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Mercoledì 18 Luglio 2018




Il Primo Servizio Pubblico nel campo della PMA a Napoli

Intervista al Prof. Giuseppe De Placido, direttore del Centro di Sterilità ed Infertilità di Coppia della "Federico II” 

Giuseppe De PlacidoFivet, ICSI, crioconservazione degli ovociti per pazienti oncologiche e biopsia dell’embrione tra le specializzazioni del Dipartimento ad Attività Integrata Materno – Infantile e del Centro di Sterilità ed Infertilità di Coppia dell’Università degli Studi di Napoli "Federico II” (FertUnina) diretto dal Prof. Giuseppe De Placido che ci spiega quali sono gli interventi all’avanguardia nell’ambito della procreazione medicalmente assistita e fino a che punto si può spingere la medicina oggi per aiutare le coppie ad avere un bambino.

Il Centro è attivo da 25 anni e identificato dalla Regione Campania (secondo quanto previsto dalla legge 40 del 2004) come Centro di Riferimento Regionale per la PMA per tutte le altre strutture operanti sul territorio regionale (BURC n°7 del 6 febbraio 2006).

Quali sono le maggiori cause di sterilità oggi?

Oggi la sterilità maschile e femminile incidono con una percentuale quasi similare. L’aumento dell’incidenza di sterilità trova spiegazione innanzitutto nel mutamento socio-economico a cui stiamo assistendo: oggi le coppie si affacciano alla maternità e alla paternità in età sempre più avanzata, quando, soprattutto nella donna, si assiste ad una riduzione della quantità e della qualità degli ovociti. Incide molto sull’incremento della sterilità anche la presenza di infezioni latenti dovute alla maggiore promiscuità sessuale e in generale al cambiamento delle abitudini sessuali. Banali infezioni batteriche, da parte ad esempio di Chlamydia, Mycoplasma e Ureaplasma, spesso asintomatiche nell’uomo, possono causare alterazioni della qualità e motilità del seme nell’uomo e alterazioni tubariche, spesso irreversibili, nella donna. A tutto ciò si aggiunge l’ “epidemia” di Papilloma Virus alla quale stiamo assistendo, responsabile tra le altre lesioni anche di tumori al collo dell’utero nella donna, il cui trattamento può impattare ovviamente sulla fertilità. È proprio per questa ragione che è necessaria la sensibilizzazione alla realizzazione del vaccino anti-HPV nona-valente anche dopo l’età di 35 anni. 

Quali sono le tecniche che praticate?

Ci occupiamo sia di endoscopia della riproduzione che delle tecniche di primo livello come l’inseminazione, sia di quelle di secondo come la FIVET, la fecondazione in vitro spontanea, sia dell’ICSI dove è la biologa che inetta nell’ovocita lo spermatozoo. Il nostro intervento non riguarda solo le tecniche di fecondazione assistita, ma l’approccio complessivo alla coppia, infatti prima di intervenire con la fecondazione assistita vanno realizzati una serie di accertamenti: dall’isteroscopia che valuta la struttura della cavità uterina alla laparoscopia che considera lo stato delle tube e delle ovaie, esami ematochimici volti alla valutazione del quadro genetico ed ormonale, pannello infettivo. Inoltre stiamo mettendo a punto la biopsia dell’embrione e fare una valutazione genetica sulla blastocisti al quinto/sesto giorno di sviluppo di coltura. Attualmente le tecniche di diagnosi genetica preimpianto sono in grado di analizzare sia il corredo cromosomico dell’embrione nella sua interezza con lo Screening Genetico Preimpianto (PGS), sia disordini genetici associati a singoli geni o mutazioni riguardanti uno od entrambi i genitori e di cui si voglia scongiurare la trasmissione con la Diagnosi Genetica Preimpianto (PGD). Quest’analisi è indicata per le pazienti a rischio genetico e per quelle che superano i 40 anni (elevata percentuale di embrioni aneuploidi) con anamnesi positiva per fallimenti ripetuti di impianto.

Chi si rivolge da voi? E’ cambiata l’utenza in tutti questi anni?

Accogliamo oltre mille nuove coppie all’anno. Chiaramente l’utenza è cambiata nel tempo soprattutto per quanto riguarda l’età delle coppie, l’utenza è composta nel 60% dei casi, da coppie che superano i 35 anni di età. L’età della donna influenza inevitabilmente sulla qualità e sulla quantità di ovociti recuperati: dopo i 35 anni si assiste ad una inevitabile riduzione della quantità e qualità degli ovociti.

