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Lunedì 19 Ottobre 2020




Lara Sansone: “La mia Bice vulcanica riserverà sorprese”

Lara SansoneOggi viene riconosciuta per strada soprattutto come Bice, la simpatica e frizzante sorella del vigile Salvatore Cerruti, ma l’attrice Lara Sansone ha alle spalle una carriera artistica già molto intensa che l’ha vista, in questi anni, impegnata soprattutto nel suo primo amore: il teatro. Una grande passione ereditata dalla nonna, l’indimenticata Luisa Conte, di cui lei dice di aver fatto suoi alcuni valori fondamentali: “la tenacia, il rispetto per il pubblico, il sacrificio, la dedizione”. Ecco come l’attrice napoletana ci racconta il suo personaggio di Un Posto Al Sole. 

Bice è un personaggio frizzante, esuberante, dalla personalità dominante, la sua storia è sempre più centrale nelle puntate che stanno andando in onda. Che sorprese ci riserverà?

Bice compare ogni tanto con la sua femminilità dirompente, proponendo un certo modello donna: una donna molto colorata, passionale, una donna del popolo che si è fatta da sola, madre, moglie, imprenditrice, che rivendica una sua centralità in tutte le sfere dalla sua vita e di quella degli altri. Un personaggio con tante sfumature che farà parlare di sé, diciamo, non posso dire oltre, se non che avrà dei contrasti…

Che similitudini ci sono tra lei e il personaggio che porta in scena a Un Posto Al Sole?

Bice è una donna vulcanica ma nasconde anche delle fragilità, io ho certamente dei punti di convergenza con lei, mi sento anche io una donna molto passionale ad esempio. E, poi, in questo lavoro, soprattutto quando il personaggio entra così nella vita di un attore, c’è sempre uno scambio tra i due e l’interprete porta sempre un po’ di sé nell’interpretato.

Che effetto le fa sapere che, nonostante la sua intensa carriera artistica, la gente la riconosce per strada soprattutto per il suo personaggio in Un Posto Al Sole?

È un effetto molto piacevole per me, diventi una persona di famiglia per la gente che ti ferma per strada, acquisisci una familiarità. Naturalmente è una sensazione nuova, un approccio completamente diverso da quello del teatro.

Come si trova sul set e ha legato con qualcuno in particolare?

Sono stata accolta benissimo, mi sono subito sentita come a casa con gli attori, tutti straordinari professionisti, con cui è un privilegio lavorare. Li conosco quasi tutti, molti vengono dal teatro, sono persone note, ci siamo incontrati in diversi contesti. Ovviamente, io per segmenti che condivido sono molto legata a Cosimo Alberti (Salvatore Cerruti), Antonella Prisco (Mariella Altieri), Germano Bellavia (Guido Del Bue), con tutti loro ho una ottima sinergia. Poi come non apprezzare Luisa Amatucci? Lei, come me, viene da una grande tradizione teatrale ed è nipote d’arte. Poi c’è Veronica Mazza (Cinzia), con la quale ci contrastiamo molto sulla scena, ma siamo molto amiche nella vita, una bella compagnia, con lei ci frequentiamo fuori dal set.

Lei ha tre figli (di 19, 15, 14 anni). Come è riuscita nel corso degli anni a conciliare vita professionale e famiglia?

Io parto dal presupposto che la famiglia è la ricchezza più grande. Naturalmente non è sempre facile conciliare, lo si fa anche con sacrifici. Io, ad esempio, inizialmente, non facevo tournée, poi, piano piano, i bambini sono cresciuti…Con la volontà si fa tutto!

In quale genere preferisce cimentarsi?

In teatro, mi cimento molto nel genere drammatico, che mi è più congeniale, far ridere è certamente più difficile. Il personaggio che porto a Un Posto Al Sole è ben scritto e studiato con grande efficacia, per questo l’effetto comico è sicuro e, dai feedback del pubblico, credo che arrivi.

Secondo lei ci sono temi sociali ancora da affrontare in Un Posto Al Sole o c’è un argomento le sta particolarmente a cuore?

Io credo che con leggerezza siano stati affrontati tantissimi argomenti sociali, non ultimo quello della omosessualità con mio “fratello”, il vigile Cerruti. Un argomento di cui non si parla mai abbastanza. Gli autori, in questa formidabile squadra guidata da Paolo Terracciano, sono stati bravi nel tempo a insinuare dubbi anche su comportamenti che sembrerebbero scontati e a creare consapevolezza su alcuni temi molto delicati. Io sono onorata di fare parte di questa meravigliosa famiglia capace anche di trattare argomenti scomodi, far riflettere le persone e sensibilizzare le coscienze con leggerezza, come è giusto che sia, attraverso il mezzo televisivo.

Lei ora è impegnata anche a teatro?

Abbiamo appena finito uno spettacolo all’interno del Teatro Napoli Festival Italia e ora ci prepariamo, con tutte le difficoltà del momento storico, ad affrontare la prossima stagione, sperando sempre che il pubblico ci sia accanto. Tornare a teatro è sempre una bellissima sensazione, per me è stato come tornare alla vita, ma il distanziamento in un luogo chiuso come il teatro è una cosa davvero strana, a noi attori sembrava una installazione ma nonostante ciò già il fatto di aver ripreso è stato come abbattere una barriera, la prima per quello che speriamo sarà un nuovo inizio.

Maria Nocerino

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