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Sabato 4 Luglio 2020




“Il segreto di Un posto al sole: “Sempre nuovo, ma sempre familiare”

Intervista a Paolo Terracciano, head writer del social drama.

paolo-terraccianoNegli anni Un posto al sole è cambiato tanto negli anni eppure non ha perso quell’aura familiare che ha fatto affezionare migliaia di fan. Paolo Terracciano, ideatore delle storie di Un Posto al Sole, ci racconta dell’importanza di affrontare temi legati al sociale e dunque vicini alle persone.

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“Inserire storie legate ad aspetti sociali per noi è importantissimo – spiega Terracciano - Non possiamo seguire la tempistica ed i luoghi della cronaca, siamo obbligati a girare in anticipo e nella maggior parte dei casi nel centro storico, ma quello che conta è comunicare un messaggio. In questo periodo abbiamo incontrato diverse volte i familiari delle vittime della criminalità, tra cui Paolo Siani ed Alessandra Clemente, e nella sede della loro fondazione abbiamo girato delle scene. Siamo stati contenti della fiducia che hanno avuto in noi.”

L’head writer di Un posto al Sole parla anche della recente trasferta statunitense della fiction: “sapevamo di essere amati, ma il calore dei nostri fan ci ha sorpreso. Credo che per gli Italiani, soprattutto del sud, che vivono lì, Un Posto al Sole sia una finestra sul loro Paese natio.”

E proprio per assecondare le aspettative dei fan desiderosi di vedere trionfare l’amore, tante relazioni di Un posto al sole sono oggi più stabili e fedeli, anche perché “gli stessi personaggi sono diventati adulti e maturi nella fiction ed è normale che la loro vita ruoti intorno alla famiglia piuttosto che essere caratterizzata da amori che finiscono e nuovi amori che nascono come a 20 anni”- chiarisce Paolo.

Secondo Terracciano la ragione della longevità televisiva della fiction risiede nel “non aver tradito il patto con il pubblico: passano gli anni e gli spettatori vedono i personaggi come persone di famiglia. E i nuovi attori contribuiscono a dare brio alle storie.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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