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Corrado Tedeschi: “Facebook ha tolto potere all’immaginazione in amore”

corrado tedeschiUno dei personaggi più poliedrici del mondo dello spettacolo, Corrado Tedeschi è passato in questi anni dal teatro al piccolo schermo, vestendo i panni ora di attore ora di conduttore televisivo.

Una lunga carriera che lo ha reso un simbolo degli anni ’90 – chi non ricorda il mitico “Gioco delle coppie”? – ma anche un artista capace di riadattarsi nel tempo, fino a calcare la scena, oggi, del social drama più popolare di Rai 3. In Un Posto al Sole l’attore livornese interpreta il tormentato Denis Lamberti, l’uomo che i giovani avvocati Niko Poggi (Luca Turco) e Ugo De Carolis (Raffaele Imparato) riescono a tirare fuori dalla galera e che forse riuscirà a rifarsi una vita…E a rappresentare la seconda chance di felicità per Giulia Poggi (Marina Tagliaferri), con cui, nelle ultime puntate, comincia una relazione d’amore.

Lei è attore, conduttore (ha presentato trasmissione storiche come Miss Italia e Stranamore), un vero e proprio multitasking in ambito artistico. Come è arrivato a un Posto al Sole?

Ho conosciuto Un Posto al Sole tre anni fa, quando ho partecipato a una puntata speciale in cui Denis era il direttore di uno degli alberghi di Umberto De Carolis, trovando un ambiente bellissimo. Appena i miei impegni e quelli della produzione ce l’hanno permesso, ci siamo incrociati, ed eccomi qui.

In questo momento la vediamo nei panni di Denis Lamberti, un personaggio che a poco a poco si sta scoprendo ma che racchiude in se molte contraddizioni. Un uomo che sembra pulito, una persona perbene, che è finita, suo malgrado e come spesso accade, ad avere a che fare con la criminalità?

Il mio personaggio è costruito così bene che in lui convivono diverse sensazioni: Denise è stato combattuto però al momento di fare una scelta, ha agito bene.

A proposito di questo, Denis ha vissuto questa scissione: da un lato la giustizia e la verità, dall’altro le pressioni della camorra. Lei cosa farebbe, se le succedesse nella vita reale?

Capisco la pressione di chi si trova a dire di no, la criminalità fa paura. Anche per me sarebbe stato complicatissimo prendere una decisione ma, senza fare l’eroe, molto sinceramente io forse me ne sarei andato via.

Tra Denise e Giulia c’è del tenero...Finalmente una nuova primavera per entrambi?

Denise sì è molto legato a Giulia in breve tempo: in un momento disperato, questa donna gli ha dato una possibilità di riscatto, prima di tutto sul piano umano, aiutandolo attraverso la lettura in carcere, un modo di vivere la libertà oltre le barre, una specie di fuga dalla realtà. Ora il rapporto si sta facendo più serio, staremo a vedere.

Parlando di amore…ai tempi di Facebook, cosa è cambiato secondo lei dagli anni in cui conduceva il Gioco delle Coppie? Avrebbe ancora senso oggi, nella società dell’immagine e dei selfie, un gioco in cui non si guarda in faccia l’eventuale partner?

Oggi abbiamo tolto il potere all’immaginazione, si vede tutto, si vede anche troppo. I social hanno tolto la poesia e la sorpresa all’incontro e si sa, permettetemi una citazione, Muore solo l’amore che smette di essere sognato. Io credo, invece, che l’amore vada alimentato e si debba lavorare sulla dimensione del sogno, altrimenti una coppia sposata è già finita. Ma per farlo bisogna spegnere un po’ i telefonini, tornare alle caverne, metaforicamente parlando, e ricominciare a parlare di amore, come dico nel mio ultimo spettacolo a teatro. In ogni caso, sono convinto che anche oggi avrebbe un suo senso un gioco come quello che conducevo negli anni ’90.

C’è un tema a cui tiene in modo particolare, anche a livello personale, un argomento che vorrebbe fosse approfondito?

Credo che siano stati affrontati più o meno tutti i temi. Più che argomenti nuovi, bisognerebbe affrontare le storie in cui viene premiato il merito più che le scorciatoie per arrivare, secondo me. Mi vengono in mente le storie di quei giovani che decidono di andare fuori Italia per avere successo, le nuove generazioni hanno bisogno di speranza.

Parlando di giovani, lei ha un figlio che fa pubblicità e una figlia che fa l’attrice e, quale è il consiglio che si trova a darle più spesso nella vita privata e in quella professionale?

Questo è un campo bellissimo ma difficilissimo, io consiglio di crederci e cercare di fare il suo meglio senza però perdere un certo distacco e preparandosi anche in altro. In questo ambiente, non viene sempre premiato il merito. Da genitore, questo è il consiglio che le do più presso: credici nelle cose che fai ma sempre con distacco. Più le sue aspettative sono alte, più fa male la disillusione.

Che rapporto ha con Napoli?

In questi anni l’ho frequentata: Napoli è una città meravigliosa, mi trovo benissimo. Non  so come è viverci ma sono entusiasta di girare qui, per me è una festa continua.

Maria Nocerino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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