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venerdì 27 Gennaio 2023




“Come Franco, concilio istinto e consapevolezza”

Peppe Zarbo: uomo e attore completo.

peppe-zarboPeppe Zarbo, oltre ad essere uno degli attori più noti e apprezzati dal pubblico di Un posto al sole, è un uomo consapevole e sensibile, molto simile al suo personaggio Franco Boschi. Con lui parliamo del ruolo di compagno e di padre in una società sempre più complessa e per molti versi difficile che "può cambiare, a partire dal voto".

Franco è un personaggio inizialmente "dannato" che con il tempo si reintegra socialmente fino ad impegnarsi in prima persona nel sociale. Credi che nascendo in contesti particolarmente difficili sia possibile cambiare?

Il cambiamento fa parte del nostro percorso di vita. Tuttavia sono convinto che ciò che ti circonda: la famiglia, gli amici, il contesto sociale,influiscono in modo determinante sulla formazione del proprio carattere e della propria personalità. Chi nasce in una famiglia "difficile" o legata al malaffare o frequenta amici "a rischio" avrà  più difficoltà a mettere a fuoco le strade  che portano verso la legalità. Perciò le istituzioni e le strutture sociali, i media hanno un compito fondamentale,determinante, quello di prestare attenzione a
quelle famiglie e a quei ragazzi che si trovano in situazioni di difficoltà e aiutarli e accompagnarli nel cambiamento.

Franco è impulsivo, ma poi è capace di riflettere sui propri sbagli e cambiare idea e atteggiamento. Cosa hai in comune con Franco e cosa no?

Del personaggio che interpreto mi piace questo equilibrio tra impulsività e consapevolezza. Franco segue il proprio istinto, ma quando sbaglia non ha paura di tornare indietro. Spesso le persone sono portate a seguire solo il loro istinto e quando sbagliano perdono la capacità di fermarsi e recuperare. L'istinto è un'opportunità favolosa, una marcia in più, ci dà la possibilità di essere autentici, ti fa vivere esperienze che altrimenti non vivresti: scegli una persona perché ti piace e ti butti, ti lanci in un nuovo lavoro anche se magari sai che in quel campo è più difficile riuscire.
Io seguo molto l'istinto. Non parto mai prevenuto: mi fido del prossimo, anche se non faccio fatica nel caso l'istinto mi tradisca, a tornare sui miei passi.

A proposito di fiducia, Franco fa l'investigatore. Pensi sia giusto investigare sul-la proprio-a compagno-a temendo un tradimento? Credi nella fedeltà in coppia?

Assolutamente no. Sarebbe la tentazione di tutti investigare .... Credo che la fiducia sia la materia prima nella costruzione di qualsiasi progetto. E' il primo mattone: se non hai fiducia negli altri non dovresti neanche uscire di casa.
In una coppia se manca la fiducia non si va da nessuna parte. Tutti possiamo essere stati delusi dalla persona che amavamo o essere stati tentati da altre situazioni, ma è importante avere un atteggiamento comunque leale. Credo nella coppia. Non c'è coppia senza fiducia.

Si può dire che dal "sud" sei venuto a lavorare al "nord" qui a Napoli. La Sicilia e la Campania nel bene e nel male hanno cose in comune? Quali?

A volte, quando torno in Sicilia scherzando mi chiedono:"Come và a Napoli..al Nord!"
Sono di Agrigento, ma vivo a Roma dall'88.
E' incredibile che ancora oggi si faccia attenzione a degli aggettivi quali Nord e Sud...ogni paese ha il proprio Nord e il proprio Sud. Da questo punto di vista siamo ancora indietro.
Napoli è pazzesca: è una città piena di talenti. Mi chiedevi cosa hanno in comune la Sicilia e la Campania: sicuramente di aver fatto parte della culla della civiltà mediterranea a partire dalla Magna Grecia in poi, ancora oggi sono il focolaio di molte realtà creative e culturali. Per fortuna trovo che tra i giovani ci sia molto fermento e voglia di riscatto anche rispetto alla realtà della malavita che ha oppresso il Sud Italia per molti anni e alla quale tanta gente ha risposto con un riscatto culturale e creativo.
Sicuramente hanno in comune la passione...

Qual è il tuo rapporto con la città?

