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Domenica 4 Dicembre 2022




Il mio sogno? Salire sul Vesuvio!

samanta piccinettiToscana, sorriso disarmante, Samanta Piccinetti, un’archeologa prestata alla recitazione ci racconta il personaggio di Arianna sul set di Un Posto al Sole, il suo amore per gli animali e l’attrazione irresistibile per il nostro vulcano.

Finalmente Arianna e Andrea sono tornati assieme! Che paura per i sostenitori della coppia, ne hanno passate talmente tante…cosa serve oggi per far funzionare un rapporto d’amore?

Serve complicità, tanta complicità. Qualche compromesso, certo, ma non inteso come costringersi ad accettare i difetti dell’altro, bensì accogliere i limiti del partener e sistemarseli ‘alla meno peggio’. Ma soprattutto perché un rapporto duri a lungo è necessario che ci si conosca bene, a fondo, e che non ci si stanchi mai di andare avanti, cercarsi, capirsi. Soprattutto quando si fa un lavoro come il mio, sempre in giro e con poco tempo a disposizione. Bisogna avere una volontà di ferro per far funzionare un rapporto d’amore.

Arianna è stata protagonista di non poche vicissitudini, una tra tutte quella di una maternità negata. Credi che sia giusto ‘accanirsi’ per avere un figlio a qualunque costo e a qualunque condizione?

Credo che per una donna -più che per un uomo, per ovvie ragioni ‘biologiche’- la gravidanza sia davvero un’esigenza, un bisogno fisiologico. Personalmente non ho ancora affrontato ancora la cosa ma credo che di fronte all’impossibilità di avere dei figli sceglierei di adottarne uno, piuttosto che di ricorrere ad un’azione diciamo ‘contro natura’. Il mondo è pieno di bambini in cerca d’amore, tuttavia quello dell’adozione  è un discorso così complesso, è un cammino lunghissimo i cui tempi rischiano anche di scoraggiare una coppia che magari può scegliere di ricorrere alla fecondazione assistita. Questo non significa che condanni chi la sceglie, ovviamente. Si tratta di storie così personali, è davvero impossibile giudicare, dire cosa sia meglio o peggio.

Nella fiction Arianna interpreta una giovane donna alle prese col non poco problematico mondo del lavoro e si presta a qualunque cosa pur di pagare le bollette… credi sia giusto rinunciare ai propri sogni per arrivare a fine mese?

No, certo che non è giusto affatto e non dovrebbe essere permesso: le istituzioni, lo stato, non dovrebbero consentirlo. È triste che un ragazzo debba scegliere di cercare altrove la sua strada, o di ripiegare su una scelta diversa. Io prima di avvicinarmi al teatro volevo fare l’archeologa, ma anche lì – e questo vale per qualsiasi realtà culturale di questo paese- la strada è durissima. I tagli alla cultura sono sempre più feroci e rendono sempre meno possibile la realizzazione delle ambizioni di ciascuno di noi. Credo che chiunque abbia diritto al proprio sogno, sia esso piccolo o gande, tutto dovrebbe essere possibile.

Qual è il tuo rapporto con la nostra città?  Se chiudi gli occhi cosa ti viene in mente pensando a Napoli?

Bhè, l’impatto iniziale non è stato dei più semplici, lo ammetto. Venivo da un’esperienza milanese durata 5 anni, sono passata da una realtà ad un’altra completamente diversa. Napoli è difficile da capire (come qualunque realtà che non si conosce, ovviamente) è necessario entrare nelle sue dinamiche per amarla. E alla fine non se ne può fare a meno. Se chiudo gli occhi vedo il panorama meraviglioso del golfo, i vicoli dei quartieri spagnoli, un grappolo di pomodorini e poi il Vesuvio, un luogo magico che mi riprometto sempre di voler visitare! Ma soprattutto quello che apprezzo di questa città è la sua straordinaria offerta culturale: è ampia, interessante, e c’è molta gente che ne usufruisce. Bisognerebbe dirlo più spesso.

Il tuo personaggio ha già interpretato diversi temi sociali, ma ce n’è uno in particolare che ti piacerebbe raccontare attraverso Arianna o comunque nella fiction?

Oltre al tema dell’adozione cui si faceva riferimento prima, un tema che spero torni ad essere protagonista (dopo Niko) della fiction, mi piacerebbe molto che si parlasse un po’ di più degli animali abbandonati, dei cani  e dei gatti randagi e credo sarebbe utile, per sensibilizzare l’opinione pubblica, girare proprio qualche puntata in un canile o presso una di questa associazioni sul territorio che si occupano di animali. Personalmente sostengo La Casa di LU, un gruppo di amiche che raccoglie e cura cani e gatti abbandonati, spero che i nostri lettori facciano lo stesso!

SHG

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