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Martedì 4 Agosto 2020




Miriam Candurro: “Serena e Filippo rappresentano una narrazione veritiera della separazione”

cover miriam candurrroBella, solare, grintosa, professionista impegnata ma anche mamma di due bambini, Miriam Candurro, conosciuta al grande pubblico soprattutto come la Serena di Un Posto Al Sole, è tra le attrici napoletane più poliedriche che abbiamo: fino a poco più di due mesi fa, stava girando per la serie  “I Bastardi di Pizzofalcone” e, a breve, dovrebbe uscire il film “Fino ad essere felici” in cui la vedremo come protagonista insieme a Francesco Di Leva.

Alla Candurro (che è anche autrice del libro “Vorrei che fosse già domani” scritto con Massimo Cacciapuoti) chiediamo di parlarci delle sorti del suo amatissimo personaggio ma anche di raccontarci come sta trascorrendo la sua quarantena, in questo momento in cui le riprese del social drama più popolare e longevo di mamma Rai sono sospese a causa della pandemia. 

Come sta vivendo questo difficile momento di convivenza con il Covid-19?

Siamo tutti nella stessa tempesta, tutti con le stesse sensazioni e ansie, ma ognuno con la propria realtà, in base alla sue condizioni, la mia situazione è abbastanza comoda, ho la fortuna di vivere in una bella casa con uno spazio esterno, quindi, la reclusione non è stata molto sacrificata. Ovvio che quando i miei due figli, di 9 e 10 anni, sono usciti per una passeggiata lunedì 4 maggio per la prima volta dopo due mesi, hanno vissuto una esperienza molto emozionante. Poi hanno le tre ore di didattica a distanza al mattino, ho avuto accanto mio marito, sempre molto presente, quindi, tutto sommato, abbiamo vissuto una quarantena tranquilla, di “riflessione”. 

Le è mancato il set di Un Posto Al Sole?

Mi è mancato tantissimo, mi è mancato soprattutto il rapporto umano con i colleghi, io sono una molto “fisica”, mi piace abbracciare le persone, una cosa che può sembrare mancanza di tatto ma in realtà è bisogno di vicinanza con la gente. Lavorare con i miei compagni di viaggio mi manca, anche perché quando giriamo viviamo delle emozioni. 

Ci siamo lasciati con Serena e Filippo a un passo dal divorzio…Ci dobbiamo aspettare un cambiamento post Covid-19?

Serena e Filippo, con grande dispiacere dei fan, si stanno separando, è una separazione consensuale ma è pur sempre una separazione. Hanno deciso di intraprendere strade diverse, perché non riescono ad affrontare e superare i grandi problemi che hanno avuto, Serena è decisa a vivere la sua vita in maniera diversa. Dopo una prima crisi questa estate, la situazione è esplosa a dicembre: da un primo momento di tranquillità, ora sono sul piede di guerra. Naturalmente, la nostra speranza, come quella del pubblico, è quella di ricongiungere la famiglia, vediamo cosa ci aspetta al rientro! 

La separazione di una coppia, ancora di più quando ci sono di mezzo dei bambini, è un argomento bello tosto, come avete deciso di portarlo in scena lei e Michelangelo Tommaso?

Con gli autori abbiamo provato a fare un racconto reale di questa fase così delicata per una coppia e per una famiglia, nel bene e nel male. Anche quando Serena si incaponisce e decide di non perdonare la scappatella del marito, abbiamo deciso di andare oltre il racconto tipico da soap di una crisi coniugale ma raccontare anche le cose brutte, come il fastidio che nasce dal fatto che due persone non comunicano, quando si rompe un equilibrio, viene meno la fiducia, e c’è incomunicabilità, attraverso una narrazione il più veritiera possibile. 

Serena non ha perdonato, Miriam, invece, sarebbe passata sopra un tradimento?

Come Serena, ho un grande senso della famiglia, forse dopo l’ennesima volta che Filippo ha chiesto perdono, io forse, ma dico forse, sarei capitolata, a differenza sua. La cosa bella di fare questo mestiere, in fondo, è proprio questa: che ti trovi ad interpretare situazioni ed emozioni che forse tu non vivrai mai, senza mai giudicare il tuo personaggio. 

E Leonardo, in tutto questo, che ruolo gioca?

Con Leonardo, Serena ha una intesa che potrebbe continuare a crescere, lui la fa ridere, la lascia e la fa sentire libera, per il momento lei sta vivendo questa cosa così, non sa nemmeno bene cosa sia, potrebbe essere solo uno svago o diventare altro. D’altro canto, lui sta giocando un po’ sporco, ad esempio, quando dice a Filippo che loro sono stati insieme, invece non è vero. Staremo a vedere.

Argomenti sociali nuovi da portare in scena?

Attraverso il mio personaggio, già sto portando avanti, almeno in parte, un argomento cui tengo particolarmente e mi piacerebbe continuare su questa strada: quello dell’emancipazione femminile, il potere delle donne di gestire la propria vita e il proprio lavoro esattamente come fa un uomo, avendo le sue stesse opportunità, avendo soprattutto la possibilità di scegliere, ad esempio, quando diventa mamma, se continuare a lavorare o ritirarsi per stare con i figli, perché un eventuale “passo indietro” sia dettato dalla libera scelta e non sia certo una imposizione della società. Serena sta crescendo molto sotto questo punto di vista, con la decisione di diventare lei una imprenditrice, gestire un B&b, in maniera indipendente. 

Questo è anche un punto in comune con il suo personaggio…Ci sono altre affinità con Serena?

A parte questa determinazione, questo desiderio di lavorare ed essere indipendente come donna, che condivido pienamente con Serena, ci sono i valori in cui crede. Anche se Serena ha un senso della giustizia molto spiccato che spesso la danneggia perché ha bisogno sempre di cercare una ragione che vada oltre… 

Altri progetti che la vedono impegnata in questo momento o la vedevano impegnata prima di questa reclusione forzata?

La cosa più importante e che mi ha preso molto emotivamente è stata lavorare al film “Fino ad essere felici” con Francesco Di Leva, ma, vista la situazione, non si sa quando uscirà. In più, stavo girando “I Bastardi di Pizzofalcone”, con delle belle novità per il mio personaggio, io la mia storia l’avevo già terminata proprio nell’ultimo giorno utile di ciak, ma erano ancora programmati 4 mesi di riprese per ultimare la serie.

Maria Nocerino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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