Rispetto ai colleghi che vivono a Napoli, io di solito, dopo le riprese, rientro alla base. Nonostante ciò, più passano gli anni più mi innamoro di Napoli. È una città con un grande senso della famiglia.
Trovo fantastico che il lungo mare sia stato chiuso al traffico. Oggi vivere a Napoli è un privilegio, è una delle poche città che ha l'alta velocità che in poco più di 1 ora la collega a Roma . L' aeroporto è straordinariamente collegato  al suo interno: puoi prendere un aereo e in poco più di 2 ore trovarti a Londra. È collegata davvero bene. Se dovessi scegliere di trasferirmi in un'altra città sicuramente sarebbe Napoli.

Dopo varie peripezie, il rapporto tra Franco e Angela ora è stabile, anche grazie alla sensibilità di Franco. Come credi sia cambiato il ruolo dell'uomo in coppia negli ultimi decenni e tu come riesci a conciliare la vita lavorativa con quella privata?

Ho un grande senso di rispetto e ammirazione per le donne. Sono contento che la donna occidentale  nel tempo abbia iniziato un percorso di emancipazione e indipendenza dalla figura maschile e che abbia cercato di entrare con determinazione nella vita istituzionale e culturale moderna, tuttavia c'è ancora tanta strada da fare per raggiungere un equilibrio sociale vero. Ancora oggi ci sono dei Paesi dove le ingiustizie e gli abusi sono all'ordine del giorno. Per quanto mi riguarda penso che ci siano ancora troppi uomini a coprire le posizioni più importanti. Nonostante tutto siamo ancora un Paese troppo maschilista,inserirei più donne in Parlamento perché credo che per natura siano meno corruttibili degli uomini.
Credo che in una società veramente moderna e giusta ci debba essere una vera uguaglianza tra gli individui e che non ci sia una discriminazione sociale per differenza di sesso ma ci siano pari opportunità reali per tutti in base alle proprie attitudini e capacità.
Nella coppia come nella società bisogna dividersi i compiti al 50%. Io e la mia compagna cerchiamo di aiutarci, ci interscambiamo nelle cose da fare, ciascuno contribuisce secondo quelle che sono le proprie predisposizioni. Credo che ogni uomo dovrebbe essere contento di partecipare alla vita di coppia e dovrebbe farlo in modo onesto e responsabile.

Credi sia possibile proteggere la propria compagna senza opprimerla e lasciandole i suoi spazi come fa Franco?

Chi è molto passionale talvolta può risultare più protettivo e questo può creare oppressione. Ma Franco alla fine riesce a stare vicino ad Angela senza opprimerla anche perché Angela i suoi spazi se li prende. Questo accade perché la coppia è equilibrata. Se Angela fosse stata più debole Franco, avrebbe potuto prendere il sopravvento. Per quanto mi riguarda, come ho detto, ho fiducia nella mia compagna e credo che nella coppia ognuno abbia diritto a prendersi i propri spazi.

Franco a fianco ad Angela affronta un tema delicatissimo: quello della violenza di genere. Perché tanti uomini violenti?

La violenza sulle donne è una prevaricazione terrificante, purtroppo è una realtà atavica c'è sempre stata. Credo che oggi sia più facile che in passato venirne a conoscenza grazie anche ad un'attenzione sempre maggiore sul tema. In passato sicuramente certi fatti venivano denunciati molto meno e c'era una forte omertà sociale, basti pensare che 40 anni fa c'era ancora il delitto d'onore. Se oggi abbiamo dei dati, significa che la violenza è più visibile, sopratutto grazie ai media e al coraggio delle donne di denunciare certi fatti.
Rispetto agli uomini violenti non ho una spiegazione, penso solo che siano delle bestie, dei malati e che debbano essere puniti in modo esemplare. La violenza non deve mai più passare inosservata. La cosa sconcertante è che sempre più spesso si manifesta in ambienti famigliari dove le donne dovrebbero essere al sicuro. Credo che
comunque dipenda dal fatto che certi uomini non siano all'altezza del cambiamento sociale e siano spaventati di "perdere il controllo" sulla figura di una donna sempre più libera ed emancipata, non riescono a confrontarsi alla pari e quindi usano la forza.

Franco uccide il padre, che è un ex carcerato, anche se involontariamente e poi si ritrova a fare da padre a un ragazzo difficile. Credi che come affermava Freud il rapporto padre-figlio sia sempre conflittuale?

