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Mercoledì 18 Luglio 2018




Il viaggio attraverso la Follia di Nicola Graziano e Nicola Baldieri

“Matricola zero zero uno”: la fotografia dell’OPG di Aversa prima della dismissione

Matricola 001 Nicola Baldieri 1“Zero, zero, uno”. Il 27 ottobre 2014, alle otto e trenta del mattino il magistrato Nicola Graziano entra sotto mentite spoglie nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa per restarci 72 ore e percorrere un viaggio intimo e intenso attraverso la  follia. Con lui l’amico fraterno Nicola Baldieri, fotoreporter che immortala quello spaccato di storia vergognoso che avrebbe chiuso per sempre il 31 marzo 2015.

Fotogallery: Matricola 001, reportage di Nicola Baldieri

“Zero, zero, uno” di Nicola Graziano con fotografie di Nicola Baldieri, edito da Giapeto offre uno spaccato originalissimo del “Filippo Saporito” di Aversa, il primo Ospedale Psichiatrico Giudiziario d’Italia, sorto all’interno di un convento del ‘500, nel1876 accolse una sezione per maniaci, primo esperimento che portò, nel 1891, alla creazione dei manicomi criminali. Quando ci entrano Graziano e Baldieri ci sono circa 150 internati, ma quel luogo di privazione della libertà e del diritto di essere umani ne ha ospitati anche mille.

“È il 27 ottobre 2014, sono le otto e trenta del mattino. Dopo alcuni mesi ho ottenuto dal Ministero della Giustizia il permesso di trascorrere, con il mio amico fotoreporter Nicola Baldieri, tre giorni nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa. Io da normale recluso, Nicola simulando il ruolo di un giornalista di una importante testata italiana, quindi entriamo separatamente. Tra poco verrà varata una legge che chiude queste strutture che verranno sostituite per alcuni degli internati con le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (R.E.M.S.). Non ci potrà entrare più nessuno. Nella vita sono un giudice, ma da oggi, per tre giorni, sono un nome e cognome e una Matricola, e precisamente Matricola 001. Sono quindi come gli altri. Un uomo che le difficoltà della vita e della mente hanno condotto qua dentro”. Si apre così il libro edito da Giapeto. Il magistrato ha scelto di farsi internare nell’Ospedale Psichiatrico per tre giorni per incontrare la follia e per capire l’istituzione totale creata dai giuristi autori del Codice Penale dedicato ai folli rei e a rei folli. Tuttavia il suo viaggio compiuto da Nicola Graziano non è solo finalizzato a raccontare questa realtà, ma è pure un viaggio dentro di se, un mettere a disposizione il proprio corpo e la propria mente e lasciarlo attraversare dalla follia per svelare quanto il limite tra “normalità” e follia sia labile in qualsiasi essere umano e quanto l’esperienza detentiva possa segnare in modo violento le persone, al di là del fatto che di base abbiano o meno un problema psichiatrico.

Matricola 001 Ritratto di Nicola Graziano di Nicola Baldieri

“Questa sperimentazione- ci racconta Nicola Graziano- nasce dalla volontà di poter descrivere questi luoghi che andavano dismessi, non con un taglio giornalistico, cosa che era già stata fatta, ma compiendo il viaggio insieme agli internati per sperimentare sulla mia pelle cosa c’è dietro le sbarre: l’umanità, la sensibilità, il dolore, la necessità del confronto, la solitudine, la paura, la fame. Questa esperienza di reclusione volontaria in un manicomio è stata la prima e l’ultima della storia, per questo la mia matricola era 001. I detenuti mi hanno accolto come uno che arriva, un “nuovo giunto”, come mi chiamavano, facendomi domande semplici: “Da dove vieni, come ti chiami, perché sei qui”. Graziano racconta con una scrittura intensa e ricca, da romanzo, sia le storie degli internati che ha conosciuto sia le sue emozioni personali. A corredo del testo, ma che rappresentano anche un viaggio parallelo, le bellissime immagini scattate del giornalista e fotoreporter Nicola Baldieri che oltre ad aver accompagnato l’amico magistrato nei suoi tre giorni di internamento, è tornato per i sei mesi successivi più volte nell’OPG per immergersi nella vita manicomiale.

“Io e Nicola siamo di Aversa e davanti all’OPG ci eravamo passati tantissime volte- spiega Baldieri -. Per noi, come per tutti, era una realtà nascosta e misteriosa che ci ha sempre incuriosito e ci riteniamo fortunati ad aver potuto fare questo viaggio perché solo se entri in contatto con le cose puoi avere una visione più realistica. Ad esempio, la prima cosa che mi ha colpito è stata la frase “Noi siamo folli, non siamo scemi”. Il nostro obiettivo non era denunciare le condizioni dei detenuti, anche perché dopo la commissione Marino, dal 2008, i riflettori puntati sui manicomi criminali hanno fatto si che le condizioni di vita dentro migliorassero notevolmente. Volevamo però denunciare l’esistenza stessa del manicomio che in quanto a violenza e a bruttezza è pari solo ad un campo di concentramento. Volevamo capire cosa è la privazione della libertà, non solo fisica, ma anche mentale”.

“In tanti, senza famiglia - continua Graziano- pur avendo scontato la propria pena, in quanto folli restavano dentro per sempre in un “ergastolo bianco”. Altri sani di mente, spesso camorristi, si fingevano folli per evitare l’ergastolo. L’Opg è un carcere normale adesso, molti dei detenuti che si trovavano ad Aversa sono in comunità e altri, i più pericolosi per la sicurezza pubblica, nelle REMS. La cosa importante è che i manicomi criminali abbiano chiuso e che non vengano più riprodotti esempi simili. Come affermava Basaglia è necessaria una visione civile della malattia mentale e le persone vanno integrate nel contesto di vita. Le Rems nascono con questa prospettiva, per rendere i pazienti più liberi e meno isolati, con un approccio più consapevole e attento al profilo sanitario piuttosto che a quello giudiziario. Il mio lavoro vuole essere un ulteriore contributo ad avvicinare i cittadini ad una visione più civile ed umana della salute mentale”.

Alessandra del Giudice

Nicola Graziano, è magistrato del Tribunale di Napoli con funzioni di Giudice Delegato. Componente della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli e attualmente applicato anche alla Commissione Tributaria Regionale di Bari. Già Difensore Civico del Comune di Aversa, è autore di numerose pubblicazioni e saggi a carattere giuridico e collabora, inoltre, con la redazione del settimanale “Guida al Diritto” edito da “Il Sole 24 Ore”. Ha fondato la Rivista Giuridica Telematica “Dirittoitalia.it”. È professore a contratto di Diritto Civile presso l’Università Telematica Pegaso.

Nicola Baldieri, giornalista e fotografo freelance, specializzato nella documentazione visiva del fenomeno camorristico, collabora con le maggiori agenzie fotografiche nazionali. È autore con lo storico Mimmo Franzinelli del libro sulla mafia casalese “Il volto di Gomorra” (Mondadori, 2011). Nel settembre 2011, vince il Premio Giancarlo Siani, premio fotografia collettiva dei fotogiornalisti napoletani. Nel settembre 2013 ha vinto l’International Siani Reportage Prize, sezione foto. Ha collaborato al libro "Male Capitale" di Catello Maresca edito Giapeto nel 2015.