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Sabato 8 Agosto 2020




Come orientarsi tra sussidi e bonus regionali e nazionali

Ci aiuta Emanuele Lattanzio dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti di Napoli 

commercialistaLa crisi economica determinata dall’emergenza Covid-19 vede impegnati Governo e Regione ad emanare una serie di misure di sostegno a lavoratori e imprese. Tuttavia i cittadini si sentono persi tra dichiarazioni politiche che non sempre corrispondono alla misura finale, decreti Interminabili, sito INPS intasato e complessi requisiti di accesso. Abbiamo chiesto ad Emanuele Lattanzio, Dottore Commercialista – Revisore Legale e responsabile Enti Locali dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti di Napoli, di orientarci nel difficile mondo delle agevolazioni e dei bonus al tempo del Covid.

A partire dalla sua esperienza ci racconta come stanno vivendo i suoi clienti questo difficile momento e come si stanno regolando i Commercialisti?

Il momento è difficile per tutti. Noi Commercialisti stiamo lavorando tanto per interpretare i provvededimenti, preparare istanze e pratiche per i clienti, studiare ipotesi per fronteggiare il momento aldilà delle attività ordinarie. Clienti e non, ci contattano giustamente per avere delucidazioni, facendo fatica ad orientarsi tra tanti Decreti e misure nazionali e locali. Bisogna essere coesi, solidali e viaggiare nella stessa direzione, ma resta la difficoltà di barcamenarci spesso tra le dichiarazioni delle Istituzioni a cui seguono, solo dopo svariati giorni, le pubblicazioni dei provvedimenti che non sempre rispecchiano l’annuncio. Bisogna poi verificare se i soggetti partecipanti effettivamente hanno i requisiti previsti. Inoltre in rete girano bozze di documenti, articoli, fake news generando ulteriore caos che ricade su di noi.

Partiamo dalle ultime misure emanate dalla Regione per l’emergenza socio-economica determinata dal Covid-19.

Il 14 aprile è stato pubblicato il bando per le microimprese, il quale stabilisce l’erogazione di un bonus a fondo perduto una tantum di Euro 2.000,00 per ciascuna impresa, cumulabile con altre misure adottate per fronteggiare la crisi. Il Governatore De Luca nell’annuncio aveva affermato che nella misura rientravano le microimprese (aziende entro i 10 dipendenti e  2 milioni di Euro di fatturato). Ma attenzione: all’art. 5, il punto 2 recita che possono beneficiare solo le microimprese con un volume di affari tra Euro 1,00 e Euro 100.000,00. Un fatturato (e non utile..) che risulta esiguo anche per una azienda di piccole dimensioni, considerando i costi di gestione. Pertanto molti soggetti ne sono esclusi. Altro requisito previsto è che il fatturato deve riferirsi all’ultima dichiarazione fiscale presentata, ma dal momento che le dichiarazioni fiscali del 2019 non sono state ancora presentate possiamo interpretare il provvedimento facendo riferimento all’anno di imposta 2018. Altri requisiti sono che le imprese devono essere attive ed avere sede operativa nella Regione Campania, oltre ovviamente ad essere state costrette a sospendere l’attività in questo periodo. (Questo l’elenco delle aziende che possono presentare la domanda:

http://www.regione.campania.it/assets/documents/all-1-avviso-bonus-microimprese-ultima-versione.pdf

Le domande vanno presentate esclusivamente tramite piattaforma telematica www.conleimprese.regione.campania.it  dalle ore 10:00 del 20 aprile alle 24:00 del 30 aprile. Bisogna inserire il codice iban per l’accredito e firmare con firma digitale: se non se ne è già in possesso, si può chiedere alla camera di Commercio oppure rivolgersi ad agenzie di servizi.

L’attesissimo bando regionale per il bonus dei professionisti e degli autonomi è stato pubblicato soltanto ieri, 15 aprile. Quali requisiti sono necessari per accedere?

