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venerdì 9 Dicembre 2022




Omar, turco napoletano è un iraniano di Roma

Hamarz Vasfi racconta la sua storia tra fiction e realtà

Vittorio Hamarz VasfiHamarz Vasfi è Omar Sukur, il burbero proprietario del ristorante Omar dove Patrizio lavora. L'attore di origini iraniane ci racconta la sua storia migrante e le similitudini con il personaggio che interpreta sul set di Un posto al Sole, la cui vicenda è destinata a intensificarsi nei prossimi mesi.

Ci racconta il suo arrivo in Italia?

E' stato un cambiamento radicale, avevo 13 anni e la rivoluzione era appena conclusa, la situazione sociale e politica del Paese era un grandissimo punto interrogativo così mia madre decise di partire per darmi la possibilità di studiare, visto che negli anni della rivoluzione le scuole erano state chiuse. L'Italia fu una scelta quasi disperata, infatti volevamo andare negli Stati Uniti, ma in quel momento non davano il visto, così pensammo di andare in Europa e ci fermammo a Roma, dove siamo rimasti. Una coincidenza visto che il mio sogno era proprio quello di vivere nella città dei gladiatori.  E' stato un bene perché l'America l'abbiamo trovata in Italia.

In che senso?

Perché faccio un lavoro che amo. In Italia dopo il diploma ho seguito diversi corsi i recitazione e passo dopo passo, dopo tanti piccoli ruoli sono arrivato a diventare uno dei protagonisti di fiction quali Squadra Mobile, Don Matteo, l'Oriana, Rossella seconda serie, Cesaroni, Che Dio ci aiuti 2 e ho partecipato ai film sul grande schermo Pitza e datteri e La gente che sta bene. Ed ora eccomi nella meravigliosa famiglia di Un posto al sole. Mi piace lavorare a Napoli, una città che avevo visitato con la mia famiglia e mi era rimasta nel cuore.

Come si sente nei panni di Omar?

Ci sono diverse coincidenze che mi fanno sentire molto vicino al personaggio. Il mio soprannome in Italia infatti è Omar. Omar è un turco-napoletano, io mi definisco un iraniano di Roma, ma la zona in cui sono nato in Iran è una regione abitata dai turchi. Anche io e mia moglie, un architetto pugliese, abbiamo una figlia, e come Omar anche io sono legatissimo a lei e molto geloso. Nella vita sono un po’ introverso cosa che mi può far apparire burbero: prima di conoscere le persone sono infatti scontroso e diffidente, ma quando conquisto la fiducia mi fido ciecamente. Come Omar che ha aperto il locale da solo tra mille difficoltà, prima di tutto di essere un migrante, sono anche io un lavoratore instancabile che non teme di sacrificarsi. Credo che nella vita più si lavora e meglio è.

In questo senso però Omar sembra pretendere un po’ troppo da Patrizio e il ragazzo rischia di mettere da parte gli studi …

Ci tengo a dire che Lorenzo, che interpreta Patrizio, è uno dei giovani attori della tv che ha una naturalezza innata e un ottimo ritmo nella recitazione, credo che avrà la carriera spianata come attore. Per quanto riguarda la fiction credo che ciò che fa Patrizio è apprezzabile: lavora per non caricare di spese la propria famiglia e allo stesso tempo si sacrifica per seguire la sua passione. Inoltre è meritevole che abbia avuto la faccia tosta di chiedere lavoro ad uno straniero arrabbiato dicendogli "almeno prova". E' stata proprio questa insistenza e tenacia ad aver colpito Omar e averlo spinto ad accogliere il ragazzo.
Spero che i giovani possano prendere esempio dalla fiction.  Non è il lavoro che viene a bussare alla porta, ma bisogna andarlo a cercare con intraprendenza. Certo è importante non tralasciare gli studi di base ma poi non per forza bisogna diventare medici o ingegneri, il mondo è cambiato e ci sono tanti lavori pratici che possono dare da vivere e soddisfare.  

Dunque non spingerebbe sua figlia a fare l'Università?

Mia figlia ha sei anni, quindi è ancora troppo piccola per pensare al suo futuro. Ma credo che una volta terminati gli studi di base la supporterò per qualsiasi cosa voglia intraprendere, che le piaccia e per cui sia portata e dunque che la possa rendere felice. Credo che non bisogna forzare il futuro dei propri figli, ma sostenerli nelle loro scelte.

Da immigrato in Italia, come giudica la visione mediatica dei migranti? 

Trovo vergognoso vedere le immagini di tanti immigrati disperati chiusi nelle tendopoli per mesi e mesi, mi danno la chiara sensazione che a livello politico non hanno voglia di risolvere la situazione. Inoltre si esaltano e strumentalizzano singoli episodi negativi per alimentare la paura degli immigrati. Uno dei più grandi paesi del mondo, gli Stati Uniti è fondato sull'immigrazione, così come tanti turchi e italiani vivono in Germania e in Svizzera. L'Italia deve mettere in condizione i migranti di dare il meglio, di vivere e lavorare dignitosamente, certo, chiedendo al contempo che rispettino usi e costumi del paese in cui vivono. In un paese in cui nascono sempre meno bambini i giovani e i migranti sono una risorsa. Un paese civile si vede dalle politiche intelligenti per i giovani e gli immigrati.

Lei è mai stato vittima di episodi di razzismo?

Purtroppo di tanti da ragazzo ed essendo piccolo non avevo gli strumenti per affrontare la situazione, però due anni fa, camminavo in strada con mia moglie e mia figlia e sono stato vittima di una pesante frase razzista. Questa volta però ho risposto a questa persona che faceva torto all'Italia nel comportarsi così.  Ho difeso l'Italia e gli italiani tanto che questa persona ha dovuto ricredersi delle sue offese e chiedermi scusa. L'Italia è storicamente un paese amico di tutti, non bisogna perdere questa prerogativa.

Cosa pensa del riconoscimento dello status delle seconde generazioni?

Per me è assurdo che non si consideri italiana una persona che nasce in Italia e soprattutto che cresce in Italia e tra 20 anni non potrà dire che è italiana. Si può dire "ho origini iraniane, brasiliane, argentine, americane", ma se cresco in Italia sono italiano. Mia figlia non ha questo problema visto che la mamma è italiana, ma ad esempio io stesso ho vissuto più in Italia che in Iran, dunque mi sento culturalmente influenzato da entrambi i paesi. Un iraniano di Roma, appunto.

Come evolverà la storia di Omar?

Posso dire che senz'altro andrà avanti ancora a novembre e dicembre e probabilmente anche nell'anno nuovo. Si scoprirà perché la mamma della figlia di Omar non è ancora comparsa e la relazione con la famiglia Giordano diventerà sempre più coinvolgente. Parallelamente la figlia di Omar svilupperà la sua linea narrativa. La storia sta ricevendo un grande  apprezzamento del pubblico, il mio personaggio è stato accolto benissimo sui social e tanti fan della fiction mi hanno contattato. Grazie a questo risultato e al supporto degli altri attori sarò ancora più grintoso.

Alessandra del Giudice

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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