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venerdì 27 Gennaio 2023




È una, ma vale per due

Cristiana dell’Anna racconta le “sue” gemelle.

cristiana-dellannaLa ventisettenne partenopea Cristiana dell’Anna ha invertito il suo destino: da emigrante a Londra è tornata a Napoli grazie a Un posto al sole. Abile interprete delle gemelle Manuela e Micaela, rischia ogni giorno lo sdoppiamento di personalità, ma nella realtà è “nessuna delle due e tutte e due”. Impegnata nel sociale Cristiana è testimonial per tanti progetti dedicati ai più giovani, come “Periferie in festa”.

Come è iniziata la sua partecipazione ad Un posto al sole?

Improvvisa! Non era in programma. Mi sono trasferita a Londra quando avevo 20 anni: facevo medicina a Napoli, mi piaceva e mi sono impegnata tantissimo i primi anni, ma poi ho lasciato per andare a studiare all’Accademia d’arte drammatica in Inghilterra. Tornavo a Napoli solo per far visita ai miei genitori e ai miei amici. Ed è proprio in occasione di una di queste visite che ho fatto un provino per Un posto al sole e sono stata scelta.

Come è stato tornare a Napoli?

Sono super contenta: non mi aspettavo un rientro così piacevole. Da un lato è difficile riallacciare i contatti e riappropriarsi di uno stile di vita diverso, d’altra parte in qualsiasi posto vivi porti il tuo modo di essere, ti costruisci una vita fatta di affetti, ti leghi a dei luoghi di ritrovo e frequenti sempre gli stessi. A Londra come a Napoli. Certo Londra è una realtà che assicura uno stile di vita più efficiente: a partire dai servizi pubblici tutto è più svelto, più pratico, i problemi minimi si risolvono subito. Napoli nel bene e nel male ha tempi più lenti.

Londra per me è diventata una seconda mamma: ho lasciato delle amiche carissime, però a Napoli non solo ho ritrovato il mare, il sole e i vecchi amici, ma ho anche conosciuto sul set persone che mi hanno riempito la vita. Ho allacciato un rapporto splendido con Miriam Candurro, ed in un certo modo è come se fosse mia sorella anche nella vita. Tutto l’entourage di Un posto al sole, dalla redazione al runner, che ti prepara il caffè sul set, sono eccezionali, lo dico col cuore.

È facile per uno straniero lavorare nello spettacolo all’estero? L’esperienza londinese in che modo l’ha arricchita?

A Londra nel campo della recitazione è difficile convincere che puoi essere bravo come un attore madrelingua, dubitano che tu sappia parlare l’inglese come loro. Io sono stata avvantaggiata perché parlo inglese da quando avevo 10 anni. A Londra ci sono tante produzioni internazionali, ma trattandosi di opportunità ambite c’è anche molta più competizione: devi lottare con gli artigli e con i denti per aggiudicarti un ruolo. In realtà dopo l’Accademia ho lavorato un anno e mezzo in teatro, dunque non tantissimo, poi ho avuto la fortuna di essere presa ad Un posto al sole.

Come è interpretare contemporaneamente due gemelle?

Un po’ di esaurimento nervoso c’è. Diciamo che soffro di sdoppiamento di personalità. A parte gli scherzi, è divertente interpretare due ruoli contemporaneamente perché metti in pratica tutto quello che hai imparato. Di solito un giorno si girano le scene dove c’è Manuela e un altro quelle con Micaela anche per facilitare il trucco, i costumi. È un po’ più complicato girare le scene dove ci sono entrambe perché in questo caso devo recitare due parti diverse nella stessa giornata.

Quali delle due le somiglia di più?

Nessuna delle due e tutte e due. Non riuscirei a scegliere. Di Manuela mi piace molto il lato comico, e un po’ mi è vicino, infatti tento di recuperare ed esagerare episodi divertenti che ho vissuto personalmente. Sicuramente con Manuela non ho in comune l’ignoranza e l’accento marcatamente partenopeo. Mentre il lato tagliente di Micaela l’ho “rubato” ad alcune persone che ho conosciuto.

Ora che Michaela è meno presente, ma mi manca suo lato serafico, più lento che pure mi appartiene. Però un suo ritorno è previsto.

Entrambe le gemelle sembrano abbastanza scettiche rispetto all’amore. Lei?

Io credo nell’amore, nel principe azzurro, direi che nella realtà sono più vicina a mia sorella Serena che alle gemelle. Ho avuto la fortuna di avere due genitori che si amano da sempre: sono un esempio difficile da equiparare, ma è quello a cui tendo. Attualmente convivo con il mio fidanzato, anche lui attore. E sono molto felice.

Crede sia possibile una convivenza a tre come quella che hanno intrapreso Manuela, Nico e Tommaso ?

Non pensavo fosse una condizione possibile, tuttavia vederla messa in scena fa riflettere anche me. Credo che certe esperienze non siano giuste o sbagliate in se, ma il loro valore dipende dalla maturità personale e dal modo in cui si affrontano. Ci sono delle priorità nella vita, ma si possono sempre scoprire modi diversi di vivere. Credo che se Manuela, Nico e Tommaso troveranno un equilibrio daranno prova di essere cresciuti.

Un posto al sole affronta temi sociali difficili con uno scopo pedagogico. Lei crede nel cambiamento?

Un posto al sole è molto attento ai temi sociali e alla vita reale delle persone, all’estero non c’è questa attenzione, sono meno attenti a trasmettere messaggi di vita. E’ una carta importante che FremantleMedia gioca e che altri dovrebbero imitare. Io credo che cambiare è possibile, bisogna insistere, martellare i ragazzi attraverso cultura, la lettura, il teatro, la musica. Le arti e la scienza fanno capire tanto di se e possono rappresentare una strada per tanti giovani.

Lei stessa si è resa disponibile come testimonial per importanti campagne sociali…

Ogni volta che Federica Castaldi, responsabile della comunicazione, mi propone una partecipazione sociale sono felicissima, soprattutto se si tratta di parlare con i giovani.

In passato ho fatto da madrina per la finale di coppa Campania di palla a volo e poi per i “Pochos” squadra omosessuale di calcio di Napoli. L’esperienza che mi ha emozionato di più è stata la visita ai ragazzi del carcere di Nisida, dove i ragazzi seguono un corso di teatro, un bel modo conoscere altre via a parte la strada. Mi piacerebbe tornare da loro per proporre un progetto teatrale da realizzare insieme. Sono poi impegnata con il progetto scolastico “Periferie in festa” ideata dall’associazione di docenti "Dentro le mura", che si svolge soprattutto nelle scuole medie e superiori della provincia di Napoli. Lo scopo del progetto è mostrare ai ragazzi altre strade. Sono già stata in due scuole, insieme all’ideatore del progetto Ivo Brienza, un insegnante aperto e disponibile con i ragazzi, che è diventato una sorta di papà. Ho partecipato ad uno spettacolo organizzano dalle scuole dove i ragazzi si esibiscono: recitano, cantano. Mi è rimasta impressa una ragazza che cantava una canzone della Pausini al suo stesso livello.
Il trio dei “Malincomici” mi ha intervistato in Made in Sud e ho condiviso con i ragazzi la mia esperienza. I giovani oggi hanno il mito del colpo di fortuna, delle opportunità che cadono dal cielo, mentre bisogna far capire loro che per uscire miseria e dall’ignoranza bisogna combattere sempre. Se non imparano a fare le scelte in modo consapevole si perdono.

Alessandra del Giudice

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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