Luca Turco, il suo piccolo Nico è cresciuto

luca turco niko poggiL’alternarsi di storie d’amore, l’ingresso nel mondo del lavoro: i temi che riguardano il personaggio di Nico nella fiction Un Posto al Sole sono in costante evoluzione e rappresentano la vita di tantissimi giovani italiani. Ne abbiamo discusso con Luca Turco, l’attore che dal ‘99 interpreta il bravo ragazzo di casa Poggi.

Nico continua a essere il bravo ragazzo di sempre, ma Amal sembra quasi peggio di Manuela: non è che è troppo buono?

No, dai, alla fine anche Amal è una brava ragazza. Lei ha i suoi impegni, le sue priorità che non si incontrano con quelle di Nico. Anzi, in tutta questa storia, mi sa che quello che si sta comportando peggio sia proprio Nico.

Pare che la bufera gemella sia di ritorno. Se lei fosse Nico, cosa farebbe?

Manuela è stata la donna più importante per Nico. Io, se dovesse ritornare, la ignorerei, perché credo che se una storia finisce, finisce. Non mi lascerei sedurre, ma conoscendo il mio personaggio, che ha una forte attrazione per Manuela, penso che lui si comporterebbe in maniera diversa.

Il suo personaggio ora è alle prese con il mondo del lavoro, in un ambito molto competitivo come quello degli avvocati. Come si preparerà ad affrontarlo?

Forse è un po’ presto, in fondo ha appena iniziato. Sicuramente vorrà strafare, dimostrare e farsi valere. Nico è una persona intelligente, responsabile e, se conosco bene il mio personaggio, sono certo che farà bella figura in quest’ambito che lo entusiasma molto.

Sente mai la responsabilità di essere da esempio per i suoi coetanei?

So di dover essere responsabile, perché la popolarità porta anche a questo. Io però non ci penso, nel senso che sono sempre me stesso. Sono umano, una persona normale e se dovessi sbagliare, forse, non ci sarebbe nulla di male. Anche se non ci penso spesso, ho la consapevolezza di dover dare il buon esempio, perché in fondo il mio personaggio è un punto di riferimento per molti giovani.

Che rapporto ha con il mondo dei social?

Zero assoluto! Non sono iscritto a Facebook, a malapena uso Whatsapp. Non so nemmeno cosa sia un hashtag, non uso Instagram e Twitter, insomma, almeno per ora, posso definirmi un anti social.

E come mantiene il contatto con il suo pubblico?

In realtà sono una persona molto riservata, però le persone che incontro per strada e mi dimostrano il loro affetto, oppure i fan che ci aspettano fuori agli studi della Rai, mi rendono molto felice.

Tornando al suo personaggio, crede che bisognerebbe ogni tanto fare un richiamo alle origini di Nico, alla sua storia di rifugiato albanese? Pure per focalizzare l’attenzione su temi sociali come quello dei migranti.

Sarebbe interessante, anche se le tematiche sociali emergono spesso attraverso il personaggio di Giulia e il suo lavoro nel centro d’ascolto. Nico ha una storia molto forte, perché ha perso la sua famiglia da bambino e questo lo ha segnato molto, ma non credo che ci saranno rimandi al suo passato. Però non critico per questo gli scrittori, anche perché la sua storia ha preso una direzione completamente diversa. Certo il suo passato lo caratterizza molto, probabilmente la sua forte sensibilità viene proprio da questa sua storia e dalla consapevolezza d’essere stato fortunato a trovare una famiglia che lo ha accolto e amato.

Giovanna Amore

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