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Martedì 27 Febbraio 2024




Chi comanda Napoli?

chi-comanda-napoliChi c’è dietro l’emergenza rifiuti che ha segnato gli ultimi sedici anni in Campania? Chi ha voluto trascinare nel baratro del disastro ambientale un’intera regione? Quali sono gli interessi (economici e criminali) e le responsabilità (politiche) che hanno condizionato le scelte delle istituzioni locali e nazionali? Queste alcune delle domande a cui cerca di dare una risposta il libro appena uscito con Castelvecchi “Chi comanda Napoli. Clan, clientele politiche e Chiesa: i poteri forti che da vent’anni mettono sotto scacco la città” di Giuseppe Manzo e Antonio Musella(pagg. 180, euro 12, 50). Un viaggio negli ultimi venti anni della Campania attraverso la ricostruzione di atti, documenti, articoli e interviste a testimoni privilegiati. Fino ai giorni nostri, quando Napoli è libera dai cumuli di rifiuti e la monnezza in viaggio per mete lontane, eppure il programma alternativo inaugurato dalla giunta de Magistris è tutt’altro che compiuto.

Il testo parte dall’analisi del decennio 1995-2005, ricostruito grazie alla testimonianza dell’allora consigliere regionale Francesco Maranta, strenuo oppositore di Bassolino, da lui stesso soprannominato per i continui tentativi di denunciare dall’interno delle istituzioni una situazione che poi sarebbe esplosa, “Sherlock Holmes”. Gli interessi politici viaggiano insieme a quelli economici, perché, sostengono gli autori, “a prescindere dal colore dei governi, non si doveva mettere in discussione il contratto milionario firmato a favore di Fibe-Impregilo per lo smaltimento delle ecoballe e per la costruzione degli inceneritori”. Ma a lucrare sul business della monnezza ci sono anche i clan, in primis quello guidato da Michele Zagaria: altro punto chiave, nel groviglio inestricabile di torbidi intrecci, approfondito con la giornalista Amalia De Simone. Un giro d’affari in cui sarebbero coinvolti anche pezzi dello Stato e perfino della Chiesa.    
Sullo sfondo di questa intricata vicenda ci sono i comitati cittadini, quelli che hanno lottato contro inceneritori e discariche, per il diritto alla propria salute e al futuro dei propri figli, troppo spesso dipinti dagli stessi media come dei “criminali”, per la veemenza con cui hanno manifestato il loro dissenso verso le scelte politiche del momento. Ma soprattutto da quando si è insinuato il dubbio che le masse ribelli fossero manovrate da interessi criminali. “È accaduto ad Acerra, a Pianura, a Chiaiano e a Terzigno. Sono tesi smentite dalla magistratura ma che hanno di fatto applicato, consapevolmente o meno, una sorta di ‘metodo Boffo’ ai danni di migliaia di persone scese in strada a manifestare”. L’inchiesta si chiude con un’intervista esclusiva al sindaco di Napoli, il fautore del piano alternativo basato su aumento della differenziata e riduzione dei rifiuti, che ancora crede nella “rivoluzione”.      
 
Giuseppe Manzo è un giornalista ed è al suo secondo libro (il primo, “Scripta. Diario clandestino di un cronista precario”, è stato pubblicato nel 2011 da Cento Autori); Antonio Musella è un attivista, tra i fondatori del centro studi Alternativa Comune, si è già occupato dell’argomento con “Mi rifiuto” edito nel 2008 da Sensibili alle Foglie.       
 
“Chi comanda Napoli” apre il ciclo di inchieste edite da RX Castelvecchi editore sui “poteri forti”, la prossima in uscita a maggio è “Chi comanda Torino”, seguiranno Milano, Roma, Firenze. Il libro verrà presentato alla libreria Feltrinelli di Napoli (piazza dei Martiri) giovedì 18 aprile 2012 alle 18 alla presenza del sindaco de Magistris. Con i due autori intervengono: Francesco Maranta e Amalia De Simone; modera il giornalista Nello Trocchia.

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