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Mercoledì 12 Dicembre 2018




Infertilità: un problema di Donne e Uomini

foto 3Una coppia che dopo un anno di rapporti regolari e non protetti non riesce a concepire è in genere considerata infertile. Non bisogna dimenticare, però, che una non trascurabile percentuale di coppie riesce ad avere un figlio dopo due anni di tentativi, per cui molti preferiscono parlare di infertilità dopo 24 mesi (secondo i criteri della Organizzazione Mondiale della Sanità).

Complessivamente, l’infertilità riguarda circa il 15% delle coppie. La sterilità in senso proprio riguarda, invece, le coppie affette da una precisa patologia irreversibile o che restano non fertili anche dopo un iter diagnostico e terapeutico e che quindi sono costrette a rivolgersi alle tecniche di procreazione medicalmente assistita più sofisticate. Le cause dell’infertilità sono numerose e di diversa natura. Per alcune di esse, le più diffuse, si può intervenire con diagnosi tempestive, cure farmacologiche e terapie adeguate, ma anche e, soprattutto, con la prevenzione e l’informazione, per altre, è necessario ricorrere alla procreazione medicalmente assistita.

Considerando che i vari studi di popolazione danno un indice di fecondità (possibilità di concepire per ciclo) intorno al 25% in coppie giovani, i calcoli prevedono che nelle nuove coppie il 19% avrà problemi riproduttivi dopo 2 anni e che di queste il 4% sarà sterile e le altre coppie saranno sub feconde ovvero avranno un indice di fecondità 3 o 4 volte più basso della norma. La letteratura medica sottolinea sempre di più il ruolo di fattori psico-sociali di infertilità dovuti a fenomeni complessi come lo stile di vita, la ricerca del primo figlio in età tardiva (come dicevamo è fondamentale l’età della donna), l’uso di droghe, alcool e il fumo (che vanno eliminati sia dalla donna che dall’uomo se si pensa di intraprendere una gravidanza), le condizioni lavorative, l’inquinamento. Fattori comuni che influenzano la fertilità di entrambi i sessi sono anche alcune sostanze tossiche contenute negli alimenti o nelle bevande, a partire dalla stessa plastica utilizzata nel confezionamento. Per fare un esempio anche la stessa plastica delle bottiglie di acqua minerale, se lasciata per molto tempo nei magazzini, rilascia sostanze che sono a base di estrogeni sintetici. Valutare quale sia l’impatto medio dei diversi fattori di infertilità è molto difficile. Una stima affidabile, benché relativa solo ad una parte della popolazione, proviene dai dati riguardanti le coppie che si rivolgono ai centri per la procreazione assistita.

I dati raccolti dal Registro Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita sono i seguenti:infertilità maschile: 29,3%; infertilità femminile: 37,1%; infertilità maschile e femminile: 17,6%; infertilità idiopatica: 15,1%; fattore genetico: 0,9%. In ogni caso ogni coppia ha una situazione a se: solo dopo accurati esami medici sia sulla donna (es: ecografie, dosaggi ormonali, indagine sulla riserva ovarica) che sull’uomo (es: spermiogramma) che su entrambi (es: indagini genetiche, ricerca su agenti infettivi) si può tracciare un quadro clinico dei singoli e della coppia. (AdG)