Che percentuale di gravidanze riuscite ad ottenere sui pazienti trattati con tecniche di PMA?

Il tasso complessivo di gravidanza è del 38% circa. Ma ovviamente il risultato dipende caso per caso e dopo i 35 anni le tecniche di fecondazione assistita hanno una percentuale di riuscita più bassa. Noi dopo i 44 anni non facciamo più trattamenti perché siamo oltre i limiti, infatti già a 43, 44 anni i risultati non superano all’ 1-2%.

La fecondazione eterologa è ormai legale, ma viene realmente realizzata?

Le tecniche di PMA di tipo eterologo per legge dovrebbero essere fatte. In Italia solo alcuni centri di PMA pubblici eseguono tale procedura con ovociti e spermatozoi crioconservati provenienti da centri esteri. In Campania solo alcuni centri privati eseguono tale procedura con le modalità sopra descritte, per i centri pubblici è ancora molto complicato. Non per problematiche legislative, ma organizzative regionali. Spesso la donna deve ricorrere alla fecondazione eterologa con la donazione di ovociti, ma si tratta di un procedimento ancora farraginoso: nel pubblico non c’è ancora, ma ci sono centri privati che hanno ovociti congelati, mentre tale fecondazione all’estero viene realizzata con ovuli donati a fresco e spermatozoi. 

Il social freezing quanto è diffuso e quando viene praticato in Italia? 

Il social freezing viene realizzato da donne che vogliono posporre il momento della gravidanza per motivi legati al lavoro o alla salute. Inoltre, vi si ricorre anche quando una donna si ammala di carcinoma (mammella (41% di tutte le neoplasie), tiroide, colon, etc), o presenta una condizione di esaurimento follicolare precoce. Nel servizio pubblico effettuiamo preservazione della fertilità in pazienti oncologiche ed in pazienti in menopausa precoce. Abbiamo un servizio H24 di oncofertilità, con una bio-banca in cui congeliamo gameti maschili e femminili prima dell’inizio della chemioterapia e/o radioterapia. Nel caso della donna, in seguito ad una blanda stimolazione ormonale vengono prelevati e poi crioconservati gli ovociti da utilizzare una volta che la paziente è guarita, a distanza di qualche anno dalla terapia. La crioconservazione va riservata a donne di età non superiore ai 36 anni o in casi eccezionali a donne di età superiore ai 36 anni con una buona riserva follicolare. Oggi con le nuove tecniche di crioconservazione, si hanno le stesse capacità di fecondare gli ovociti congelati di quelli freschi.

Come si può accedere al servizio della Federico II e quali sono i tempi di attesa? 

Basta farsi fare dal medico curante un’impegnativa per visita ginecologica per sterilitàe prenotare una visita chiamando al Cup (tel. 081-7464418/19/20/21). La prima visita si fissa entro 7-10 giorni, per la tecnica c’è un tempo di attesa di circa 6 mesi.

Il servizio è completamente gratuito o c'è un ticket da pagare? 

La coppia paga il ticket, come per l’accesso in qualsiasi altro ambulatorio dell’Azienda, ma i costi sono ovviamente di gran lunga più contenuti rispetto alle stesse prestazioni offerte dai centri privati che si occupano di Procreazione Medicalmente Assistita. 

Molti degli esami che vanno effettuati, come quelli genetici, sono molto cari e spesso la scelta di prescrivere le analisi da parte del medico curante è discrezionale e viene effettuata (come ci hanno riferito alcune pazienti) solo con la prescrizione di un genetista… 

Una parte delle indagini richieste alla coppia viene coperta in buona misura dal Sistema Sanitario Nazionale, mentre un’altra parte viene coperta in minore misura. Con la prescrizione rilasciata dal nostro Centro di Sterilità, dove si indica chiaramente la diagnosi, il medico di medicina generale non avrà problemi a generare le impegnative relative agli esami appropriati al percorso diagnostico-terapeutico che sta seguendo la coppia presa in carico dal Centro. Per gli esami genetici non c’è bisogno del genetista, ma basta il medico ginecologo afferente al Centro di Sterilità.

Alessandra del Giudice