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Mercoledì 18 Luglio 2018




Finalmente una libreria nell'Area Nord di Napoli

Intervista a Rosario Esposito La Rossa

Rosario Esposito La RossaIn un periodo in cui, a Napoli e non solo, assistiamo alla chiusura di tante librerie fa piacere sapere che nell'area Nord di Napoli ne è nata una tutta particolare: una libreria terrona che darà tanto spazio ai libri Made in Sud.

Perché puntare su un settore in declino, in un momento in cui basta un click per ordinare un libro o leggerlo su un device elettronico? La risposta è semplice. Si vince la scommessa se si apportano sostanziali cambiamenti alle mansioni del libraio e allo spazio in cui opera. In una libreria contemporanea non può più esistere la figura del semplice commesso; c'è bisogno di qualcuno che, entrando in empatia con il lettore, sappia consigliare e suggerire letture che possano interessare; c'è bisogno di un creatore di eventi culturali che abbia competenze riconosciute e trasformi la sua libreria in un luogo di aggregazione e, senza ricalcare la linea editoriale dei grandi editori, metta nei suoi scaffali  libri di qualità che difficilmente trovano spazio nelle librerie più blasonate.

Proprio su queste idee nasce lo “Spaccio di libri” presso la Scugnizzeria a Melito, voluta fortemente da Rosario Esposito La Rossa.

Editore, scrittore, allenatore, giornalista, libraio, cavaliere della Repubblica. Chi non sa la tua storia potrebbe pensare che tu abbia 50 anni. Puoi presentarti per sommi capi? Ho 29 anni e innanzitutto sono Papà e marito. Nella mia vita ho fatto un po' di cose. Ho giocato a calcio, e mi sono divertito in squadre professionistiche come il Napoli, il Pescara, e il Giugliano. Poi, quando a 16 anni ho perso mio cugino Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, 25 enne disabile, ho cominciato a curare una parte di me che avevo accantonato: la scrittura. Ho scritto un libro in sua memoria (Al di là della neve) e sono entrato in contatto con il mondo delle case editrici. A 19 anni mi è stata donata la Marotta  & Cafiero e sono diventato editore, talvolta scrivo su “La Repubblica”, ma non mi reputo un giornalista, invece sono Cavaliere e ciò mi riempie d'orgoglio perché è un onorificenza data a me, ma ritengo sia un premio collettivo dato alla nostra realtà.

Finalmente una libreria a Scampia, ce ne puoi parlare?

Questa libreria è intesa come una “Piazza di spaccio dei libri”, di libri sopratutto terroni. La prima libreria nell'Area Nord di Napoli che abbraccia un bacino di 300 mila persone. Finalmente i ragazzi di questa periferia non dovranno andare più al centro per comprare un libro. Anzi con le nostre iniziative vogliamo attirare i lettori del centro città, insomma vogliamo che il flusso si inverta. Questo è un sogno che si realizza dopo 10 anni, perché nella sede della Scugnizzeria possiamo mettere in pratica quello che con “Vodisca” (Associazione Voci di Scampia) c'eravamo promessi di realizzare. Il nostro spazio è stato acquistato con grandi sacrifici ed è uno spazio polivalente, in cui, oltre alla libreria, vi sono spazi riservati a corsi di recitazione, tenuti da professionisti del mondo dello spettacolo che gratuitamente presteranno la loro opera; uno spazio riservato a corsi di artigianato, scrittura creativa, fotografia, editoria, ghost writing, uno spazio per la radio e per il “TG delle belle notizie” che riprenderà prossimamente. 

Nella tua libreria ci saranno sopratutto libri Made in Sud. Perché questa scelta?

Sono 10 anni che navigo nel mondo dell'editoria e i libri del Sud vengono sempre ostacolati perché non esistono, al di la di Sellerio e Laterza, grossi editori e perciò abbiamo deciso di intraprendere questa linea di vendita.

Il nostro sogno è quello di creare in seguito un “servizio di corriere” che possa addirittura portare i libri a domicilio.

Non più a Scampia corrieri della droga, ma corrieri della cultura. 

La libreria marcia assieme ad altre attività?

Certamente. Ci sarà l'ospedale dei libri che sarà un luogo dove i libri destinati al macero saranno curati da bambini o da ex detenuti, questi ultimi aggiustando le “storie rovinate” aggiusteranno anche le proprie storie: daranno ai libri una Second Life, ricevendo in cambio una seconda chance. Ci saranno poi laboratori di legatoria e cartotecnica e riguardo quest'ultima il nostro obiettivo è quello di far emergere i “pizzini della legalità”, storie legate all'antimafia prendendo in prestito i pizzini di Provenzano trasformati in post-it.

Ci sono altre sfide all'orizzonte?

Quella principale è quella di far vivere questo posto. Non abbiamo intenzione di fare piccole cose, infatti stiamo già lavorando con il Premio Napoli per portare qui Andrej Longo e stiamo collaborando con Romano Montroni, il più grande libraio italiano, per portare qui un grosso autore che stimoli le persone a venire qui a Scampia.

Questa è la nostra grossa sfida.

Fabio Marino