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Giovedì 29 Febbraio 2024




Famiglia a tutti i costi? No, solo se felice!

claudia ruffoSul set di Un Posto al Sole sin da quando era praticamente una bambina, Claudia Ruffo veste i panni di Angela Poggi, giovane donna impegnata nel sociale, mamma a tempo pieno,  il cuore in perenne subbuglio: il ritratto di una donna di oggi, verrebbe da dire.

In queste settimane, dopo la separazione da Franco , ti stiamo vedendo frequentare un giovane, brillante avvocato: Angela ha forse scelto una vita tranquilla, preferendola a quella sempre piena di colpi di scena a cui Franco l’aveva abituata?

Angela non ha scelto di lasciare Franco (Peppe Zarbo) per via della sua sete di giustizia che lo porta a infilarsi sempre in situazioni pericolose. Certo, era difficile tenere quel ritmo, ma Angela, ferita,  ha lasciato Franco per un tradimento, per una ragione passionale. In amore non c’è mai la ragione a prevalere, e non credo che una donna possa scegliere un compagno in base al fatto che le renda la vita facile, sicura. Questi presupposti alla lunga portano all’infelicità. Ci sono coppie che tentano di restare in piedi per anni, ma a che pro? Se non c’è amore non può esserci gioia, in nessun tipo di rapporto.

E questo vale anche quando ci sono dei figli? Nella fiction vesti i panni di una mamma single…

Certo, anche quando ci sono i figli, a maggior ragione. Io sono per la famiglia, per la condivisione del tutto, per costruire assieme le cose, ma il presupposto deve essere sempre l’amore. Senza quello, se si sta assieme per costrizione, si peggiorano solo le cose e i figli, alla lunga, se ne accorgono. In questo senso, ad esempio, trovo interessante come gli autori hanno costruito la separazione tra me e Franco: tra di noi c’è molta tensione ma davanti a Bianca non avvengono mai litigi, cerchiamo insomma di essere dei genitori responsabili. E quanto al ruolo che interpreto in questo momento…. beh, credo che ormai sia abbastanza sdoganata la figura della mamma single, soprattutto quando si parla di donne indipendenti economicamente, che si assumo le responsabilità della loro scelta: questo le rende socialmente accettate.

Il tuo personaggio qualche tempo fa ha subito violenza sessuale. E non è l’unico tra i protagonisti di Un Posto al Sole: trovi giusto affrontare l’argomento?

Assolutamente sì. Anzi direi che è il nostro dovere farlo, trattare un argomento che non solo è di grande attualità, ma che ci consente di entrare nelle case della gente, di sensibilizzarle sul tema. Purtroppo il nostro raggio d’azione è limitato, possiamo solo ‘raccontare’ : bisognerebbe in realtà fare molte più campagne di sensibilizzazione e soprattutto inasprire le pene,  in modo da punire severamente quello che è un vero e proprio crimine.

Angela è tra i personaggi della fiction maggiormente calati nel sociale, per via del suo lavoro al centro d’ascolto: c’è tuttavia un tema che credi andrebbe trattato con maggiore impegno?

Lavorare al centro d’ascolto è per me un privilegio. Si entra in contatto con realtà molto lontane da noi, eppure così vere, che appartengono alla città, è un’esperienza importante. Penso ad esempio a quando Angela e Giulia (Marina Tagliaferri) hanno incontrato le vittime della camorra: non si trattava di attori, ma di persone reali, che quelle storie le hanno davvero vissute. Quanto all’emergenza sociale, non ho dubbi: credo che bisognerebbe parlare dei nuovi poveri, di questa enorme disparità sociale che vede la popolazione divisa tra chi è sempre più ricco e chi è sempre più povero. E si tratta davvero di emergenza, perché queste difficoltà, questi disagi sono a monte della criminalità, di gesti scellerati. Generano emarginazione ed è necessario cercare di risanare quanto prima e meglio questa piaga sociale.

SHG

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