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Domenica 22 Maggio 2022




Napoli Dentro&Fuori

"In carcere un tempo attivo per capire veramente cosa si vuole fare" 

dentro e fuoriUnire la “città di dentro” e la “città di fuori” attraverso un laboratorio permanente di attività nelle carceri di Napoli: questo lo scopo di "Napoli dentro e fuori".  La Fondazione Premio Napoli, NapoliClick, i direttori delle carceri e le associazioni coinvolte fanno appello alle istituzioni e a tutte le forze vive della comunità perché rendano il progetto stabile.

Il tempo del carcere è drammaticamente "dell'attesa", ma è anche un tempo sospeso, paradossalmente l'unico possibile in cui ci si ferma a riflettere, dunque tempo nutritivo, attivo, di crescita. Lo è per i detenuti che, se appositamente stimolati con attività artistiche e creative, possono essere accompagnati nella scoperta di se stessi e nel racconto delle proprie istanze, ma lo è anche per chi nel carcere ci entra nella speranza di poter contribuire anche in minima parte a questa crescita. Ecco perché "Napoli Dentro&Fuori" è un invito alla cittadinanza attiva ad entrare nel carcere per donare il proprio contributo ed è l'augurio che i carcerati possano essere sempre più considerate persone a tutti gli effetti e non reclusi, aventi diritto a tornare fuori arricchiti e non umiliati da istituzioni carcerarie che spesso offrono un tempo deprivato del diritto alla riabilitazione.
Il progetto è stato presentato alla cittadinanza e alla stampa il 9 marzo mattina nella sede della Fondazione Premio Napoli, nel Palazzo Reale di Napoli.
"Napoli Dentro&Fuori" è una rassegna di incontri e laboratori nei penitenziari di Poggioreale e Secondigliano, promossa da gennaio a maggio 2016, con l’obiettivo di coltivare il pensiero critico e stimolare la creatività delle persone recluse nonché di mettere in contatto la Napoli di fuori con la Napoli di dentro in un dialogo costruttivo e di crescita reciproca. L'idea lanciata dalla Fondazione Premio Napoli in collaborazione con il portale NapoliClick, progetto editoriale del gruppo di imprese sociali Gesco, vede già coinvolte associazioni quali ArciMovie e A Voce Alta e singoli cittadini attivi che hanno accettato di organizzare programmi pensati per stimolare il coinvolgimento dei detenuti, in un'ottica di crescita personale  e indirizzati alla formazione umana e culturale. Primi tra tutti hanno accolto e sostenuto il progetto i direttori delle carceri di Poggioreale e di Secondigliano che sperano si possano coinvolgere stabilmente anche le altre istituzioni. "Siamo felicissimi dei contributi di Napoli Dentro&Fuori- racconta Liberato Guerriero, direttore del carcere di Secondigliano-. Crediamo fermamente che l'investimento in termini di cultura sia quello che può dare maggiori risposte. Tra lavoro, progetti di formazione e laboratori a Secondigliano coinvolgiamo il 60, 70% dei detenuti. L'obiettivo è con l'aiuto della città di arrivare al 100%".
"Con Napoli Dentro&Fuori vorremmo impiegare al meglio quel tempo sospeso fuori dal mondo, utile per capire veramente cosa si vuole fare. Nessuno è imprenditore di se stesso, ma tutti sono fabbri e in questo senso l'arte è uno stimolo fortissimo. Ecco che in pochi mesi abbiamo avuto risultati sorprendenti testimoniati dai feedback dei partner coinvolti, dalla partecipazione e dalla voglia di conoscenza dei reclusi di Poggioreale e Secondigliano. - dichiara Gabriele Frasca, presidente della Fondazione Premio Napoli - La sfida è rendere queste attività permanenti in un'ottica di conservazione delle relazioni instaurate e dei percorsi avviati ma soprattutto di produrne dei nuovi, aprendoci a tutte le realtà che vorranno prendere parte a questo processo virtuoso".

Gli incontri attraversano le discipline più varie: con l'associazione A Voce Alta, diretta da Marinella Pomarici si stanno svolgendo due laboratori uno di lettura di testi e l'altro di lettura espressiva a cura di Marcella Vitiello, "Siamo seguiti da un gruppo di venti persone, all'inizio è stato difficile carpire i gusti e gli interessi; oggi possiamo affermare che sono tutti colpiti da racconti di storie vere per cui dirottiamo sui loro gusti ciascun appuntamento", racconta la Pomarici.
Proseguirà fino a maggio il corso di narrazione promosso da NapoliClick, ora sotto la guida di Raffaella R. Ferrè per la scrittura autobiografica cui in primavera subentreranno Alessandra del Giudice e Giovanni Salzano per quella giornalistica e sui social. L’obiettivo è scoprire le varie forme di narrazione a partire dal racconto di sé e delle parti nascoste e poco conosciute della propria personalità: una sorta di autoanalisi, "perché per dire agli altri bisogna necessariamente “dirsi”",  afferma la Ferrè.
"Per loro tutte queste occasioni, sono occasioni di vita, occasioni nuove che prima non hanno avuto, provenendo tanti detenuti da situazioni in cui è frequente l'abbandono scolastico precoce. Leggere un testo o vedere un film spesso per loro significa immedesimarsi e riflettere su se stessi", spiega Anna Farina, educatrice nel carcere di Poggioreale e responsabile del laboratorio di lettura.
Un gruppo di poeti e di dottori di ricerca dell’Università Federico II, tra cui il poeta Ferdinando Tricarico, sta realizzando a Secondigliano un laboratorio di poesia "Gli incontri mettono al centro la possibilità di dare con la poesia “forma alle passioni” anche le più traumatiche ed estreme, di fare della propria esperienza un patrimonio per gli altri", spiega Tricarico. A fine percorso sarà inoltre pubblicata da “Ad Est dell'Equatore” una raccolta dei testi prodotti dai “poeti di Secondigliano”.
Una rassegna cinematografica, a cura di Arci Movie, è già partita a Secondigliano e ne partirà un'altra a breve anche a Poggioreale. "La partecipazione di circa un centinaio di detenuti è sempre stata attenta, nel corso degli appuntamenti le osservazioni, le domande, le curiosità ci hanno sorpresi, il dibattito a volte si è fatto emozionante e coinvolgente", racconta Imma Colonna, presidente del consiglio direttivo di Arci Movie. La Fondazione Premio Napoli organizzerà, inoltre, anche degli incontri mensili con alcuni scrittori sia a Secondigliano che a Poggioreale che saranno pungolati da Piero Sorrentino sulle “ragioni del romanzo”. Infine in entrambi i penitenziari il filosofo Gennaro Carillo affronterà con i detenuti la figura di Socrate e il suo rapporto con il concetto di legge, "Il tentativo – spiega il prof. Carillo - è quello di una drammatizzazione che veda Socrate conteso tra due prospettive opposte oggetto di discussione tra i partecipanti dell'esperimento".

Alessandra del Giudice

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