Tutor dell’apprendimento, aiutare gli altri e realizzarsi nel lavoro

TutorCome trasformare un punto debole in punto di forza. Potrebbe essere questa la sintesi del progetto nato a Napoli attorno alla figura del “tutor specifico dell’apprendimento”. Ma andiamo con ordine. Per aiutare bambini e ragazzi che hanno uno o più disturbi specifici dell’apprendimento (dsa) è nata nel tempo una figura specializzata, qualcuno che sia capace grazie ad una formazione specifica, di rendere facile ciò che per alcuni può essere molto difficile.

Tutor che di fatto sono delle guide nei processi di apprendimento di quanti sono dislessici, o hanno altri disturbi specifici dell’apprendimento. Questi tutor hanno due soli obiettivi: riuscire a rendere autonomi i propri studenti, insegnando loro tecniche specifiche di apprendimento, e mediare nei rapporti tra la famiglia e la scuola. Tra le diverse associazioni che a Napoli sono occupate nel campo dei dsa, l’associazione Ipertesto ha creato un percorso che mira a formare questi tutor. Dando vita a figure professionali  che possono operare nei contesti scolastici ed extra-scolastici e svolgere attività di “doposcuola specialistici”. «L’intento – spiega il vicepresidente della onlus Francesco Bianco - è quello di sfruttare al massimo le ore di lezione in aula per svolgere esercitazioni sugli strumenti del tutor, analizzare casi clinici, supervisionare i casi portati in aula dai corsisti e dai docenti; per questo motivo le lezioni in aula saranno precedute da lezioni on line che invece tratteranno gli elementi più teorici e legislativi». Sul portale www.ipertesto.org tutte le informazioni necessarie. In primo luogo il tutor deve saper attivare strategie compensative per i processi di studio, concordare un “patto formativo” (con genitori e bambino/ragazzo) e definire i contenuti e gli obiettivi di lavoro. Deve condividere con scuola, genitori e specialista il piano di lavoro. Per questo sapere in che modo supportare il bambino o il ragazzo nell’attività di studio, saper adattarsi alle sue particolari esigenze, essere in grado di orientarsi nei diversi ambiti disciplinari. Ancora, deve conoscere gli ausili tecnici e le nuove tecnologie informatiche per un apprendimento mediato e deve conoscere la normativa esistente sui dsa. Insomma, un’iniziativa che promette di creare nuove professionalità al servizio delle centinaia di migliaia di studenti con dsa.

Raffaele Nespoli