprendere il messaggio e cambiare rotta. Altra variabile da non sottovalutare è quella della soppressione del corpo Forestale avvenuta proprio nel 2015/2016.

Il corpo Forestale soppresso.

Il Corpo Forestale da quattro anni è stato soppresso tagliando i costi di gestione: la Legge Madia ha trasferito gran parte delle risorse di quello che era un corpo civile all’Arma dei Carabinieri – che è provvisto sì, di un comando specifico per la Tutela Forestale, ma che si occupa di attività di prevenzione, sostegno e monitoraggio, “con una presenza sul territorio in termini di lotta attiva ben lontana da quella dell’ex forestale”, come gli ambientalisti e anche gli ex forestali cercano di spiegare. La Federazione Rinascita Forestale Ambientale sottolinea che la legge “ha segnato la perdita di competenze mai più sostituite. I carabinieri sono molto più specializzati sui centri abitati e abituati a operare con il distaccamento, nulla a che fare con la preparazione dei forestali e con il monitoraggio sul luogo 365 giorni l’anno. La conoscenza dei boschi può fare la differenza, così come anche l’utilizzo degli elicotteri”. E a proposito di elicotteri c’è una grande confusione perché quelli che erano elicotteri della Forestale deputati allo spegnimento dell’incendio sono confluiti nell’Arma e vengono dunque usati anche ad altri scopi. In generale il numero dei veicoli è inferiore rispetto al bisogno. E non a caso la corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU)ha bocciato l’Italia sulla riforma del Corpo forestale e il decreto legislativo n. 177 del 2016 della legge Madia.

Intanto la legge 68/2015 ha introdotto gli ecoreati nel codice penale: oltre al delitto di incendio doloso, nei casi più gravi, si può configurare per le conseguenze che hanno i grandi incendi boschivi il delitto di disastro ambientale, introdotto con la legge 68/2015 e che prevede fino a 15 anni di reclusione più le aggravanti.

Invece la legge quadro in materia di incendi boschivi n. 353/2000 definisce divieti, prescrizioni e sanzioni sulle zone boschive e sui pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco prevedendo la possibilità da parte dei comuni di apporre, a seconda dei casi, vincoli di diversa natura sulle zone interessate. Innanzitutto le zone boschive ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni (vincolo quindicennale), è comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. Questo dovrebbe dissuadere dal provocare incendi, ma evidentemente non è sufficiente. E’ chiaro che bisogna investire maggiormente nella prevenzione e nell’intervento immediato.

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