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Mercoledì 16 Gennaio 2019




Achab, la rivista che colma un vuoto

Novità nel panorama letterario campano.

achabColmare un vuoto di anni, rilanciando un dibattito letterario serio, sentito, sull'opera degli scrittori e il panorama editoriale.

E' questo che si propone di fare "Achab - Scritture solide in transito", rivista letteraria semestrale nata dall'iniziativa dello scrittore Nando Vitali, edita dalla Compagnia dei Trovatori.

Il nome è quello del mitico capitano di Moby Dick, e proprio come lui, il vasto gruppo composto da Piero Antonio Toma, Filippo La Porta, Silvio Perrella, Paolo Sortino, Maria Pia Ammirati, Andrea Carraro, Davide Orecchio, Franz Krauspenhaar, Maurizio De Giovanni, Davide Morganti, Piero Antonio Toma, Vittorio Bongiorno e tanti altri, si muove alla caccia non già di un bianco capodoglio, bensì di un nuovo modo di relazionarsi alla letteratura, fuori dai circoletti autoreferenziali, con un occhio alla critica e alle radici, ponendosi domande che vadano oltre il fatturato della propria opera, ma che riguardino la costruzione della propria cultura.

La redazione napoletana è composta da Giuseppe Pesce, che si occupa delle inchieste, Athos Zontini alle narrazioni, Francesca di Transo, graphic novel, e Maria Rosaria Vado che cura la redazione, l'impaginazione e la grafica. A Roma, invece, Andrea Caterini, Arnaldo Colasanti, Andrea Di Consoli, Paolo Del Colle, Salvatore Santorelli.

Alla presentazione ufficiale tenutasi alla «Feltrinelli Express» della stazione di Napoli Centrale, Nando Vitali ha spiegato che «Achab è uno spazio cosmopolita di riflessione sulla letteratura contemporanea, aperto alle molteplici espressioni della narrazione, un luogo di crescita e di confronto per lettori e scrittori».

Ma la vera novità riguarda l'area critica e saggi come "Un metodo o un tormento? Elogio del dubbio" di Andrea Caterini o  "Dove non c'è attrito tutto svapora" di Filippo La Porta ma anche "Said e l'umanesimo tragico" dell'ex presidente del "Premio Napoli", Silvio Perrella.

"Achab" promette, dunque, d'essere uno spazio culturale ampio, propenso alla discussione, all'osservazione della città e della  realtà contemporanea attraverso una riflessione aperta sulla letteratura.

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