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Martedì 7 Febbraio 2023




San Giovanni non è a misura di bambino

Imma Errico, educatrice professionale, pendolare, madre di Teo di sette anni, vive a San Giovanni

Che tipo di scelta hai fatto per l’educazione di tuo figlio come madre lavoratrice (nido, rete familiare, babysitter). E perché?

Sono stata molto esigente e, dopo un’attenta analisi dei servizi del territorio, non l’ho mandato la nido, ho optato per una soluzione più familiare potendomelo permettere. C’erano i nonni, c’era una rete familiare a sostegno, per cui, abbiamo deciso così. Ma l’intenzione c’ero, ripeto, la scelta era anche ricaduta su di un nido ma, avendo un’alternativa, ho preferito quella, oggi forse non sarebbe possibile, allora lo era. Comunque, confrontandomi anche con le mie amiche, i nidi del mio territorio per come funzionano e per la loro tempistica, non avrebbero forse consentito una reale conciliazione. Comunque, anche ora che Teo è più grande, ho preferito mandarlo in una scuola che ho scelto attentamente, che si trova a San Sebastiano al Vesuvio, quindi fuori da San Giovanni.

Che risorse ha il tuo territorio: oltre a nidi e ludoteche, ci sono punti di riferimento come aree attrezzate, verde, giostrine e altro per i più piccoli?

C’è pochissimo su questo territorio. Credo che ci sia tanto da fare, nonostante la volontà di tanti, servono servizi più strutturati per i bambini, anche in termini di svago e tempo libero: un gruppo di persone che ci prova a cambiare le cose non basta, si dovrebbe fare di più, sia rispetto al quartiere, sia complessivamente per la città. Pochi addetti non bastano, c’è una disattenzione generale, ma ci vorrebbero più impegno pubblico e attenzione.

Dove porti il tuo bimbo?

C’è un parco pubblico vicino casa (parco Troisi, ndr), ma non mi sovvengono altri servizi, fatta eccezione per alcuni punti di riferimento per famiglie organizzati dalle associazione e cooperative del territorio come il centro socio-educativo Il Piccolo Principe. Quando ci sono iniziative qui a S. Giovanni, noi partecipiamo, cerchiamo di sfruttare ciò che offre il territorio ma, ahimè, non c’è quasi nulla qui che sia realmente fruibile dai bambini così piccoli. 

Ci sono ristoranti, luoghi di ritrovo, che hai trovato particolarmente accoglienti per le esigenze dei bambini nella tua zona o in generale in città?

No, io mi sposto in genere. Il problema è la funzionalità delle risorse, quelle poche che ha il territorio, anche se ci sono nidi, e ce ne sono tanti in questa Municipalità, il servizio è capire come offrirlo e se risponde alle esigenze reali.

Il tuo quartiere, secondo te, è a misura di bambino?

No, nella fascia o-36 mesi decisamente no.

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