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Mercoledì 21 Aprile 2021




Cosimo Alberti alias Cerruti: “Ne vedrete delle belle in questo inizio d’anno”

Antonella Prisco Cosimo AlbertiSarà condito da molte sorprese questo inizio 2021 a Palazzo Palladini, cari amici appassionati di Un Posto Al Sole. A svelare, ma non troppo, qualche particolare sul nuovo anno del social drama più longevo di Mamma Rai è Cosimo Alberti (qui trovate la sua storia personale e professionale), ormai conosciuto ai più come il simpatico vigile Salvatore Cerruti, la cui vicenda tornerà, proprio nelle prossime puntate, ad essere centrale, grazie al ritorno in scena dell’affascinante dottor Bruno Sarti (Giovanni Caso).

I due saranno protagonisti di una serie spassosissima di gag che avranno la peculiarità di essere ospitate in insolite location, con scene divertenti non girate nei soliti luoghi della soap, che daranno un sapore nuovo anche alla storia d’amore tra i vigile e il suo compagno. 

Cosa ne sarà di questa storia d’amore in questo 2021?

Senza svelare troppo anche perché noi stessi non sappiamo come andrà poi a finire, posso solo dire che i due innamorati tornano insieme ma si troveranno a un bivio. Dovranno decidere se stabilizzare o questa relazione, nel senso di renderla ufficiale. Ricordiamo che l’anno scorso, a Capodanno, abbiamo lasciato la famiglia di Cerruti abbastanza incredula e non certo contenta di fronte alla scoperta dell’omosessualità di Sasà, a partire dal padre (interpretato da Benedetto Casillo), che però poi si ricrede e chiede scusa al vigile. In questo inizio d’anno, la scena cambia, non ci sarà più il papà ma altri membri della famiglia che si troveranno ad accettare con fatica le scelte di Cerry.

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Ancora una volta, Un Posto Al Sole sceglie di portare in scena un tema delicato, come quello del coming out e dell’essere omosessuali nella nostra società. Lo fa con forza ma anche con leggerezza, affidandone la trattazione al mio personaggio, capace sempre di strappare un sorriso nel pubblico e che tornerà sempre più protagonista con scene e personaggi nuovi, come quello del nipote che gli darà filo da torcere. 

Come sta vivendo personalmente la pandemia e il lockdown?

A livello personale, devo essere sincero, non ho vissuto malissimo questa situazione. Sono stato a casa con mio marito che mi ha deliziato con i suoi piatti: pane, cornetti, biscotti all’amarena, pastiere, casatielli, struffoli, non mi ha fatto mancare niente. Tra l’altro Cristian (con cui Alberti è convolato a nozze a settembre 2019, ndr) è un personal trainer ed era piuttosto strano vedere questo campione del fitness bravissimo ai fornelli che sfornava, divertendosi anche, ogni ben di Dio, con buona pace della mia linea! Insomma, siamo stati bene, naturalmente mi è mancato il lavoro, soprattutto il teatro. Ad esempio, ho dovuto interrompere i miei corsi di danze popolari, con grande rammarico dei miei allievi! 

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Come si riprenderà il teatro da tutto questo?

Certamente il teatro non può essere sostituito dallo streaming né da una versione televisiva. Io sono assolutamente contrario a questi surrogati: il teatro è vita, corpo, sangue, sudore, empatia, cuore, passione. Capisco l’esigenza di non farlo morire ma il palcoscenico dal vivo è un’altra cosa, come la pellicola è un’altra cosa, gli effetti, la luce. In queste forme di spettacolo ci si mette l’anima! Per questo io mi sono sempre rifiutato di fare delle cose online, mi hanno proposto di fare delle tammuriate sui social ma a me non piace questo sistema. Ad esempio, mio marito ha continuato a lavorare con dirette e social, anche privatamente, ma non credo che questo sia possibile per tutti i mestieri. Spero solo che i teatri e i luoghi deputati allo spettacolo dal vivo possano riaprire presto. 

Ha lavorato a qualcosa in questi mesi di restrizioni?

Sì, prima della seconda ondata, ho partecipato a due produzioni televisive. Ho avuto un piccolo ruolo “comico” in Mina Settembre, lo sceneggiato ispirato al libro di Maurizio de Giovanni che vedremo presto su Rai1 con Serena Rossi. Il caso e solo il caso ha voluto che anche lì abbia dovuto interpretare un vigile urbano! Non ci potevamo credere: è stato davvero divertente, tutti mi hanno accolto proprio come Cerry. Sembrava di vedere il vigile Cerruti come guest star in una altra fiction, ma in realtà è stata davvero solo una semplice coincidenza! L’altra mio piccolo ruolo, un cameo, l’ho avuto nel film di Giovanni Soldati con protagonisti Stefania Sandrelli, Marco Valerio Montesano, Selene Caramazza e Giorgio Borghetti, un altro “collega” da Un Posto Al Sole, che uscirà appena riapriranno le sale. 

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Le cose che ha lasciato in sospeso…

Uno spettacolo teatrale con Danilo Rovani dal titolo “Non tutti i ladri vengono per cuocere”, che è un chiaro omaggio a Dario Fo, che abbiamo deciso di rimandare alla prossima stagione, proprio per non bruciarlo e credendo fortemente nella potenza dello spettacolo dal vivo. Sempre con lui avevamo anche i set pronti per due corti su temi molto interessanti. 

Quale tema sociale le piacerebbe fosse affrontato in Un Posto Al Sole, che non è stato ancora toccato?

Non so se lo si è affrontato, forse non di recente, ma mi piacerebbe portare in Un Posto Al Sole la storia di un tetraplegico, un malato in carrozzella, affrontando l’annoso tema delle barriere architettoniche e di tutti gli ostacoli che ci sono per queste persone, senza dimenticare il loro diritto alle emozioni, all’amore, alla sessualità e alla genitorialità. Sarebbe un bell’argomento, anche se molto complicato, da portare in scena.

Maria Nocerino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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