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Giovedì 16 Luglio 2020




Fase 3: presto si potrà tornare in pista

Luca Iannuzzi (Nabilah): “Ma ormai la discoteca è out, si va verso una nuova fruizione”

dj 720589 1280Con il nuovo focolaio di Mondragone (Ce), molti temevano il peggio, invece sembra ormai confermata la notizia che dal prossimo fine settimana (3 luglio), anche l’attività delle discoteche in Campania riprenderà a pieno ritmo. Insomma, i nostalgici del ballo in questa Fase 3 potranno tornare a scendere in pista e scatenarsi sulle note della loro musica preferita ad alto volume, ma sempre nel rispetto della normativa anti-Covid, in primis, la distanza, perché sarà possibile ballare sì ma restando nel proprio “perimetro”.

L’annuncio di De Luca: “Ballo sì ma con le distanze, asporto degli alcolici ancora entro le 22” 

“Stiamo ragionando con gli operatori della movida e i gestori dei locali per alleggerire progressivamente le prescrizioni". Lo ha detto il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca a margine di un incontro ad Arzano (Na). "Abbiamo avuto un incontro con tanti gestori di discoteche e deciso che questo fine settimana apriamo anche le discoteche, con alcune prescrizioni di sicurezza – ha detto De Luca - Non avremo l'accesso per centinaia di persone, ma sarà misurato sui metri quadri disponibili. Riprenderà questa attività perché non è possibile che i nostri ragazzi debbano andare magari nelle regioni del nord a divertirsi nel fine settimana, magari riportando qui nel sud anche qualche contagio". Dunque, si potrà ballare ma rispettando una certa distanza misurata sui metri quadrati della superficie del locale.

Confermato, invece, il divieto di asporto di alcolici dopo le 22. "Si può andare nelle discoteche e nei locali, consumare alcolici all'interno – ha aggiunto De Luca - la cosa che mi ha colpito è che nella riunione degli operatori delle discoteche c'è stato un consenso generale sulla limitazione della vendita di alcolici per l'asporto. I primi che sono interessati ad avere locali gestiti in modo ordinato sono proprio gli operatori. È chiaro che siamo tutti interessati a fare i controlli della temperatura, avere l'elenco di chi prenota i tavoli nelle discoteche, insomma a mantenere un quadro di sicurezza, perché se c'è quella c'è anche l'economia, il divertimento, la movida e la possibilità di ritornare a livelli pre-crisi".

Per maggiori dettagli, si attende l’ordinanza specifica della Regione di prossima pubblicazione.

I gestori dei locali: “Il Covid ha causato gravi perdite ma ci spinge anche a migliorare” 

Ed è vero, i primi ad essere contenti di alcune limitazioni che consentono una gestione più ordinata e soprattutto una offerta qualitativamente migliore dell’evento, sono proprio gli imprenditori e i gestori dei locali. Tra questi Luca Iannuzzi, gestore del Nabilah a Bacoli (oltre che dell’Archivio Storico al Vomero e del MenteLocale a Bacoli): “Accolgo con favore il divieto di vendere alcolici dopo le 22 perché, a prescindere, il modello dei baretti che servono alcol ai ragazzini, secondo me, va arginato. Senza demonizzare nessuno, la mia idea è che una moderazione nella vendita di alcolici a basso costo e quindi spesso di scarsa qualità - che un certo modello di ‘movida’ ha fomentato - sia necessaria per evitare il dilagare di un consumo eccessivo di alcol tra giovanissimi, che non fa bene prima di tutto a loro, ma anche al quartiere e alla città perché crea disordine, insicurezza e spesso anche sporcizia per le strade”.

I danni economici del lockdown sono stati notevoli, naturalmente. “Abbiamo avuto una perdita di fatturato di quasi il 90%, soprattutto perché è completamente saltata l’eventistica, per cui avevamo già stretto accordi internazionali - spiega Iannuzzi - Ma cerchiamo di cogliere questa crisi come una opportunità”. E anche sulla regolamentazione delle sale da ballo voluta dal presidente De Luca, l’imprenditore sembra d’accordo: “Visti i costi altissimi di gestione, spesso noi gestori dei locali siamo stati costretti a sfruttare al massimo la capienza delle nostre sale ma non ne ha guadagnato certo la qualità. Invece, creare delle limitazioni sulla base della superficie delle strutture potrebbe garantire un ‘servizio’ migliore e aiutarci a ripensare completamene il concetto stesso di evento o di esperienza che stiamo proponendo al pubblico”.

Ed è su questo nuovo corso che Iannuzzi, con la sua squadra, sta lavorando già prima dell’emergenza Covid: “La fruizione di un’esperienza, perché è quello che vendiamo, non certo un prodotto, non può che essere migliore se si ragiona su numeri più piccoli. Certo questo significherà aumentare un pochino i prezzi ma anche rendere più esclusivi i servizi con un miglioramento della qualità dell’offerta e, speriamo, con un aumento anche della domanda”. 

Il concetto del divertimento può non includere il ballo

Il primo, importante cambiamento in questo nuovo concetto di fruizione è che il piacere può passare attraverso il cibo, il relax, la vista di un panorama mozzafiato con accompagnamento musicale, bypassando completamente il ballo. “Io non credo più nella discoteca come prodotto, è un fenomeno degli anni ‘80”. “Il Nabilah, per fare solo un esempio – dice Iannuzzi – è lounge bar, ristorante, beach bar con prodotti premium, spiagge attrezzate in maniera impeccabile, così come gli interni, arredati di tutto punto con altissimi design e comfort, e un’apertura quasi h24 per diversi tipi di esigenze. Cambia il concetto di consumo, che diventa un aperitivo, un pranzo, un concerto, la musica c’è insomma, ma con un volume adeguato a garantirne l’ascolto in qualità, non per essere ballata”.

È chiaro che a differenza della “movida” - concetto mutuato dalla Spagna che si riferisce al consumo di bibite per strada e che da noi si è trasformato nel modello dei baretti – questo tipo di intrattenimento, ci racconta il titolare di uno dei locali più amati dai napoletani, si rivolge anche a un pubblico diverso, collocabile nella fascia 25/45 anni. In questo nuovo solco si iscrive anche, ad esempio, l’esperienza del “Cinema sotto le stelle” che per tutta l’estate di giovedì sera (alle 21) proporrà una selezione di film che hanno fatto la storia dal ‘95 al 2010. E mentre si guarda il film, si può sorseggiare un drink, ordinare una cena gourmet, perfino ascoltare musica.

I pr: “La gente vuole tornare a ballare”

Di altro avviso Pippo Giordano, da venti anni nel settore organizzazione eventi. Il pr napoletano nota come, in questi giorni in cui i locali sono aperti ma non si può ballare, i giovani siano tenuti quasi forzatamente seduti, con la musica bassa e senza potersi esprimere liberamente. “La gente ora ha voglia di tornare a ballare ma è ovvio che nulla sarà mai come prima e si tornerà con fatica alla normalità, ferme restando le differenze di consumo tra pubblico più e meno giovane”.

Anche Giordano prende le distanze da un certo modello di ‘movida’: “Il più grande errore in questo settore è stato quello di consentire che i baretti si estendessero senza regolamentazione, al punto da diventare delle minidiscoteche. Questo ha portato via la gente dalle discoteche e da altri luoghi simbolo del divertimento. Basti pensare che, per fare solo un esempio, oggi a San Pasquale a Chiaia, c’è soltanto un locale e funziona a singhiozzio”.

Maria Nocerino

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