| SEGUICI SU seguici su Facebook seguici su Twitter youtube
Mercoledì 11 Dicembre 2019




Essere mamma sul set e nella vita

Intervista a Daria D’Antonio

daria d antonioBellezza solare e sorridente e intelligenza sentimentale, Daria D’Antonio è Assunta. Mamma verace nella vita e a Un posto al Sole. Daria è ritornata sul set di Un Posto al Sole nei panni di Assunta, ex moglie di Guido e madre di Vittorio, dopo ben sette anni. In questo lasso di tempo l’attrice ha rivoluzionato la sua vita dall’apertura di una scuola di teatro ad un bambino.

L’abbiamo vista alle prese di un episodio con Vittorio (Amato Alessandro D'Auria), ma non si esclude di rivederla presto in pianta più stabile.

Ha continuato la sua carriera di attrice in questi anni di assenza dalla tv?

Sono passati sette anni in cui mi sono dedicata ad altro: ho aperto a Portici Talia, una scuola di teatro-associazione culturale con altre due socie e poi mi sono dedicata ad un matrimonio e a un figlio che ora ha meno di 2 anni.

Come è stato rientro sul set di Un posto al Sole?

Il rientro è capitato in un momento in cui non me lo aspettavo ed è stata una piacevole sorpresa sia professionale che personale perché ho potuto riabbracciare due grandi amici: Luisa e Germano con cui sono rimasta in contatto in questi anni. Una cosa è vedersi ogni tanto, un’altra frequentarsi tutti i giorni.

Che ruolo ha avuto in questo frangente di Un posto al sole?

Gli sceneggiatori hanno avuto l’esigenza, date le ultime vicende, di far tornare Assunta che nella fiction era presente solo perché citata da Guido, con cui si continuava a sentire telefonicamente per il figlio. Assunta preoccupata per la scelta del figlio di fare un lavoro “alternativo” interpreta le classiche paure di una mamma partenopea svanite quando si emoziona nel vedere Vittorio in radio. Allo stesso tempo svolge un ruolo importante nella riconciliazione tra Silvia e Michele. E’ stata un’apparizione breve, ma  gli autori stanno immaginando un continuo. 

Ora che ha un figlio suo, è difficile conciliare il lavoro con il ruolo di madre e cosa vuol dire essere madre per lei?

Quando lavoro lascio mio figlio con la baby sitter, mi manca, ma credo che avere una mamma felice e soddisfatta faccia bene anche a lui perché quando torno contenta anche lui lo è.
In ogni caso, diventando mamma ho capito che qualsiasi cosa fai puoi sbagliare. Essere genitori è il lavoro più bello e più difficile.
Anche se piccoli i figli dimostrano subito la loro personalità. Come in tutti i rapporti tra due persone c’è lo scontro tra caratteri diversi ma l’importante è capire se il figlio è felice. I figli volano da una parte e i genitori devono essere pronti  a lasciarli andare e aiutarli a rialzarsi se cadono. Intanto i figli fanno le proprie scelte e devono cascare se no non impareranno mai a vivere. Anche io sono stata figlia e ho fatto le mie scelte spesso in contrasto con i miei genitori.

Anche la scelta di fare l’attrice?

Soprattutto quella. I miei mi volevano con un lavoro stabile in un’epoca in cui il posto fisso non  era un mit. Alla fine hanno capito che la mia felicità era altrove, ma ci ho messo tanto a convincerli che quella era la mia strada. D’altra parte erano stati proprio i miei genitori che mi avevano fatto appassionare al teatro portandomi fin da piccola. Così a 14 anni ho cominciato a studiare recitazione con Isa Danieli che aveva una scuola a Portici. Poi ho seguito l’Università popolare dello spettacolo diretta da Masssimo Ranieri e infine ho iniziato a lavorare e studiare con Renato Carpentieri e a 20 anni sono approdata ad Un posto al Sole. Non ho lasciato nel frattempo il teatro che è la mia grande passione e ho lavorato in due film con Siani e Bentivoglio. Lei gestisce una scuola di teatro. Cosa consiglia a chi vuole intraprendere questo mestiere?

Da noi ci sono bambini e adulti dai 7 ai 99 anni: abbiamo corsi per diverse fasce d’età, ad esempio ci sono anche professori di scuola che vogliono fare questa esperienza. Asseconda dell’età cambia anche la motivazione. In sette c’erano solo un paio di ragazzi che volevano fare veramente gli attori: una ci è riuscita e ora sta lavorando, un altro sta aspettando di fare i provini dell’Accademia del Bellini. Il discorso che facciamo subito è che la nostra è una scuola di formazione e di preparazione, non un’accademia. Chi viene da noi può capire se è portato e nel caso intraprendere la strada dell’attore: il nostro messaggio è di studiare e non lanciarsi in modo improvvisato in questo mondo. Ci sono persone che hanno un talento fortissimo ma che facevano teatro solo per passione. Di contro abbiamo avuto persone che non avevano un grande talento, ma avevano una forte caparbietà. Noi cerchiamo di indirizzarli, se non è il caso cerchiamo anche di dissuaderli e indirizzarli alla realtà.

Assunta sfiora con il figlio Vittorio anche il tema della dipendenza informatica. Cosa pensa di questa abitudine dei bambini anche piccolissimi a maneggiare cellulari e pc?

Assunta è abbastanza ferma sulle sue idee, un po’ all’antica, demonizza tutto ciò che può distogliere il figlio dallo studio.  Da mamma di oggi vedo che mio figlio a un anno e 8 mesi mette già il ditino sul I-pad, io dall’altra parte gli racconto le favole e gli faccio conoscere la carta che temo, quando sarà grande non si userà più. Direi che sono rassegnata da un lato sono nostalgica del libro, dall’altro credo non si possa andare contro la tecnologia. Dipende dall’uso che se ne fa. Passare due ore su fb è veramente troppo e non riesco neanche a capire cosa ci possano fare le persone, diverso è usare internet per la ricerca e l’ampliamento delle proprie conoscenze. Ricordo a scuola quando la mia generazione doveva fare ricerche tra enciclopedie e biblioteche. Oggi la tecnologia ha reso più facile e diffusa la conoscenza.

Cosa pensa delle Unioni Civili e dell’adozione di bambini da parte di coppie lgbt?

Io voto per l’amore, dove c’è amore c’è giustizia. Tante coppie stanno insieme per amore e credo che il rispetto dei diritti non debba essere negato a nessuno. Così l’amore è la base per crescere un figlio.

Assunta ha vissuto con Guido il divorzio, anche se sembra sia passato un po’ sotto gamba sullo schermo. Un tema doloroso, visto che oggi è così frequente…

Di certo all’epoca non è stato affrontato in modo approfondito, magari con il ritorno di Assunta si poteva  vedere come vive un ragazzo di 15 anni la situazione dei genitori separati.  
La scelta del compagno di vita è la più importante, deve essere  una persona con cui dividere tutto: perciò è importantissimo scegliere e farsi scegliere. Io sono stata iper fortunata, ho incontrato una persona con cui sto dividendo tutto e con cui condivido la cura del bimbo, come io faccio i miei sacrifici, così li fa anche il papà. Alla base c’è l’amore e la pazienza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Notizie

agendo 2020 banner
Prenota la tua copia inviando una e-mail a comunicazione@gescosociale.it
napoliclick
amicar 500

Archivio Napoli Città Sociale