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Mercoledì 1 Dicembre 2021




ViaggiagendO - San Cristobal de Las Casas

agendo-2014-San-Cristobal-de-Las-CasasVi proponiamo in esclusiva nei mesi estivi, uno per week-end, alcuni dei racconti di viaggio appositamente elaborati da giornalisti e scrittori per agendO 2014, l’agenda che Gesco edizioni dedica ogni anno ad un tema diverso e pubblica a sostegno di un progetto sociale.
Questa settimana andiamo in Messico, a San Cristobal de Las Casas con Alessandra del Giudice.

Come dire no a un uomo che dichiara: «Sostengono che ho 7 anni poiché con i bambini condivido il sogno»? Ci eravamo dati appuntamento 10.159.962 km a sud est, tra le montagne, per il Capodanno più bello della mia vita. Ma questo, 10 giorni prima, non lo sapevo. Era stato LUI in persona ad invitarmi. No, non conoscevo il suo viso; ma l’inclinazione ironica e calda della voce e le parole che vengono dal passato e parlano al futuro, valgono più di qualsiasi apparenza nell’altro mondo. Lui, uno degli ultimi romantici, mi aveva fatto pervenire l’invito tramite gli attivisti di Ya Basta, promotori del commercio equosolidale del Chiapas. Messico. Appena dopo Natale mi trovai a prendere al volo un last minute per Città del Messico, poi sul bus OCC, col pensiero sospeso tra un dosso e l’urto con la terra, nella corsa che in 14 ore, 3 stati e decine di curve vertiginose, mi portò giù e poi su a San Cristobal de Las Casas. L’altopiano circondato da montagne verde azzurro mi accolse nell’alba fresca e nebbiosa dell’ultimo giorno dell’anno; le strade tagliate ad arte dalle case della “città invisibile”, abitata da artisti erranti, mi iniziarono a quella atmosfera rarefatta che predispone all’espressione e all’ascolto. Per raggiungere la sua montagna, provai le tavole sobbalzanti di un carro bestiame. Aggrappata al mezzo di fortuna, in direzione contraria del vento, ripensai al viaggio. Ero approdata di notte a Città del Messico, con le sue luci a sprazzi, costellazione parallela del tempo. Sullo Zocalo, infinita piazza, ogni timore si era sciolto al calore umano di una terra che non conosce l’inverno. Avevo ascoltato l’incessante dialogo tra la vita e la morte frusciare tra gli alberi azzurri di jacaranda nel parco dell’Alameda Central, durante la processione di Giuda Taddeo, santo delle cause impossibili. La domenica sui canali di Xochimilco le famiglie mi avevano mostrato la dolcezza delle piccole cose, navigando su colorate traijeneras al canto dei mariachi. Nel Mercato della Mercede, intrico di cunicoli e bancarelle, trippa, dolciumi, galline, rane giganti, pozioni, effigi della Dea Morte, dentiere gratuite, odori violenti, abiti fuori tempo, facce sporche e piedi nudi di bimbi, avevo incrociato il volto del popolo indio decimato dalla colonizzazione, eppure sopravvissuto alla storia. Dopo 2 ore di sussulti, il camion arrivò al Caracol di Oventic. Non ero più sola. Con stupore scorsi migliaia di giovani di tutto il mondo che aspettavano al cancello come davanti al paese dei balocchi. Una strada di terra rossa scendeva tra le capanne verso uno spiazzo circondato dalla foresta: musicisti e teatranti con il passamontagna stavano celebrando il comunismo quotidiano delle micro comunità governate a turno da tutti. È qui che ho trascorso l’alba del nuovo anno, ospite, unica eppure tra mille, del Primo Festival Internazionale della Digna Rabia, organizzato dall’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, che dagli anni ’90 si batte per migliorare le misere condizioni delle popolazioni indigene e per garantire la proprietà della terra ai campesinos, in contrasto con il sistema capitalista che considera gli uomini intercambiabili per giustificare l’abuso di potere. A mezzanotte lui, dal palco accordò la voce con lo spirito entusiasta: «Saluti dai bambini, bambine, anziani, donne e uomini dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale». Lui, il Subcomandante Insurgente Marcos, raccontò di un mondo possibile che assomiglia agli allegri dipinti di Beatriz Aurora, dove i bambini possono votare una legge contro le iniezioni, chi sbaglia lavora per la comunità e ogni essere umano è unico e libero. Scendendo dalla montagna guardai nel braccio, dove scorrono le vene, e ritrovai le sue parole: «Muchas cosas que parecían imposibles se hacen posibles con imaginación, ingenio y audacia».

Alessandra del Giudice   

   

Consigli di viaggio:

A San Cristobal nel bar Tierra Dientro, libri e informazioni sull’EZLN; all’Università Unitierra – CIDECI, gli zapatisti tengono la scuola “La Libertà Secondo gli Zapatisti”. La domenica mattina visitate il mercato di S. Juan Chamula: odore di incenso, aghi di pino, candele e riti sincretici. Per raggiungere Palenque prenotate il tour organizzato che fa tappa alle cascate di Aqua Azul e Mi-SoHa. A Palenque, per un salto negli anni ’70 alloggiate a El Panchan, villaggio frequentato da artisti e viaggiatori. A Tulum, oltre al sito archeologico, visitate: la riserva di Sian Ka’an, “Dove comincia il cielo”, e fate snorkeling in un cenote. Dopo l’irrinunciabile Chicén Itza, patrimonio dell’umanità, riprendete il volo per l’Italia dalla turistica Cancun.

Bus: www.tiketbus.com.mx

Nel 2014 agendO è stata dedicata alla Terra. E’ in preparazione agendO 2015 che sarà dedicata al Cibo e uscirà a settembre.
Potete richiedere agendO 2014 e prenotare agendO 2015

scrivendo a: comunicazione@gescosociale.it, o telefonando allo 081-7872037 int. 220.

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