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Domenica 4 Dicembre 2022




Bilancio agrodolce per le Politiche sociali

welfare-striscioneSessantacinque milioni di euro. A tanto ammonta il fondo destinato alle Politiche sociali dal bilancio di previsione 2011. Nessun taglio ulteriore rispetto allo scorso anno. I rappresentanti del Terzo settore si dicono soddisfatti, ma resta aperta la vertenza "Il welfare non è un lusso" per i pagamenti arretrati. Il credito degli operatori ammonta ormai a ottanta milioni di euro.

Si riparte dalle macerie. E per ricostruire il neo assessore Sergio D’Angelo, che ha denunciato negli scorsi anni la demolizione del welfare in città e in regione, potrà per ora contare su sessantacinque milioni di euro. A tanto ammonta il fondo destinato alle Politiche sociali dal bilancio comunale 2011, approvato in Consiglio. In sostanza non ci sono nuovi tagli ai servizi, ma neppure maggiori investimenti. Altri undici milioni potrebbero arrivare presto da trasferimenti regionali. I soldi ci sono ma sono bloccati: i rendiconti della passata gestione comunale non erano in regola. Il commissario dovrebbe ultimare entro la fine del mese le verifiche e da palazzo San Giacomo c’è ottimismo su una soluzione positiva della vicenda. Resta ancora un nervo scoperto il pagamento degli arretrati agli operatori del Terzo settore. Si lavora a una soluzione, ma la vertenza del movimento “Il welfare non è un lusso” continua.
 
“Non possiamo essere del tutto soddisfatti. Questo è un bilancio ereditato dalla precedente amministrazione, non è ancora il nostro”, commenta l’assessore Sergio D’Angelo, “è stato importante confermare il budget, ma resta comunque al di sotto degli standard cui puntiamo. Sessanta euro pro capite per il welfare in regione, a fronte di una media nazionale attestata sui 160 euro, sono un dato eloquente”. Sulla regolarità dei pagamenti, altro punto dolente per associazioni e cooperative del terzo settore, non si sbilancia:  “Cercheremo di fare il possibile. Dobbiamo far fronte a una situazione disastrosa. Prima di due anni non potremo andare stabilmente a regime”. Tra le iniziative già avviate, l’apertura di due strutture di accoglienza per senza fissa dimora, l’inizio delle procedure per la costruzione del villaggio rom di Cupa Perillo e un avviso pubblico, nell’ambito del registro cittadino del Terzo settore, per l’assistenza ai bambini disabili fino al 2011. Inoltre verrà istituita un’agenzia per valutare l’impatto degli interventi sulla disabilità.
 
A fronte delle cose fatte e da fare, c’è un passato da sistemare. Il debito del Comune nei confronti di cooperative e associazioni del terzo settore ammonta ormai a ottanta milioni di euro. Molti operatori delle varie strutture di accoglienza, case famiglia, educativa territoriale, tutoraggio, non percepiscono stipendi da diversi mesi. In alcuni casi le strutture hanno addirittura chiuso. “Nell’ambito dell’accoglienza residenziale, quella che si occupa dei minori affidati ai comuni dal Tribunale, un servizio obbligatorio e indispensabile, di casi di chiusura se ne contano molti”, spiega Salvatore Fedele, uno dei portavoce del movimento “Il welfare non è un lusso”. “La conferma del budget è un dato positivo, in controtendenza con quanto fa il governo e gli altri enti locali, ma non ancora sufficiente. Soprattutto dobbiamo rientrare degli arretrati”.

Come misura tampone l’assessorato sta cercando di facilitare l’accesso al credito degli operatori, con tassi agevolati. Sono in corso trattative con alcuni istituti bancari e sarà attivato un fondo di garanzia con la Fondazione con il Sud e la Regione. “E' un’iniziativa che accogliamo con favore, ma c’è anche da dire che così si accresce la nostra esposizione e non tutti gli operatori del settore sono disposti ad un ulteriore indebitamento. La verità è che il Comune dovrà presto dare seguito ai pagamenti”, dice Pasquale Calemme, altro portavoce del movimento: “Riteniamo comunque che si stiano facendo passi avanti. Finalmente pare che si sia ristabilito un rapporto di confronto costruttivo tra noi, il Comune e la Regione”.

Luca Romano

18 luglio 2011

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