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venerdì 21 Gennaio 2022




Cuba: “Al limite del cambiamento”

Video reportage con intervista inedita a Yoani Sanchez.

yoani-sanchezA Cuba nel marzo 2011 erano in atto una serie di riforme che stavano aprendo le barriere fisiche e virtuali dell’isola “magica e proibita” tra cui le porte delle carceri in cui per anni erano stati rinchiusi giornalisti dissidenti. Dall’intervista inedita realizzata il 27 marzo 2011 a Yoani Sanchez, giornalista che con il suo blog Generazione Y ha fatto conoscere al mondo le contraddizioni della società cubana, è scaturito il video reportage “Al limite del cambiamento”.

Video

“Al limite del cambiamento”, è un viaggio a ritroso nel passato recente e non ancora concluso. A marzo 2011, il cambiamento è nell’afosa aria cubana, nei discorsi dei giovani, nei piccoli progetti febbrili di chi per anni ha atteso impotente. La liberalizzazione delle attività e del commercio, l’apertura della frontiera sono ad un passo.  Nelle parole di Yoani, si svela la menzogna dell’ultimo regime comunista che ha tentato di sdoganarsi dal capitalismo straniero installando di fatto un “capitalismo di Stato”.

Il racconto di Cuba si intreccia con le immagini scattate nel Paese, nelle stanze di 3mX3m dell’Hotel Venus a L’Avana che negli anni 50 erano destinate al piacere di una notte, e dove oggi vivono sul filo della sussistenza 54 famiglie disposte su 4 piani da 18 anni. “L’Hotel Venus”, che a dispetto del nome è un edificio lurido e quasi privo di finestre, è uno dei circa 80 “alberghi temporanei dell’Havana”, metafora di un Paese dove i turisti fanno la bella vita mentre i cubani sembrano ospiti cui sono riservate le briciole del benessere.

Suddivisa in 4 capitoli, “L’isola dei disconnessi”, “La situazione sociale a Cuba”, “La Fuga” e “Il Cambiamento” (intervista, riprese e fotografie di Alessandra del Giudice e montaggio in collaborazione con Giovanna Amore), il video reportage “Al limite del cambiamento” è stato realizzato in seguito all’intervista a casa di Yoani Sanchez a L’Avana, mentre aspettava Pedro Arguelles, collega chiuso in prigione dal 2003 insieme ad altri 74 giornalisti indipendenti che era stato appena scarcerato.

Dopo essersi vista quasi 20 volte respingere il permesso di lasciare l'isola e dopo essere stata più volte arrestata, la Sanchez è riuscita ad ottenere il rilascio del passaporto e il permesso di partire il 14 gennaio 2013, quando è entrata in vigore la riforma della "legge migratoria". Partita da Cuba il 18 febbraio sta compiendo un viaggio in ottanta giorni e dodici paesi e sarà per la prima volta in Italia al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, domenica 28 aprile alle 19.00 nella Sala dei Notari in un incontro con il direttore de La Stampa. In questi giorni di Yoani è in uscita in Italia il libro “In attesa della primavera” edizioni Anordest, curato da Gordiano Lupi, giornalista de La Stampa.

Sinossi di “Al limite del cambiamento”

Nella prima parte, “L’isola dei disconnessi”, la Sanchez racconta la sua storia che è stata segnata e determinata dalla repressione dell’informazione libera a Cuba attraverso l’oscuramento di molti siti internet e il costo inaccessibile della connessione: è proprio per denunciare questa situazione che Yoani ha creato il suo blog “Generazione Y” e la piattaforma “Voci cubane”. La sua storia si intreccia con quella di altri giornalisti che durante la “primavera nera” del 2003 sono stati incarcerati perché criticavano il governo cubano. Tra questi giornalisti Pedro Arguelles scarcerato nel marzo 2011, il giorno prima dell’intervista. Yoani non aveva incontrato prima Arguelles, ma grazie al telefono era stata in contatto con lui durante la prigionia contribuendo a riportare le sue parole nel sito “Voces stras la Rejas” (“Voci tra le sbarre”) . Gli unici capi di accusa della condanna di Pedro erano stati, come spiega la Sanchez: “avere una macchina da scrivere, una macchina fotografica, dei fogli e molte idee”.

La seconda parte “La situazione sociale a Cuba”. In un paese dove il salario medio è inferiore a 400 euro al mese, la doppia moneta segna in modo netto la frattura ineludibile tra dominato e dominante, tutti si arrangiano con un secondo lavoro nel campo del turismo che paga con la moneta convertibile, e chi non ha altro da vendere sceglie di scambiare il suo corpo, di fittare stanze della sua casa. L’università e la sanità sono gratuite, ma si pagano con la moneta più cara: la libertà.  “I cubani hanno un imperativo: ogni giorno che si svegliano procurarsi la moneta convertibile” sottolinea Yoani.

Terza parte: “La Fuga”. “L’80% dei giovani che ha meno di 30 anni sogna di emigrare dal paese (…) La generazione dei giovani è cresciuta senza valori, con l’unico scopo di sopravvivere e riuscire ad ottenere in qualsiasi modo uno spicchio del benessere europeo”, racconta Yoani.  Fuori le ambasciate si agitano file interminabili di giovani desiderosi di partire con la sponsorizzazione di un familiare all’estero o di un neo fidanzato. Oltre alla mancanza di lavoro, agli stipendi bassissimi, per i giovani in “fuga” un altro problema scottante è quello delle politiche abitative che hanno ridotto all’osso la possibilità di edificare costringendo figli sposati e genitori sotto lo stesso tetto.

Quarta e ultima parte: “Il Cambiamento”. In questa sezione si propone un doppio sguardo incrociato: quello dei cubani del resto del mondo e quello degli stranieri su Cuba. “Ciò che è vietato diventa pericoloso- spiega Yoani -.Il governo cubano ha sfruttato l’idea dell’isola utopica ma 50 anni di propaganda stanno avendo l’effetto contrario”. Il video reportage si chiude con il disvelamento del “capitalismo di stato a Cuba” e  una timida apertura al cambiamento.
Il 7 luglio 2010 si era annunciata la liberazione, entro 3-4 mesi, di 52 prigionieri di coscienza, indicati da Amnesty International. La loro liberazione si è conclusa nel marzo del 2011.
Dal 1º ottobre 2011 i cubani possono vendere e comprare automobili circolanti nell'isola e dal 10 novembre le case.  Uno degli ultimi provvedimenti introdotti in materia di diritti civili è stata l’entrata in vigore, il 14 gennaio 2013, delle norme che permettono ai cittadini cubani di andare all’estero soltanto con passaporto e visto del paese in cui si vuole andare, per un periodo massimo di 24 mesi.

Alessandra del Giudice

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