Questo avvenimento non ha mai segnato il personaggio con sensi di colpa, visto che non c'è stata volontarietà.
Quella con Nunzio è stata una bellissima storia che mi ha dato molto, mi ha emozionato e divertito interpretare. Vincenzo Messina  è un grande talento.
Grazie alla nostra complicità ,il nostro rapporto Padre-Figlio  è risultato credibile.
C'è stato un feeling speciale tra noi, sono molto legato a Vincenzo lo sento spesso anche fuori dal set, forse è per questo che il pubblico pensava fosse realmente mio figlio. Sono sicuro che al suo rientro ci saranno altre storie avvincenti per i numerosi fan di Nunzio.
Essere padre nella vita di tutti i giorni è un po' diverso. Ho tre figli e ho assistito in sala parto alla loro nascita in quella straordinaria occasione  ho potuto realizzare quanto l'uomo sia davvero "disarmato" ,almeno io mi sono sentito così, davanti ad un evento così incredibile, in quel preciso istante mi sono accorto quanto sia indissolubile il rapporto tra madre e figlio. Dopo un'esperienza così forte ti rendi conto che anche tu, in quel momento, "nasci" come Padre e hai tutto da imparare. Insieme ai tuoi figli cominci la tua "avventura", i conflitti arrivano, ma sono utili per confrontarsi e per guardarsi dentro.

Come pensi che venga affrontato il tema della camorra in Upas?

Crediamo che sia giusto far vedere anche questo aspetto di Napoli, senza banalizzarlo. Vogliamo raccontare la realtà, e della realtà fanno parte anche temi così crudi e difficili. È proprio per questa aderenza alla verità che la gente si affeziona ai personaggi. Non tutte le storie sono a lieto fine, penso alla morte di Rita Giordano uccisa da un camorrista. Tuttavia non parliamo mai con rassegnazione della camorra, ma con lo scopo di denunciarla e con la speranza in un cambiamento. Credo che sia anche raccontando certi drammi che si possa innescare una trasformazione.

Cosa dovrebbe fare chi ci governa per sconfiggere la camorra-mafia? E cosa i cittadini?

Camorra e malaffare stanno nel nostro parlamento, molti politici hanno ricevuto avvisi di garanzia. La base del problema è anche la politica collusa. Come può qualcuno che è indagato attuare leggi antimafia?
Il voto è l'unico modo per cambiare le cose. Bisogna partecipare alla vita politica poiché solo con il voto  possiamo cambiare il nostro futuro. Bisogna riportare la meritocrazia e ridare fiducia a tutti quei ragazzi che oggi sono costretti a "scappare" dal nostro Paese.

Hai lavorato anche in numerosi film. Quali sono le differenze tra il lavoro nelle fiction e quello per il cinema? Hai preferenze?

Mi sono "sposato" con Un posto al sole. Ho fatto qualche film, non tantissimi. Quando fai un lungometraggio il lavoro è diverso, il personaggio inizia e finisce. Al cinema l'attore è uno strumento del regista, c'è più attenzione ai particolari, si ha la possibilità di dedicare più tempo al proprio personaggio di assaporarne le sfumature. Nella serialità, la velocità la fa da padrona questo è comprensibile se si pensa al fatto che si và in onda ogni sera. Non hai tanto tempo, devi affidarti all'intuito e all'esperienza per rendere realistiche e credibili le storie che racconti, c'è un grande lavoro di tutti dietro ogni puntata.

C'è qualche tema sociale che non è stato ancora affrontato nel social drama che ti piacerebbe interpretare? E come affronti i problemi della società nella vita?

Un posto al sole si è nel tempo occupato di molti aspetti sociali, ha denunciato e continua a denunciare tematiche complesse e attuali. Ci sono ancora aspetti che meriterebbero di essere approfonditi ma gli autori sono sempre attenti e pronti nella loro scrittura.
Un tema che mi sta particolarmente a cuore è quello dei bambini. Non sopporto che si faccia loro del male. Quando vedo un bimbo che soffre impazzisco. Non riesco ad accettare che i bambini subiscano violenze, che abbiano fame, che vengano sfruttati. Non è accettabile che ai giorni nostri i bambini muoiano ancora di fame, che non abbiano medicinali per curare malattie banali, che non abbiano garantito il diritto all'istruzione, che vengano impiegati come soldati, che vengano sfruttati e che non venga loro garantito il "diritto all'infanzia". È una vergogna per l'intera umanità, che si sia ancora così indietro rispetto alla risoluzione di problemi così importanti. Bisogna continuare a raccontare e denunciare.
Penso che ognuno di noi possa fare un piccolo gesto per migliorare la società in cui viviamo. Oggi più che mai c'è tantissimo bisogno di solidarietà.
Siamo diventati una realtà sempre più individuale e non ci rendiamo conto che anche involontariamente siamo coinvolti in un cammino comune, non possiamo perciò far finta che il mondo finisca nel nostro salotto perché in questo modo si andrà sempre peggio. Chi è più fortunato può fare qualcosa per chi lo è di meno.

Alessandra del Giudice

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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