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Nicotera: il neopapà superimbranato di UPAS se ne va!

paolo romanoEugenio Nicotera: da magistrato integerrimo a marito dolcissimo di Viola e padre un po’ imbranato di Antonio, il passo è breve. Ci racconta il cambiamento del suo personaggio in Un Posto Al SolePaolo Romano, lui che nella vita di figlie ne ha tre ma è una padre molto diverso dal suo Nicotera.

Auguri a Nicotera…è diventato papà!

Grazie, me li fanno anche quando cammino per strada…Io in realtà sono neopapà solo sulla scena, nella vita ho tre figlie femmine, di 15, 13 e 10 anni, ma si deve scindere tra personaggio e realtà. Come Paolo, ho una discreta esperienza, come Eugenio sono un superimbranato, un papà alle prime armi, un uomo rinchiuso sempre in procura, che finora ha avuto a che fare solo con il codice penale. Di certo, non è casalingo come me.

Perché il nome Antonio?

Il nome Antonio, come molte cose che vedete, vengono fuori da uno scherzo che mi hanno fatto gli autori, perché io sono del Torino, mentre loro mi fanno diventare sulla scena tifoso della Juve, ne è nata una gag comica con Raffaele. Mio suocero, sfegatato del Napoli, lo vuole chiamare Diego, dopo una accesa e improbabile discussione, conveniamo su Antonio, che mette tutti d’accordo, perché è il nome di Cabrini della Juve e Careca del Napoli. Pensa che cosa è stato per me che sono del Toro, interpretare uno juventino! Menomale che c’era Patrizio Rispo, con cui mi diverto molto e formiamo un connubio perfetto: Nicotera è serio e tutto di un pezzo, Raffaele comico e divertente.

Il magistrato Nicotera, serio e irreprensibile, ha quindi lasciato spazio alla dolcezza e alla spontaneità di padre e marito premuroso?

Alla fine sì, di fronte ai bambini si cambia, nei momenti di intimità con Viola poi Eugenio non è tutto di un pezzo o noioso. Con lei ha vissuto un amore fortissimo, è sempre pronto a ridere e fare autoironia. Io credo che questo aspetto di padre un po’ impacciato, sia stato io ad ispirarlo agli autori, a me piace la commedia.

Paolo Romano come padre ha un modello a cui ispirarsi nell’interpretare Nicotera?

In realtà, Nicotera è un padre un po’ vecchio stampo. Basta prendere mio papà, che non ha mai cambiato un pannolino. Si tratta di un modello che, secondo me, va rivalutato, tutto era molto più chiaro, i ruoli lo erano. Anche se io, lo confesso, sono certamente un padre diverso, moderno: accompagno a scuola le mie figlie, la madre lavora part-time ed io sono molto presente, per quello che mi permette il lavoro.

Ironia della sorte, il tuo personaggio da Napoli si trasferisce a Torino, la tua città natale…

Gli autori sono molto bravi in questo, ti cuciono un po’ addosso i personaggi, mischiano vita reale e fiction in modo sapiente, non è un caso. Del resto, perché inventarsi cose diverse? Il mio accento non è del Sud, quindi.

Dopo un breve periodo a Napoli, Eugenio e Viola ritornano al Nord…Alla fine hanno deciso di crescere il piccolo Antonio a Torino, confermi?

Beh, per il momento pare che le cose vadano così. Noi siamo ripartiti, ma non si sai mai, come si dice a Napoli Stamm sott ‘o ciel!

Come ti trovi a lavorare con Ilenia Lazzarin?

Benissimo, siamo molto affiatati sul lavoro.

C’è un argomento sociale a cui tieni in modo particolare e che vorresti fosse approfondito?

Sono stati affrontati tanti argomenti, una cosa che mi sta a cuore sono le sacche di povertà, la gente che non ce la fa ad arrivare a fine mese, ma anche gli spazi inutilizzati, le case popolari che vengono date a chi non ne ha bisogno, la camorra, le mafie, sono tutti temi di grande attualità. Un magistrato potrebbe parlare di tutte queste cose: io sono pieno di idee per gli autori, ad esempio vorrei anche proporre delle indagini sui servizi sociali, i giovani, il cyber bullismo, per cui in un attimo che tu finisci dentro una spirale pericolosissima per tanti ragazzini, un fenomeno che per alcuni è costata anche la vita, questo argomento mi tocca molto da vicino, avendo le figlie di quell’età. Ma sono anche curioso di indagare sull’immigrazione, la tratta, ne ho tante di proposte, insomma…

Progetti per il futuro?

Al momento sono fermo, a volte capita a noi attori, ci si guarda in giro, si fanno provini. Upas mi hanno spedito a Torino e sono anche finite le riprese della serie andata su Rai Gulp “Maggie e Bianca. Fashion Friends”, molto in auge tra i teenegers, a cui ho partecipato per la terza stagione. Ragion per cui sono diventato famoso tra le ragazzine: ecco, in questo momento esatto un gruppo di loro mi chiede di fare un selfie…

Maria Nocerino

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