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Giovedì 16 Luglio 2020




Il Pride si farà a piazza Plebiscito

Flash Mob per il Pride

Pride 2020Palco, distanziamento sociale, piazza emblematica. Il Pride di Napoli, il primo in Italia dal vivo dopo il lock down sarà sabato 27 giugno. Definito “Flash Mob” perché senza corteo è un evento pubblico fondamentale in un momento delicato per le persone lgbtq, in cui è necessario essere uniti nella promozione delle leggi regionale e nazionale sulla omotransfobia.

Il Flash Mob

Antinoo Arcigay Napoli, ALFI Le Maree Napoli e dell'Associazione Trans Napoli (ATN), le Associazioni LGBT+ (AGEDO Napoli, Famiglie Arcobaleno, Fondazione GIC, Pochos Napoli, Ponti Sospesi, Pride Vesuvio Rainbow) con il supporto del Comune di Napoli, hanno ritenuto che oggi più che mai sia necessario rilanciare la battaglia sui diritti civili, in difesa delle fasce più fragili della popolazione e convocano per sabato 27 giugno, un flash mob in Piazza del Plebiscito alle 18.30 che prevede un palco con diversi interventi in linea con le misure di sicurezza in atto per l'emergenza coronavirus. I dettagli della manifestazione verranno decisi in un’assemblea pubblica che si terrà a Santa Fede Liberata, venerdì 19 giugno alle 17.

Napoli non si ferma, Napoli è libera, Napoli è Pride

 “C’era già un Pride previsto a luglio che è saltato – spiega Daniela Falanga presidente di Arcigay-, perciò abbiamo pensato di fare un flash mob mantenendo il distanziamento e attuando tutte le misure previste dal decreto. Il Pride vuole essere incisivo e inequivocabile sulla legge contro l’omotransfobia, sia sul piano regionale che su quello nazionale, senza possibilità di compromessi come quelli che abbiamo dovuto affrontare con la negazione dei diritti dei figli lgbt e dell’identità di genere. Centrale è la questione delle persone trans tra quelle che hanno vissuto in modo più drammatico il lock down, vittime di violenza domestica da parte dei familiari non potendosi muovere durante tutto il giorno e talvolta cacciati di casa. Per fortuna tre persone buttate in strada sono state accolte dal CAV (centro antiviolenza) di Napoli che ha messo a disposizione temporaneamente delle camere d’albergo. Un problema che stiamo cercando di risolvere da anni è creare una casa di accoglienza stabile per vittime di omotransfobia”.

Intanto proprio in questi giorni la sottocommissione specifica della Regione dovrebbe licenziare il testo della legge sull’omotrasfobia che passerà all’audizione delle associazioni per poi essere approvata. E in piazza Plebiscito a sottolineare la centralità di questo tema ci sarà anche  Alessandro Za,  relatore della legge nazionale contro l’omofobia.

Pride 2020 1

I Ken e il Napoli Pride

Amareggiato, Carlo Cremona, presidente di I ken che a inizio giugno aveva inoltrato una richiesta all’assessorato alle pari Opportunità per organizzare il Pride. Alla richiesta non c’è stata risposta e I ken non è stata chiamata nell’organizzazione del Flash mob patrocinato dal Comune di Napoli, pertanto sta organizzando un’iniziativa parallela: il “NapoliPrideil 27 e il 28 giugno con diversi eventi tra i quali uno shooting fotografico e la partecipazione di personalità internazionali lgbt da Torino, Milano e Napoli. “Sono l’unico che ha chiesto di fare il Pride all’assessora Francesca Menna – spiega Cremona-, perché non mi risultava che qualcuno lo stesse organizzando, sapevo solo di un Pride annullato. L’assessorato in ogni caso non ci ha messo al corrente che c’erano altre associazioni che stavano facendo richiesta. E credo che se siamo stati noi a chiedere per primi saremmo dovuti essere convocati. Abbiamo solo ricevuto un messaggio vocale in cui ci hanno detto che avremmo avuto il patrocinio del Comune e stiamo ancora aspettando un chiarimento formale. Se ci avessero avvisato che c’erano altre richieste avremmo pensato di fare insieme, invece l’unica associazione che mancava alla conferenza stampa era I ken. Questo fa riflettere: come per tutti i matrimoni ci vogliono due coniugi concordi. In occasione di un’altra iniziativa lgbt avevo chiesto alle associazioni di convocare un tavolo per organizzare il Pride, ma mi hanno detto di no. Da parte di I Ken non c’è nessuna preclusione a collaborare, i nostri nemici sono gli omofobi e i trans fobici. Non ci interessa comparire nelle foto ufficiali, ma attuare il cambiamento, dare voce a chi non ne ha. I ken ha portato per la prima volta il Pride a Napoli dieci anni fa, sediamo al tavolo nazionale delle Pari Opportunità e siamo molto attivi sul territorio sia al tavolo lgbt che a quello per le povertà. Nei mesi di lock down con gli unicorni rainbow abbiamo dato sostegno alle persone rimaste nascoste, ancora forniamo la spesa solidale a 60 famiglie e a persone anziane sole, ci siamo occupati dei connazionali bloccati all’estero e nel bene confiscato che gestiamo abbiamo ospitato una persona cacciata di casa. Apprezziamo il Sindaco che è sempre in prima linea ai Pride ed ha reso la città accogliente, ma la politica da sola non si può sostituire ai movimenti”.

Il parere di Antonello Sannino, segretario di Arcigay

“Noi non sappiamo di richieste private di I ken al Comune, ma solo che c’era un Pride programmato per l’11 luglio, e a partire dall’impossibilità di realizzarlo abbiamo scelto di organizzare il flash mob. Carlo vuole passare per la vittima della situazione, ma deve prendersi la responsabilità di aver messo in campo un’azione isolata. Il presidente di I Ken ha lanciato individualmente sulle pagine facebook il logo del Pride senza contattarci. Questa cosa ci ha indispettiti perché è stata una manovra escludente. Se voleva organizzare il Pride con gli altri avrebbe dovuto mandare una lettera prima alle associazioni e poi al sindaco. E’ una questione di lealtà e rispetto. Le nostre associazioni hanno una base differente, Arcigay è un’associazione di massa nata su basi democratiche, I ken raccoglie pochi soci e non ha mai cambiato presidente ed ha una quota associativa molto alta, forse è per questo che non andiamo d’accordo. Carlo nel 2009, 2010, 2013 ha dimostrato di voler utilizzare il Pride in modo individualistico. L’anno scorso nonostante ciò è stato coinvolto nell’organizzazione, ma con questo comportamento increscioso si è giocato l’opportunità”.

Alessandra del Giudice

Leggi qui la risposta dell'assessore Francesca Menna: http://www.napolicittasolidale.it/portal/primo-piano/9972-polemica-pride-solo-un-pasticcio-burocratico.html

Nota del direttore

Riteniamo che il Pride sia un evento importante per tutta la città e siamo ben lieti di ospitare notizie che riguardano la sua organizzazione, utili per i cittadini. Allo stesso tempo, essendo un portale libero, crediamo sia giusto dare conto delle diverse opinioni senza che questo significhi stare da una parte o dall'altra. Perciò ribadiamo che il nostro unico interesse è informare sul Pride e che non ci associamo a qualsiasi tipo di dichiarazione che possa assumere toni denigratori o offensivi.

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