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Martedì 7 Febbraio 2023




Chiaia offre pochissimo, per le mie figlie nido privato

petinoFrancesca Scognamiglio, giornalista, ha due figlie e vive a Chiaia

Che tipo di scelta hai fatto per l’educazione delle tue figlie come madre lavoratrice (nido, rete familiare, babysitter). E perché?

Gaia è arrivata nella mia vita all'improvviso. Non ero pronta ad affrontare la crescita di una bambina. E non avevo mai guardato la città con gli occhi di una bambina. Quando l'ho fatto, mi sono ritrovata davanti una città inadeguata, inospitale e incivile. Anche se solo pensi alla difficoltà che le mamme incontrano percorrendo un marciapiede con il passeggino. Davanti agli scivoli c'è sempre un ostacolo. Sono stata con lei, finché ho potuto, poi ho iniziato a vivere di incastri impossibili. Fino a che lei ha avuto 16 mesi ho avuto il grande e prezioso aiuto della mia mamma e dei genitori di mio marito. Poi nido privato. Uscivo molto poco la sera. Mai fino al suo primo anno e mezzo di vita. Raramente dopo. Solo in quelle occasioni ho avuto una baby sitter, per semplificare il termine. Nella realtà era una ragazza con cui Gaia aveva instaurato un feeling spontaneo in uno dei posti in cui lavoravo e chiamavo lei. Poi c'è stata un'amica di mia sorella. E poi è arrivata la scuola. Privata, ovviamente, per due motivi. La cura che avrebbero (e nella realtà hanno) dedicato a Gaia (soprattutto nella pulizia e nella scelta del cibo), il meraviglioso modo creativo di impiegare il tempo di mia figlia e l'orario. “Esperimento 20” è una delle realtà a misura di bambini migliori della città. Giada ha seguito, nella crescita, lo stesso percorso di Gaia.

Che risorse ha il tuo territorio: oltre a nidi e ludoteche, ci sono punti di riferimento come aree attrezzate, verde, giostrine e altro per i più piccoli?

Sono nata a Bagnoli. Oggi vivo Chiaia. Il mio territorio resta Bagnoli per una questione di amore. Ma cosa offra quel territorio per i bambini, davvero non te lo so dire. Chiaia offre pochissimo. Vicino casa ci sono giardini che per un certo periodo di tempo sono stati abbandonati. Della pulizia non voglio neanche parlarne. Te la lascio immaginare. Le giostrine erano addirittura pericolose, con pezzi mancanti e lamiere divelte. Poi l'intervento del Presidente della Municipalità ha sistemato tutto. Tutto, meno una cosa. In quello spazio, dove giocano bambini, c'è una latrina per cani a cielo aperto. Non ho nulla contro gli animali. La nostra famiglia si completa con Zac, un bolognese nano. Sono i padroni che hanno difficoltà di gestione del tutto egoistica. Della Villa Comunale è inutile che te ne parli. Ludoteche non ne conosco e non so neanche se esistano. Non ne ho l'esigenza. Il pomeriggio lo impieghiamo nello sport oppure a colorare o al cinema. Con loro cerco di esserci io. Mi piace troppo!

Dove portavi le bimbe quando erano più piccoline e ora che posti frequentate?

Nei giardinetti di cui ti ho appena parlato, subito dopo scuola. Sul lungomare o in spiaggia, dalla primavera. Qualche volta n spiaggia anche d'inverno, quando c'era il sole.

Ci sono ristoranti, luoghi di ritrovo, che hai trovato particolarmente accoglienti per le esigenze dei bambini nella tua zona o in generale in città?

Non so se esistano. Io non ne ho mai trovati. Con le bambine al ristorante ci sono andata sempre per tempi brevissimi. Una mamma deve adattarsi alle esigenze dei bambini. Io non amo stare a tavola per lunghi periodo. Non posso certo pretendere che lo amino le mie bambine, ormai quasi ragazze.

Il tuo quartiere, secondo te, è a misura di bambino?

Napoli non è a misura di bambino. Sembrano cittadini di serie B. Ci salvano un po' le associazioni che organizzano iniziative carine. L'1 novembre con Mani e Vulcani siamo andate, con Giada, la più piccola, al Castel dell'Ovo a scoprire le storie e le leggende del luogo. Ma è solo così che puoi impiegare il loro tempo. Cercando iniziative, con un gruppo Wapp della classe che va a vento, perché il dovere di una mamma è non solo quello di trovare cose carine da fare nei giorni di festa ma, possibilmente, anche insieme ad altri bambini che conoscono.

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