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Lunedì 20 Maggio 2024




I giovani ed il gioco, il Premio Fausto Rossano porta il tema delle ludopatie nelle scuole

igromaniaProseguono gli incontri e le proiezioni della V edizione del Premio Cinematografico Fausto Rossano. La giornata di giovedì 4 aprile, dedicata al tema delle ludopatie, si è aperta con un bellissimo dibattito tenutosi presso l’Istituto Attilio Romanò di Miano, dove una folta platea di giovani studenti ha seguito con entusiasmo ed interesse la proiezione di due cortometraggi e, soprattutto, l’intervento di Valentina Bousier, ricercatore di Psicologia clinica nell’Università Federico II di Napoli.

Ad aprire il dibattito ed ha condurre gli interventi, il prof. Fedele Salvatore che ha dichiarato, proprio in relazione ad iniziative come quella del Premio Fausto Rossano sul territorio di Miano, conosciuto solo per essere location di “Gomorra”, che “ci sono tanti napoletani per bene che attraverso la scuola vogliono far crescere la dignità e la bellezza del nostro territorio. Molti non sanno di queste cose belle che si fanno, perché fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Noi siamo la foresta che cresce.”

Da tre anni l’Instituto Romanò collabora con il Premio Fausto Rossano e da quest’edizione la partnership è divenuta ancora più concreta. Sono infatti gli studenti del Romanò i membri della “giuria Giovani” che, oltre ad un vincitore, ha selezionato quest’anno anche due menzioni speciali.

Due sono stati i cortometraggi, non in concorso, proiettati: All in/out (1’, Italia) di Artemisio Desiderio e Hell Inside (14’, Italia)  di Gaston Biwolé, quest’ultimo ha sottolineato l’universalità del problema del gioco d’azzardo: “Questo tema - ha dichiarato il regista - lo sento molto vicino, perché lavorando con gli immigrati, come mediatore culturale, ne ho visti tanti di ragazzi che giocano i pochi soldi che hanno con la speranza di vincere qualcosa da poter mandare alle proprie famiglie. Ma ciò sappiamo bene che non accade.”

A concludere il dibattito, c’è stato infine l’interessantissimo intervento della Boursier, la quale si è confrontata con gli studenti sui temi a loro più familiari, come l’utilizzo dei social media, il selfie addiction (il disturbo derivante dall’ossessione da selfie), la dipendenza da videogiochi. Lo smartphone, i videogame, la rete sono quindi gli strumenti attraverso i quali si possono diffondere atteggiamenti patologici, ma la Boursier sottolinea che non vanno demonizzati, perché questi stessi strumenti danno sfogo anche alle passioni e alla creatività dei singoli.

Giovanna Amore

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