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Mercoledì 12 Dicembre 2018




I risultati della procreazione medicalmente assistita in Italia

foto 8La probabilità di successo della PMA (procreazione medicalmente assistita) varia in base a diversi fattori e non può essere generalizzabile poiché riguarda il quadro complessivo della coppia. Un fattore determinate nelle percentuali di riuscita è l’età della donna, infatti decrescono con l’aumentare dell’età.

Studi comprovati hanno dimostrato che anche in questo caso, l’età della donna influenza molto le possibilità di successo: le donne pur sottoposte a stimolazione ovarica producono meno ovociti e con alterazioni cromosomiche e/o genetiche. Ad esempio, eseguendo un unico ciclo di stimolazione delle ovaie essa è del 15%, soprattutto a causa di fallimenti dell’impianto o ad aborti precoci. Da questi valori si passa ad una probabilità di nascita di bambini vivi del 50% in donne più giovani sottoposte ad almeno cinque cicli, al contrario nei soggetti di oltre 40 anni la frequenza di successo si riduce di molto. Se, da una parte, questo suggerirebbe comunque l’esecuzione di un numero elevato di cicli, dall’altra, questi vengono considerati “pesanti” da molte donne.

Considerando i dati del Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita nel 2015, nelle pazienti con età inferiore ai 34 anni la probabilità di ottenere una gravidanza è stata del 12,5% sui cicli iniziati e del 13,7% sulle inseminazioni effettuate, mentre nelle pazienti con più di 42 anni la percentuale scende al 3% ed al 3,4% rispettivamente. Per questo motivo è importante, se si vuole un bambino fare gli accertamenti in tempo ed eventualmente crio-convervare gli ovociti.

 Ma vediamo i dati estesi: nel 2015, 74.292 coppie sono state trattate in Italia con tecniche di procreazione medicalmente assistita di primo, secondo e terzo livello, 95.110 cicli di trattamento di PMA iniziati. Dei 69.761 cicli totali di Fivet effettuati nel 2015, il 79,3% è stato eseguito con tecniche a fresco, mentre i cicli effettuati dopo scongelamento di embrioni (Frozen Embryo Replacement, FER) sono stati il 18,5%, ed i cicli effettuati dopo scongelamento di ovociti (Frozen Oocyte, FO) sono stati il 2,2%. Per i cicli iniziati con tecniche di scongelamento di ovociti si rileva un aumento, rispetto al 2014, dei cicli su pazienti con più di 40 anni (+1,2%). Diminuisce la percentuale delle pazienti con età compresa tra i 35 ed i 39 anni (-0,8%) e di quelle con meno di 35 anni (-0,3%). L’età media aumenta lievemente a 35,2 anni. Dei cicli iniziati con tecniche a fresco, il 90,8% giunge al prelievo di ovociti, il 68,6% al trasferimento di embrioni e nel 18,2% dei cicli iniziati si ottiene una gravidanza. Infine, l’11% dei cicli iniziati si conclude con un parto in cui nasce almeno un bambino nato vivo: il dato dei parti è però influenzato dal 13,1% di gravidanze di cui non si conosce l’esito e che sono considerate perse al follow-up. Nel 2015, 12.836 bambini sono nati grazie a tecniche di PMA, ovvero il 2,6% del totale dei nati in Italia nel 2015 (su 485.780 nati vivi, Fonte: ISTAT).