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Mercoledì 1 Dicembre 2021




ViaggiagendO - Rochester

agendo-2014-RochesterVi proponiamo in esclusiva nei mesi estivi, uno per week-end, alcuni dei racconti di viaggio appositamente elaborati da giornalisti e scrittori per agendO 2014, l’agenda che Gesco edizioni dedica ogni anno ad un tema diverso e pubblica a sostegno di un progetto sociale.
Questa settimana andiamo a Rochester con Luca Romano.

Scattare una foto per le strade di Rochester è come leggere un libro a Magonza, la città tedesca dell’invenzione dei caratteri mobili di Gutenberg, o dipingere una tela a Lessoux in Francia, nelle caverne delle più antiche pitture rupestri del mondo. La distanza tra il luogo dell’intuizione originaria e il gesto comune che la riproduce si annulla. Ogni click per dare concretezza a un ricordo e trasformarlo in un’immagine duratura rimanda qui, a questa cittadina sul Lago Ontario nello stato di New York, dove alla fine dell’ottocento la fotografia da tecnica complessa divenne pratica per tutti, grazie al capitano d’impresa George Easteman, il fondatore della Kodak. Negli stabilimenti dell’area industriale circa sessantamila persone lavoravano per produrre le pellicole a rullo e alimentare la passione di milioni di amatori, prima che sul colosso indiscusso della fotografia si abbattesse lo tsunami della tecnologia digitale. Un fallimento che i più pessimisti prevedevano destinato a trasformare Rochester in una città fantasma, proprio come i villaggi dei pionieri del far west, fiorenti fino all’esaurimento dell’ultimo filone d’oro. Eppure non c’è da preoccuparsi nell’aggirarsi con a tracolla una fotocamera di ultima generazione, nessuno degli abitanti vi guarderà come portatori impuniti di peste, potrebbero anzi essere felici di posare come autori di un miracolo, puntando l’obiettivo il display vi restituirà l’immagine di una città in gran salute. Da Rochester, distante poche centinaia di chilometri da New York e dal cuore della East Coast, ci si può spingere in poco tempo oltre il confine canadese per immortalare la natura placida dei Grandi Laghi o quella impetuosa delle cascate del Niagara. Vale la pena comunque soffermarsi un po’ di più in città per ammirare i coloratissimi mercati di quello che negli Stati Uniti è considerato il paese dei fiori, visitare il museo Internazionale della Fotografia, organizzare escursioni al Letchworth state Park, il Grand Canyon dell’Est, percorrere in barca l’Erie Canal, via d’acqua costeggiata borghi pittoreschi, o godere dell’intensa attività culturale con numerosi teatri e festival. Ma soprattutto, per capire come dalla camera oscura del crack economico si possa sviluppare un’industria florida, anzi tante industrie floride, impermeabili alla crisi globale. La risposta è da ricercare all’origine, nel genio di chi ha informato lo spirito della città del suo modo di intendere l’impresa, quel George Easteman, paragonabile, per visione, al nostro Adriano Olivetti, ma più fortunato nel riconoscimento da parte dei postumi della sua lezione, che investì tutte le sue ricchezze nella crescita culturale di Rochester. Fu lui, generosissimo filantropo, a volere l’apertura di un’Università e a imporre una stretta correlazione tra la ricerca e la produzione. Oggi nei venti tra istituti scolastici e atenei, che si sono guadagnati una reputazione mondiale per la formazione di studenti audiolesi e ipo-udenti, studiano circa ottantamila ragazzi, una fucina di talenti e scoperte, habitat perfetto per continue start up. L’indiscussa leadership nella fotografia si è trasferita nei settori dell’ottica e della fotonica, e la Kodak ha cavalcato l’onda con grande lungimiranza, sostenendo gli ex dipendenti nella creazione di nuove imprese: una rinascita dal basso che sfida l’idea di delocalizzazioni e riduzione dei costi del lavoro. Quando si scopre poi che questa comunità è stata all’avanguardia della lotta per i diritti civili, in prima linea per il suffragio femminile, e luogo ospitale per gli schiavi in fuga lungo la Underground Railroad, la rete segreta di nascondigli sotterranei verso il Canada e la libertà, si può credere di immortalare in una foto di Rochester non un semplice panorama, piuttosto, l’immagine di un capitalismo raro, ancorato a una cultura del lavoro che guarda al futuro e al benessere sociale. 

Luca Romano

Consigli di viaggio:

Rochester è per estensione la seconda città dello stato di New York. È nota come The World’s Image Centre o come The Flower City. Insediata sul confine con il Canada è un luogo ideale per incursioni verso la Grande Mela, raggiungibile in un’ora d’aereo, oppure in direzione della vicina Toronto. Sviluppata a ridosso della regione dei Grandi Laghi dista solo 90 minuti dalle Cascate del Niagara.  

Nel 2014 agendO è stata dedicata alla Terra. E’ in preparazione agendO 2015 che sarà dedicata al Cibo e uscirà a settembre.
Potete richiedere agendO 2014 e prenotare agendO 2015

scrivendo a: comunicazione@gescosociale.it, o telefonando allo 081-7872037 int. 220. 

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