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Domenica 22 Maggio 2022




Il fallo di Sarri

Fabio Corbisiero parla del linguaggio e dei tabù nel calcio

maurizio sarriFabio Corbisiero, professore di sociologia e coordinatore dell'Osservatorio LGBT presso l'Università Federico II di Napoli, parla dell'offesa dell'allenatore del Napoli, Maurizio Sarri che durante la partita Napoli-Inter del 19 gennaio ha chiamato il tecnico dell'Inter Roberto Mancini "frocio". Un "fallo" che lede i diritti LGBT e che rischia di dare un'immagine errata di Napoli nel mondo.

Professore, cosa pensa degli improperi di Sarri?

Naturalmente la cosa ci ha lasciato sconcertati, nonostante ci siano regole informali di tolleranza degli improperi utilizzati in campo o in curva, Sarri, che è un personaggio pubblico, doveva essere più cauto e responsabile nell'utilizzare il gergo volgare dello spogliatoio. Il Napoli è in vetta alla classifica, pertanto ora la notizia della scorrettezza è sulle testate di tutto il mondo e rischia di trasmettere un'immagine sbagliata della città, che invece è una tra le più tolleranti e inclusive in Italia.  

Ci può essere il rischio che l'uso razzista del linguaggio di Sarri avalli il linguaggio razzista utilizzato dagli altri tifosi verso i napoletani?

Qualsiasi tipo di linguaggio razzista va evitato. Purtroppo quello del calcio è un campo in cui c'è molta misoginia e razzismo. Basti pensare che Tavecchio, presidente della Fifa, ha chiamato "negro" un giocatore e ha dato delle "quattro lesbiche" alle componenti di una squadra di calcio femminile.

Il calcio è ancora pieno di tabù, in particolare sono ancora pochissimi i giocatori a fare coming-out e quando lo fanno non hanno vita facile.

E' tipico questo tabù nel calcio poiché è una competizione che in tutto il mondo ha una connotazione maschile e dunque sessista. Si gareggia solo tra uomini e non ci sono gare tra squadre miste o tra squadre maschili e femminili. I calciatori devono dimostrare forza e vigore fisico, caratteristiche culturalmente attribuite all'uomo. Dichiarare la propria omosessualità significa secondo questa visione essere ricondotti al corpo femminile più debole. Ci sono degli esempi di "coming-out", ma piuttosto si fa "outing" quando qualcun altro punta il dito. Mancini ha risposto a Sarri che è "orgoglioso" facendo sottintendere di poter essere gay e questo si è ritorto contro di lui perché sui social c'è scritto "Mancini è frocio".

Come si sono schierati i napoletani rispetto alla dichiarazione di Sarri?

I tifosi napoletani sono stati duri nei confronti di Sarri, che comunque ha chiesto scusa, e hanno chiesto la tutela dell'allenatore della squadra prima in classifica.
Non bisogna dimenticare che Napoli con la sua squadra di calcio "Pochos" a connotazione omosessuale, da il polso di una città aperta che contrasta comportamenti omofobi.

Arcigay Napoli ha chiesto a Sarri di scusarsi marciando con le associazioni LGBT, sabato 23 gennaio per VEGLIATI NAPOLI - È ora di essere civili #SvegliatiItalia, la manifestazione organizzata in tante piazze d'Italia per chiedere l'approvazione dei diritti civili. Cosa vuole la comunità LGBT?

Tutte le associazioni LGBT napoletane marceranno da piazza Carità alla prefettura di piazza Plebiscito a supporto del decreto legge Cirinnà che sarà discusso in Senato il 28 gennaio e che regolamenta le unioni civili e permette l'adottabilità del figlio di uno dei due coniugi. L'Italia è ormai ultima nella classifica dei diritti civili insieme a Romania e Bulgaria. Ci ha sorpassato anche la Grecia perché ha regolamentato le unioni civili.

E l'amministrazione cittadina a che punto è rispetto ad un'ipotetica classifica italiana?

Napoli è una città sensibile e attenta, dove i casi di violenza omofoba sono rari anche grazie alle efficaci politiche di contrasto all'omofobia, in particolare alla presenza del Tavolo Comunale LGBT in cui le associazioni cittadine si confrontano con gli enti pubblici, tra cui  l'Osservatorio LGBT dell'Università Federico II, per azioni di advocacy, in attesa di un servizio permanete che sostituisca tavolo.

Cosa si potrebbe e dovrebbe fare per limitare l'omofobia nel Calcio?

Probabilmente è necessaria una maggiore comunicazione sui diritti civili che non deve essere organizzata solo in concomitanza di eventi LGBT come il Gay Pride, ma deve diventare stabile. A livello nazionale e locale. Penso ad esempio a campagne di sensibilizzazione veicolate nello stadio e sui mezzi di trasporto che conducono allo stadio.

Alessandra del Giudice

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