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Lunedì 1 Giugno 2020




Sbarca sul nostro portale la serie napoletana che fa delle storie sociali la sua forza

un posto_al_sole3La povertà, i rifiuti tossici, il carcere minorile, la camorra, la violenza sulle donne, l’omosessualità, la microcriminalità: sono tanti i temi sociali affrontati in Un Posto al Sole. E' per questo che Napoli Città Sociale ha deciso di dedicare alla fiction uno spazio speciale, con interviste dietro le quinte agli attori e ai protagonisti dell'officina creativa di Raitre. Ogni settimana a partire da oggi.

E’ un’adolescente partenopea curiosa e impegnata nel sociale con una predisposizione per le storie d’amore. Si chiama “Un posto al Sole” ed è il “social drama” tv che a 15 anni di vita non ha perso l’interesse del pubblico. Merito dei suoi genitori adottivi: 9 autori più 20-30 addetti ai dialoghi e di un’idea geniale, partorita nel 1996. Infatti il format della fiction prodotto in Australia dalla Fremantlemedia è stato esportato all’ombra del Vesuvio nel Centro di Produzione Rai, grazie alla lungimiranza di Giovanni Minoli che contattò personalmente la casa di produzione.

La povertà, i rifiuti tossici, il carcere minorile, la camorra, la violenza sulle donne, l’omosessualità, la microcriminalità:  sono tanti i temi sociali affrontati e numerosi anche i personaggi impegnati in battaglie civili, come l’assistente sociale Giulia Poggi che è tornata in scena e alla quale nel 2012 sarà dato sempre più rilievo. La fiction va ben oltre l’entertainment: ospita campagne sociali quali “puliamo il mondo”, promuove Onlus meritevoli con gli attori, testimonial per campagne sociali come Patrizio Rispo e Ilenia Lazzarin per CBM Italia Onlus, che ha la finalità di sconfiggere le forme evitabili di cecità e di disabilità fisica e mentale nei paesi più poveri del mondo (i dettagli nella sezione “sociale” del sito http://www.unpostoalsole.rai.it)

“Per volere della produzione anglo-australiana la fiction ha una matrice “social”- racconta Paolo Terracciano, ideatore e supervisore dei soggetti-. Il nostro scopo è l’intrattenimento, ma se riusciamo a inserire l’ingrediente dell’impegno sociale, siamo più soddisfatti”. Sarà anche per questa sensibilità che Un posto al Sole ha toccato punte dell’11% di share, e oggi, nonostante il panorama televisivo sempre più frammentato dalle nuove realtà digitali, tutte le sere alle 20.30 su Rai 3 ha il 9% di share, cioè raggiunge 2 milioni e 300mila spettatori, un pubblico tra i 25 e i 44 anni formato anche da tanti laureati e professionisti. E tra i giovani fan della fiction ce ne sono tanti che sognano il loro posto al sole. “Ci sono opportunità per i giovani se sono bravi- conferma Maurizio d’Ecclesiis, direttore del casting- Quando inseriamo un nuovo personaggio, immagino un profilo e spedisco i dati all’agenzia o verifico se uno degli attori che ho nel data base può corrispondere: ho circa 14 mila record sul mio pc. Nunzio è stata una scoperta “lenta”: ha fatto vari provini fino a che non è uscito il ruolo e lo abbiamo scelto. Ci sono poi tanti attori oggi noti che hanno iniziato con noi: ad esempio Laura Chiatti ben 12 anni fa ha interpretato una piccola parte”.

Alessandra del Giudice

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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