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Sabato 4 Luglio 2020




“Un posto al sole”incontra i famigliari delle vittime innocenti di camorra

A ottobre puntata speciale

tonino-palmeseSono oltre 200 le vittime innocenti della criminalità organizzata in Campania, oltre 800 in tutta Italia. A loro sarà dedicata una puntata speciale di “Un posto al sole” che andrà in onda a ottobre. Don Tonino Palmese, referente regionale di Libera, ci racconta l’incontro virtuoso tra realtà e finzione.

Libera e Pol.i.s. hanno girato una puntata speciale di “Un posto al sole”…

Nella sede della fondazione Pol.i.s., Marina e Angela conoscono alcuni familiari delle vittime innocenti della criminalità organizzata della Campania che si sono recati alla fondazione perché in seguito all’evento drammatico che li ha colpiti chiedono cosa possono fare. Si tratta di un incontro tra finzione e realtà, un modo di rendere protagoniste persone indifese che mettono in gioco la loro sofferenza per dare il loro contributo per cambiare la società. E’ un operazione molto interessante perché finalmente c’è un programma che parla “con la città” e non “sulla città” o “contro la città”. Un posto al sole aveva già sposato la causa delle vittime mostrando la fotografia di Dario Scherillo, vittima innocente della camorra. Io interpreto me stesso spiegando l’importanza della memoria per costruire un presente diverso e accenno all’importanza dei beni confiscati alla criminalità.

A proposito qual è la situazione del riutilizzo sociale dei beni in Campania?

Siamo ancora all’anno zero, c’è una grande sproporzione tra ciò che si potrebbe fare e ciò che concretamente si fa. Sono profondamente deluso. Tanti beni potrebbero essere riconvertiti a fini sociali, ma restano abbandonati per la mancanza di una solida struttura amministrativa e i fondi necessari a ristrutturali.

La stessa Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati creata 2 anni fa per supplire all’impossibilità del Demanio di gestire questo lavoro specifico non funziona. Per quanto riguarda i beni comunali, l’amministrazione è in affanno, poiché è venuto meno l’assessore al patrimonio immobiliare. Speriamo di riuscire ad aprire presto al pubblico la villa della Gloriette di Posillipo.

Rispetto alla criminalità organizzata ci sono cambiamenti?

Sta cambiando la percezione comune rispetto al fenomeno. Si spara di meno, anche se è di questi giorni l’ennesima vittima innocente: Andrea Nolino. Quello che impressiona è la pervasività del crimine nella nostra regione: dall’affare del pane a quello del caro estinto: l’economica passa per le mani della camorra.

Eppure non si ha il polso di questo controllo della città.

Ci sono anche ragioni sociali?

Da un lato c’è una cultura criminale diffusa che parte dall’educazione genitoriale errata, dall’altro la crisi economica amplifica il fenomeno. Tutti provano ad arrangiarsi ed è diventato normale il fatto che non ci sia lavoro. Direi che il grande tema è proprio il lavoro e la sua mancanza.

Alessandra del Giudice

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