Sicurezza, vivibilità e pulizia: le tre strade da percorrere a Chiaia

guglielmo campajolaUn quartiere che spesso e volentieri pensiamo risolto, con meno problematiche e necessità di tanti altri di questa città. Ma non è così: anche nel “salotto buono” è urgente darsi da fare in termini di sicurezza, vivibilità e pulizia. Lo dice Guglielmo Campajola, napoletano verace e figlio d’arte con esperienza nel campo della ristorazione da oltre 40 anni, diventato da pochi giorni presidente del Consorzio di Chiaia.

Di cosa si occupa il Consorzio e chi ne fa parte?

“Sostanzialmente il consorzio si occupa di tutto ciò che è teso alla valorizzazione del territorio, sia dal punto di vista commerciale che sociale. Abbellire le nostre strade, nel senso di renderle più vivibili, valorizzarle, renderle accoglienti a residenti, commercianti, cittadini. Ne fanno parte molti commercianti perché la vocazione primaria era quella di riunire questa categoria e darle degli obiettivi comuni, ma con il passare del tempo ci siamo resi conto che dovevamo coinvolgere anche professionisti, associazioni, semplici cittadini e confrontarci con i loro punti di vista, capire i problemi che incontravano, come, ad esempio, quello della vivibilità e della tranquillità che ci accomuna un po’ tutti. La situazione che vivono le persone che hanno attività o casa nella zona dei baretti, ad esempio, è molto sentita”

La sicurezza, dunque, è un argomento importante anche a Chiaia. Che obiettivi vi siete dati?

“Il primo compito, il primo obiettivo è stato quello di mettere a fuoco le tematiche più urgenti ed attuali e delegare i vari consorziati per lavorarci concretamente. La sicurezza, in questo senso, è un ambito su cui abbiamo deciso di agire con forza già in questi primi giorni dopo l’insediamento con una serie di idee precise e tangibili. Ma bisogna parlarne per capire se ci sono altre possibili soluzioni, con l’Amministrazione Comunale, con chi sa capire come mediare le varie necessità e condividere i piani di lavoro. Può succedere, infatti, che quando i provvedimenti sono calati dall’alto si generi una sorta di malcontento, perché l’urgenza più forte è quella di ragionare insieme in merito”.

Quali sono, invece,  i punti di forza del quartiere su cui bisogna investire di più?

“Chiaia, come tutti gli altri quartieri di questa città, ha le sue peculiarità, le sue necessità, i suoi problemi e ognuno di loro merita attenzione. Se siamo connotati come l’area dello shopping di alto livello, della cultura, dobbiamo tenerne conto e ragionare per salvaguardare queste tipicità affrontando le varie questioni inerenti. Io sono figlio, ormai anziano, dell’ambito commerciale e ricordo il passato, quando si cercava di distinguersi per la qualità, le caratteristiche, le modalità diverse: oggi invece siamo abituati ad essere omologati, a vedere che le nostre particolarità non sempre sono tenute nel giusto conto”.

C’è un altro tema che ha raccolto la vostra attenzione e su cui vorreste intervenire concretamente?

“Sì. L’altro argomento all’ordine del giorno dell’ultima assemblea che si è tenuta il 22 di marzo, era, ad esempio, quello della pulizia. In questo senso siamo molto interessati a riprendere anche nel nostro quartiere il progetto Spazzacammino che vedeva lo spazzamento delle strade in orari non abitualmente coperti dal servizio pubblico da parte di senza dimora appositamente formati. Si tratta di un’idea che mi aveva già colpito in passato e che ora vogliamo poter mettere in pratica per gestire degli aspetti di cui tanti, tantissimi di noi non si occupano come dovrebbero. Vogliamo, insomma, fare un’operazione necessaria per il quartiere e, al contempo, capace di dare un segnale positivo e forte per tutta la città”.

RRF