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Lunedì 5 Dicembre 2022




Sogno per Nicotera una nuova Mani Pulite

Paolo Romano: “Onorato e consapevole della responsabilità di interpretare un magistrato”

paolo romano 3Interpretato da Paolo Romano, Eugenio Nicotera è conosciuto per il suo integerrimo lavoro di magistrato che lo ha portato, tante volte, anche a mettere in secondo piano l’amore per Viola, un sentimento pur fortissimo ma che ha visto tanti momenti difficili. Oggi siamo ad una svolta, sia nella professione che nella vita privata.

La storia di Eugenio Nicotera è sempre stata caratterizzata da una forte componente di moralità e impegno. È felice di interpretare questo personaggio tanto corretto e onesto al punto da mettere spesso in secondo piano la propria vita privata?

No, di più. Ne sono onorato perché la storia di questo paese è piena di magistrati eroi che hanno sacrificato tutto in onore della patria e dei valori. Recentemente ho rivisto film come “La trattativa” della Guzzanti e la “La mafia uccide solo d’estate” di Pief…Vedere uno in fila all’altro tutti i magistrati che sono morti solo perché toccavano poteri forti, mi fa sempre un certo effetto. Per stare sulla più recente attualità, a pochi giorni dall’anniversario della sua morte, ho letto le ultime lettere di Paolo Borsellino, quest’uomo che nonostante sapesse che la morte era dietro l’angolo ha avuto il coraggio di continuare a fare il suo dovere.

Il magistrato Nicotera è anche il simbolo, in Un posto al Sole, della lotta alla criminalità organizzata. Diffondere questi messaggi attraverso un social drama di fascia preserale non è così scontato. Cosa ne pensa?

Interpretare un magistrato è una forte responsabilità, non è come interpretare un farmacista, con tutto il rispetto per i farmacisti, è un lavoro diverso dagli altri. Ovviamente io recito una parte, ma sono onorato di farlo. È un po’ come è stato per Gomorra: arrivare nelle case dell’hinterland napoletano portando il messaggio che la magistratura e la polizia stanno dalla parte del popolo non è così scontato ed è una responsabilità che la Rai si è voluta prendere.

E oggi che Nicotera sembra voler cambiare “indirizzo” professionale, non teme che il messaggio che può passare è quello che la lotta alla camorra comporta troppe rinunce da fare nella vita privata?

Avevo un po’ questo timore in effetti, avrei preferito restare in quel ruolo per dimostrare che anche un magistrato che combatte i clan può avere una vita normale. Ma non faccio l’autore e comunque so che il cambio di “indirizzo” non dipende da una scelta politica, piuttosto da problemi produttivi…insomma un magistrato con una scorta, sempre in giro per tribunali, ecc, poteva essere impegnativo.

C’è un tema sociale oltre a quelli che Nicotera ha già affrontato con cui le piacerebbe il suo personaggio venisse in contatto?

Ora parlo da cittadino: sono avvelenato con il sommerso, la corruzione e l’evasione fiscale, li reputo i grandi mali di questa società. Anche se ognuno di noi fa il suo dovere e ci sono persone oneste, sembra prevalere sempre la legge del più furbo e su questo non ci sono differenze sostanziali tra Nord e Sud. Sogno per il mio personaggio una grande inchiesta come Mani Pulite,  qui a Napoli.

La storia d’amore con Viola, nata all’insegna di un feeling molto evidente sin dai primi incontri eppure contrastatissimo dal quotidiano svolgersi di due vite diverse. Ora siamo ad un momento di snodo importante, però! Riusciranno Viola ed Eugenio ad arrivare ad un lieto fine o come per tutte le coppie dovranno vedersela anche con gli stressantissimi preparativi per le nozze?

Sembra strano a dirsi, ma non so mai quello che succede al mio personaggio prima di leggere il copione, ci sono sempre tante sorprese. Vorrei saperlo anch’io! Diciamo che io il mio dovere l’ho fatto: le ho fatto la proposta di matrimonio e lei ha detto sì. Ma, come dite voi a Napoli, “stiamo sotto al cielo”!

Lei è nato a Torino, è cresciuto a Cantù e ha studiato recitazione a Milano: qual è il suo sguardo su Napoli?

Io nasco come teatrante e quindi conosco Napoli per l’arte e la cultura, anzi guardo i napoletani come marziani da quel punto di vista. La bellezza di questa città è la commistione di culture diverse, se devo trovare qualcosa che non va, forse direi che, in linea con quanto accade anche in altre città, si sente anche qui una divisione sempre più netta tra il “popolo” e le altre classi sociali.

Riflettendo, Napoli è la quarta città dove ha passato più notti, dopo Torino, Milano e Roma. Ma non ho trovato nessuna difficoltà qui, a differenza di altre città, anzi sono sempre stato accolto, avvolto, quasi abbracciato da questa città. Io Napoli la vivo da sempre, fin da quanto andavo per teatri, ad esempio vado in metropolitana, attraverso strade e mercati da Forcella alla Pignasecca, insomma non mi faccio mancare nulla. Mi sento un po’ un cittadino “acquisito”, insomma mi dovreste dare la cittadinanza onoraria!

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