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Un nuovo giorno, una persona nuova

un nuovo giorno«Chiamatemi Giulia». È la storia di un bambino che è convinto di essere femmina ma anche di un adulto che pensa, vive e agisce come una donna, il film di Stefano Calvagna “Un nuovo giorno”, distribuito da Poker Entertainment e presentato al Metropolitan di Napoli.

Sceneggiato e diretto da Calvagna, il film vede la straordinaria interpretazione di  Luca Filippi nei panni del giovane che cerca di affermare  a tutti i costi la propria identità, sentendosi costretto a vivere in un corpo che non gli appartiene. Calvagna rappresenta le tre fasi della vita di Giulio/Giulia: da bambino (interpretato dal bravissimo figlio del regista, Niccolò Calvagna) quando a scuola veniva molestato per la sua dichiarazione di femminilità e in chiesa subiva le molestie di un prete pedofilo; da adulto aspirante cantante e poi modello per uno stilista milanese (Franco Oppini) e infine da donna, quando Luca Filippi cede la scena a Sveva Cardinale, cui si ispira la storia del film. «Ho incontrato Sveva a Fiuggi – racconta Stefano Calvagna – mi ha riconosciuto e mi ha raccontato la sua storia. Io ho scritto la sceneggiatura in nove giorni e non ho edulcorato niente. È una persona di grande sensibilità e la sua è una storia drammatica, che ho creduto giusto raccontare. Sveva non si è mai voluta travestire, mai sentire una persona a metà: era donna dentro». Il protagonista a 27 anni decide di operarsi e intraprende un viaggio a Bangkok, in Thailandia, per cambiare sesso e diventare donna: la nuova vita non sarà facile ma alla fine la farà sentire in pace.

«Ho provato una grande emozione quando il regista mi ha chiesto di interpretare me stessa – ha detto la Cardinale – Ha insistito per dare verità al film. È stato emozionante e doloroso al tempo stesso, ho esorcizzato molte insicurezze». Sposatasi a Ravello nel 2015, Sveva Cardinale oggi  lavora a Roma, disegna abiti da sposa. Il film, boicottato dai circuiti di distribuzione secondo il regista, è stato accolto con calore dal pubblico napoletano e sarà sicuramente molto discusso: quella di Sveva è in qualche modo una storia a sé, nel mondo transessuale, che attraversa alcuni passaggi della transizione male to female ma ne salta altri, come il travestitismo, che non è mai appartenuto alla sua personalità. Ciononostante, “Un nuovo giorno” è un film di grande impatto emotivo, che tocca temi importanti come l’identità e l’accettazione del diverso in maniera delicata e realistica al tempo stesso. E voluto anche il forte stacco tra il prima e il dopo l’operazione: Sveva è un’altra persona, non ha neanche più i connotati del bel ragazzo bruno dagli occhi chiari che era un tempo. Com’è giusto che sia.

Ida Palisi

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