“Te lo regalo se vieni a prenderlo”

Oltre mezzo milione di utenti per un’idea che lo spirito del Sud

te lo regaloUn pianoforte, una cucina quasi nuova, una borsa firmata, un mobile antico, una roulotte. Gratis. Se non esistesse bisognerebbe inventarlo il gruppo “Te lo regalo se vieni a prenderlo” e invece ci ha già pensato nel 2011 un italiano, anzi calabrese, Salvatore Benvenuto che da 46 anni vive in Svizzera.

Oggi i gruppi  di “Te lo regalo se vieni a prenderlo” sono una trentina in Italia, con oltre 500 mila utenti, ma ce ne sono decine che hanno “copiato” l’idea in tutto il mondo.

Come funziona “Te lo regalo se vieni a prenderlo”?

E’ un associazione ed è un gruppo facebook o meglio ormai sono oltre 30 i gruppi su facebook, uno per regione, più altri gruppi locali, dove le persone possono postare le foto di oggetti piccoli e grandi che vogliono regalare. Tutti devono iscriversi al gruppo così che la loro identità di face book sia nota agli altri.
Le persone possono prenotare e il donante sceglie tra loro a chi regalare l’oggetto. Solo a questo punto c’è una comunicazione privata tra i due e si stabilisce quando e come ritirare il dono.
Non si è usato il criterio di chi arriva prima, ma è il donatore a decidere a chi dare l’oggetto perché su fb ci possono essere profili ambigui, fasulli ed è giusto che chi dona sia libero di regalare a chi crede, anche per evitare gli accattoni che farebbero man bassa di qualsiasi cosa magari per distruggerla, dunque andando contro il nostro principio di dare un’altra vita agli oggetti. Ma si può anche postare una fotografia per richiedere un oggetto. Non è stato facile strutturare il modello e le regole di “Te lo regalo se vieni a prenderlo”, ci abbiamo messo due anni, ma ci sembra che questo sia funzionale.

Come le è venuta l’idea?

Un giorno ero andato in discarica a gettare delle bottiglie e altre cose vecchie e ho visto un signore che gettava un enorme televisore a schermo piatto. Gli ho detto “Che peccato sia rotto” e lui mi ha detto “non è rotto, lo butto perché non so a chi regalarlo”. Ecco che mi è venuta in mente l’idea di “Te lo regalo se vieni a prenderlo” e ho iniziato io per primo a regalare tutto ciò non mi serviva più. I gruppi su fb si sono moltiplicati in breve e ora c’è un’organizzazione vera e propria con volontari, soprattutto donne, che fungono da amministratrori dei gruppi locali. Ma ci sono anche tanti gruppi “copiati” non che gruppi fasulli che usano il nome per scopi commerciali. Oramai l’idea è stata copiata in tantissime parti nel mondo.

Qual è la finalità del progetto?

Il fine é quello di diminuire l'inquinamento evitando le discariche, dove spesso si trovano oggetti funzionanti o ancora in ottimo stato. Può essere riassunta nel bellissimo concetto di Jung: “Si sopravvive di ciò che si riceve, ma si vive di ciò che si dona”. Ovvero la vita ti ridà ciò che dai. Il progetto nasce con l’ idea di creare nella società la volontà ecologica di evitare lo spreco e risparmiare i costi economici dello smaltimento riducendo l’inquinamento.
Immaginiamo una società orientata al benessere comune dove vivere più in armonia grazie ad un rapporto diverso con i beni materiali e grazie ad essa ad una relazione nuova con il prossimo. Infatti, là dove non ci sono dinamiche economiche possiamo vivere l’altro come una risorsa non come un antagonista poiché donare è un gesto d’amore incondizionato. Ecco che dallo scopo ecologico deriva anche uno scopo sociale e relazionale: grazie al gruppo tante persone hanno stretto amicizia, c’è chi si è fidanzato, si organizzano tavolate e serate insieme, si sono strette connessioni disinteressate.
Oggi puntiamo ancora di più allo scopo divulgativo promuovendo il progetto nelle scuole medie e presso le amministrazioni comunali.

C’è anche uno scopo benefico?

L’obiettivo è ecologico, ambientale, non facciamo il progetto per i poveri, ma per tutti, proprio perché vogliamo che il riutilizzo diventi un valore comune. Spesso ci sono persone ricche che donano oggetti, mobili, auto quasi nuovi, non ci piace di associare l’idea del progetto con quella di dare via cose che solo chi è in grande difficoltà accetterebbe, dividendo in due la società. Tutti dobbiamo abituarci all’idea che possiamo riutilizzare qualcosa che a noi serve e a qualcun altro non serve più.

Oggi c’è anche un sito internet….

Si, si chiama Be new people (www.benewpeople.com/info/teloregalosevieniaprenderlo) ed è nato l’anno scorso con lo scopo di divulgare la filosofia sottesa a “Te lo regalo se vieni a prenderlo”: costruire un contesto più collaborativo e socialmente evoluto, contrapposto al modello competitivo a cui siamo stati educati.
A novembre abbiamo partecipato alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (www.ewwr.eu/it) che ha avuto come tema la dematerializzazione, ovvero come “fare più con meno” e in quella settimana abbiamo donato 4780 oggetti. Adesso c’è anche una proposta di sostenere quest’idea in Europa, anche se non è partita da noi.

Ci spiega meglio?

E’ stata presentata una proposta del Parlamento europeo di risoluzione a norma dell'articolo 133 del regolamento sulle iniziative volte a ridurre lo smaltimento nelle discariche di oggetti ancora utilizzabili, proprio prendendo spunto dal nostro gruppo.
Nella proposta si legge: “ Considerando che alcune iniziative verdi di successo, come ad esempio quella del gruppo Facebook "Te lo regalo se vieni a prenderlo", hanno permesso a un numero elevato di persone di mettersi in contatto e scambiare oggetti ancora utilizzabili; considerando che lo scambio di oggetti vecchi o caduti in disuso che possono essere ancora utilizzati da chi ne ha bisogno permette di ridurre lo smaltimento nelle discariche degli oggetti in questione; considerando che minimizzare gli impatti ambientali negativi della produzione e del consumo è estremamente importante per garantire ai cittadini una migliore qualità dell'ambiente e quindi la loro salute e il loro benessere; invita la Commissione a promuovere maggiormente negli Stati membri tutte quelle iniziative volte a dare una seconda vita agli oggetti, al fine di diminuire lo smaltimento in discarica degli oggetti che possono essere ancora utilizzati, contribuendo così a creare una società più consapevole, oltre che pulita e vivibile”.

Alessandra del Giudice