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Domenica 15 Dicembre 2019




Quali leggi per i dsa, così la Campania cerca di tutelare il diritto allo studio

Leggi e normeDal punto di vista normativo, per capire quali sono i propri diritti rispetto ai disturbi specifici dell’apprendimento bisogna guardare alla Legge 170/2010. Si tratta di una legge nazionale che, solo nove anni fa, ha riconosciuto la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia quali disturbi specifici dell’apprendimento.

Prima di allora esser dislessici, o comunque avere dsa, significava non avere gli stessi diritti di oggi. La legge 170, in questo senso, è stata una svolta epocale; tutela infatti il diritto allo studio dei ragazzi dislessici, e con altri disturbi dell’apprendimento, e offre alla scuola l’opportunità di mettere in campo metodologie che posano favorire tutti gli studenti, dando spazio al loro vero potenziale in base alle loro peculiarità.

Nel comma 1 della legge 170/2010 viene definito il diritto dello studente con diagnosi dsa di «fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari». Ciò nonostante, sono ancora molte le famiglie che questi diritti se li devono conquistare in concreto, fortunatamente potendo contare spesso sul sostegno di associazioni quali l’Aid. Il 12 luglio 2011 sono stati poi pubblicati anche il Decreto attuativo e le relative Linee Guida, che spiegano in forma chiara e dettagliata tutte le azioni che gli Uffici Scolastici Regionali, le scuole e le famiglie devono attuare per la tutela e il supporto degli allievi con dsa. A livello regionale, la Campania ha declinato a livello locale quanto previsto dsa con la delibera 43 del 28/02/2014. Semplificando non poco le cose, è bene familiarizzare con termini quali “strumenti compensativi” e “misure dispensative”. Gli strumenti compensativi sono tutti i mezzi, digitali e non, di cui una persona con dsa può avvalersi per superare le proprie difficoltà nella scrittura, lettura e nel calcolo. Si pensi a mappe concettuali, registrazione delle lezioni, testi in digitale e sintesi vocale, uso della calcolatrice e molto altro. Le misure dispensative sono invece quelle che permettono allo studente di svolgere con alcuni accorgimenti prove troppo difficili a causa del proprio dsa. Si pensi adi interrogazioni programmate, verifiche, tempi supplementari per lo svolgimento delle prove e così via. Ovviamente le misure dispensative devono essere riportate nel Piano didattico personalizzato assieme agli strumenti compensativi, come previsto dalla legge. E no, non sono scorciatoie o “trucchetti” per aiutare i ragazzi, sono solo strumenti che li mettono in condizione di esprimere la meglio le proprie potenzialità. Qualche passo in avanti insomma è stato fatto, ma molto c’è ancora da fare per fare in modo che i ragazzi con dsa vedano riconosciti i propri diritti.

Raffaele Nespoli