“Un posto al sole”incontra i famigliari delle vittime innocenti di camorra

A ottobre puntata speciale

tonino-palmeseSono oltre 200 le vittime innocenti della criminalità organizzata in Campania, oltre 800 in tutta Italia. A loro sarà dedicata una puntata speciale di “Un posto al sole” che andrà in onda a ottobre. Don Tonino Palmese, referente regionale di Libera, ci racconta l’incontro virtuoso tra realtà e finzione.

Libera e Pol.i.s. hanno girato una puntata speciale di “Un posto al sole”…

Nella sede della fondazione Pol.i.s., Marina e Angela conoscono alcuni familiari delle vittime innocenti della criminalità organizzata della Campania che si sono recati alla fondazione perché in seguito all’evento drammatico che li ha colpiti chiedono cosa possono fare. Si tratta di un incontro tra finzione e realtà, un modo di rendere protagoniste persone indifese che mettono in gioco la loro sofferenza per dare il loro contributo per cambiare la società. E’ un operazione molto interessante perché finalmente c’è un programma che parla “con la città” e non “sulla città” o “contro la città”. Un posto al sole aveva già sposato la causa delle vittime mostrando la fotografia di Dario Scherillo, vittima innocente della camorra. Io interpreto me stesso spiegando l’importanza della memoria per costruire un presente diverso e accenno all’importanza dei beni confiscati alla criminalità.

A proposito qual è la situazione del riutilizzo sociale dei beni in Campania?

Siamo ancora all’anno zero, c’è una grande sproporzione tra ciò che si potrebbe fare e ciò che concretamente si fa. Sono profondamente deluso. Tanti beni potrebbero essere riconvertiti a fini sociali, ma restano abbandonati per la mancanza di una solida struttura amministrativa e i fondi necessari a ristrutturali.

La stessa Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati creata 2 anni fa per supplire all’impossibilità del Demanio di gestire questo lavoro specifico non funziona. Per quanto riguarda i beni comunali, l’amministrazione è in affanno, poiché è venuto meno l’assessore al patrimonio immobiliare. Speriamo di riuscire ad aprire presto al pubblico la villa della Gloriette di Posillipo.

Rispetto alla criminalità organizzata ci sono cambiamenti?

Sta cambiando la percezione comune rispetto al fenomeno. Si spara di meno, anche se è di questi giorni l’ennesima vittima innocente: Andrea Nolino. Quello che impressiona è la pervasività del crimine nella nostra regione: dall’affare del pane a quello del caro estinto: l’economica passa per le mani della camorra.

Eppure non si ha il polso di questo controllo della città.

Ci sono anche ragioni sociali?

Da un lato c’è una cultura criminale diffusa che parte dall’educazione genitoriale errata, dall’altro la crisi economica amplifica il fenomeno. Tutti provano ad arrangiarsi ed è diventato normale il fatto che non ci sia lavoro. Direi che il grande tema è proprio il lavoro e la sua mancanza.

Alessandra del Giudice


"Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane. Nel 2012 è stata inserita dalla rivista The Global Journal nella classifica delle cento migliori Ong del mondo: è l'unica organizzazione italiana di "community empowerment" che figuri in questa lista, la prima dedicata all'universo del no-profit.


La Fondazione Pol.i.s. Politiche Integrate di Sicurezza è un importante strumento attraverso il quale la Regione Campania, ai sensi e per gli effetti dell'art. 16 della L.R. n.1 del 19.01.2009, ha inteso consolidare il sistema di governance in materia di riutilizzo dei beni confiscati e di aiuto alle vittime innocenti della criminalità, rispondendo alle esigenze di flessibilità e rapidità di intervento, di fronte ad emergenze, talora drammatiche, delle persone e delle famiglie vittime dei reati.

Il primo passo per la costituzione della Fondazione è rintracciabile nell'atto deliberativo della Giunta Regionale della Campania n. 2352 del 29 dicembre 2007, recante "Fondazione senza scopo di lucro per lo sviluppo di nuove tipologie di intervento per la sicurezza delle città. Approvazione schema di statuto". In seguito, in data 3 giugno 2008, è stato sottoscritto, dal Presidente della Giunta Regionale della Campania, On. Antonio Bassolino, l'atto di costituzione della Fondazione "Pol.i.s." per le politiche integrate di Sicurezza.

La Fondazione Pol.i.s., quindi, è lo strumento operativo che la Regione si è data per raggiungere le finalità contenute nelle tre fondamentali leggi regionali di settore approvate negli ultimi anni (L.R. n. 12 del 13 giugno 2003; L.R. n. 23 del 12 dicembre 2003; L.R. n. 11 del 9 dicembre 2004).

La Fondazione, prendendo in carico le vittime innocenti della criminalità ed i loro familiari, offre sostegno psicologico, legale e fiscale. Svolge, inoltre, attività finalizzate a: mantenere viva la memoria delle persone vittime innocenti della violenza criminale;redigere un elenco aggiornato di tutte le vittime innocenti della criminalità in Campania;rendere più snelle, trasparenti e veloci le procedure di riconoscimento dello status di vittime innocenti della criminalità;ricostruire le storie delle singole vittime;equiparare le vittime della criminalità comune alle vittime della criminalità organizzata e del terrorismo;promuovere nuovi diritti e nuove misure di solidarietà in favore dei familiari delle vittime innocenti della criminalità;redigere la Carta dei diritti delle vittime innocenti della criminalità.

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