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Giovedì 16 Luglio 2020




Pride a New York, gemellaggio contro il razzismo

NY PRIDENessuno avrebbe immaginato, solo pochi mesi fa, che il weekend del Pride a New York, il cinquantesimo dalla prima sfilata organizzata per celebrare l’anniversario dei moti di Stonewall e il più famoso del mondo, non avrebbe incluso migliaia di persone, carri colorati, musica e un’esplosione di vitalità.

Quest’anno, peraltro, ci sarebbe stata una ragione in più per festeggiare un’altra pietra miliare, raggiunta solo poche settimane fa, quando la Corte Suprema ha sancito, con una maggioranza schiacciante, che non è possibile discriminare nessuno sul luogo di lavoro per la propria identità sessuale. Una vittoria importantissima e, in qualche modo, inaspettata, dal momento che la presidenza di Donald Trump ha inciso sulla composizione della Corte Suprema che ora è decisamente conservatrice, con 5 giudici su 9 vicini al partito repubblicano o, addirittura, come nel caso di Brett Kavanaugh (che ha votato contro, infatti) fortemente legati al presidente e in sintonia con il suo posizionamento vicino all’estrema destra.

La pandemia, invece, che a New York è arrivata con numeri importanti, tanto che la città solo da una settimana, dopo tre mesi, è entrata nella sua fase 2, ha mandato all’aria ogni piano e ha costretto gli organizzatori e le diverse associazioni a ripiegare su iniziative virtuali, di certo non meno importanti, ma sicuramente d’impatto meno immediato. Tuttavia, tutti gli eventi delle scorse settimane, culminati negli appuntamenti del weekend, sono stati “gemellati” con il movimento “Black Lives Matter” (BLM) che combatte il razzismo contro la comunità nera (leggi qui l’articolo).

Nell’ultimo mese, dopo l’ennesimo episodio di violenza della polizia, che ha causato la morte di George Floyd, il paese è stato attraversato da cortei e manifestazioni che, appunto, in onore del Pride, hanno voluto creare una “sola voce” per sostenere anche le istanze della comunità LGBTQA. Per questo, nonostante la “virtualità del Pride” non sono mancati alcuni eventi “live” molto emozionanti. Fra i più importanti, quello organizzato dalla “Reclaim Pride Coalition” con i membri di BLM che hanno marciato da Foley Square Washington Square Park.

“Ci sono legami importanti fra la comunità nera e la comunità gay - ha detto Christopher Maxwell, un residente di Harlem - “perché ci sono neri, gay, queer e trans in tutto il mondo che hanno bisogno di far sentire la propria voce e, per questo, unire i due movimenti ci è sembrato la cosa migliore da fare oggi”. Un’altra marcia, invece, si è mossa, dal quartiere del Flatiron per dirigersi verso il Greenwich Village, sede, ancora oggi, del famoso Stonewall Inn. Gli attivisti che hanno organizzato le “mini” marce hanno incoraggiato, lungo tutto il percorso, i partecipanti a mantenere la distanza e  a indossare una maschera per garantire la protezione contro la diffusione del Covid19.

Angela Vitaliano