Tanti liberi professionisti, tra cui giornalisti, avvocati, architetti e tanti altri erano trepidanti. Parliamo di un contributo al singolo richiedente di Euro 1.000,00 a fondo perduto. Possono presentare domanda i lavoratori autonomi, titolari di partita IVA attiva alla data del 23/02/2020 ed aver iniziato l’attività prima del 1 gennaio 2020, essere iscritti all’albo professionale e alla relativa Cassa previdenziale privata oppure alla gestione separata dell’Inps nel caso in cui l’albo professionale non sia costiuito, non essere iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria, avere uno studio o un’attività con sede nella Regione Campania e avere un fatturato inferiore ad Euro 35.000,00. Sono esclusi i titolari di pensione, i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi che non esercitano attività professionali e che sono iscritti alle sezioni speciali dell’assicurazione obbligatoria dell’INPS, ad esempio artigiani, commerciati o coloni. Questo bonus è cumulabile con altri indennizzi emanati per fronteggiare la crisi. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente on line sul portale www.coniprofessionisti.regione.campania.it dalle ore 10:00 del 24 aprile fino alle 24:00 dell’8 maggio, tuttavia si potrà registrarsi dal 22 aprile. Anche in questo caso è necessaria la firma digitale e codice iban per l’accredito e la Regione si riserva di controllare le autocertificazioni: se mendaci può chiedere il rimborso dell’importo liquidato.

Per quanto riguarda le misure a livello nazionale sono molteplici ed è complicato comprenderle a pieno dal momento che sono contenute in più decreti.

Si sono susseguiti vari Decreti. Il primo che ha previsto misure volte a sostenere imprese, autonomi e i professionisti iscritti alle Casse previdenziali private è stato il Decreto “Cura Italia” emanato il 17 marzo. Tra le misure previste, possiamo citare un’indennità di Euro 600,00 per il mese di marzo per liberi professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, lavoratori stagionali nel settore del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1 gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, operai agricoli a tempo determinato che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate di lavoro, lavoratori iscritti al fondo pensioni lavoratori dello spettacolo INPS che abbiano almeno 30 contributi giornalieri versati e abbiano prodotto reddito non superiore ad Euro 50.000,00 nel 2019 e i titolari di rapporti di collaborazione presso federazioni nazionali, enti di promozione sportiva, società e Asd. Non possono beneficiare lavoratori che usufruiscono di una pensione diretta, del reddito di cittadinanza o della cassa integrazione o sono iscritti ad altre forme previdenziali private. Per gli esclusi da tale indennizzo, è stato stanziato un fondo per il reddito di ultima istanza volto a garantire un sostegno sempre di Euro 600,00 agli autonomi, a talune categorie di dipendenti e ai professionisti iscritti alle Casse previdenziali private. Questa forma residuale va dunque a coprire i professionisti iscritti agli ordini. Al momento attendiamo il nuovo Decreto per fronteggiare l’emergenza nel mese di aprile, leggiamo di un’indennità di Euro 800,00, ma ancora nulla è stato definito. Un’altra misura una tantum è un premio di Euro 100,00 per i lavoratori dipendenti (privati e pubblici) che hanno continuato a lavorare nel mese di marzo presso la sede. Infine, il Decreto “liquidità” n. 23 dell’8 aprile introduce misure urgenti di accesso al credito per le imprese, professionisti e lavoratori autonomi e consiste nel finanziamento di garanzie pubbliche su un volume di prestiti delle banche ai soggetti richiedenti.

Per quanto riguarda la cassa integrazione, quando i lavoratori la riceveranno concretamente?

Sempre nel Decreto “Cura Italia” sono stati previsti ammortizzatori sociali a sostegno di imprese e lavoratori che hanno interrotto o ridotto l’attività a causa del Covid-19. In particolare è stata stabilita la concessione della CIGO e dell’assegno ordinario in forma agevolata e del trattamento ordinario di integrazione salariale nel caso in cui le aziende si trovino già in CIGS , nonché nel trattamento di assegno ordinario per i lavoratori che hanno assegni di solidarietà in corso. La cassa integrazione corrisponde all’incirca all’80% dello stipendio delle ore non lavorate, considerando però i massimali come chiarito dall’INPS. Con il medesimo Decreto sono state stabilite misure speciali a favore di lavoratori in stato di disoccupazione e specifiche proroghe per la presentazione di domande disoccupazione agricola, Naspi e Dis-Coll. Fonti di governo comunicano che saranno pagate entro fine aprile o entro 30 giorni dalla richiesta.

Molti piccoli imprenditori come artigiani, ristoratori, commercianti, avendo bloccato l’attività sono in seria difficoltà per il pagamento degli affitti dei locali dove lavorano e delle tasse. C’è qualche agevolazione per loro?

Nel Decreto “Cura Italia” sono state previste sospensioni di vari adempimenti fiscali e versamenti di imposte e contributi. Le dichiarazioni fiscali (per il 2019) con relativo pagamento delle imposte saranno probabilmente prorogate, ma al momento non è stato ancora stabilito. Per quanto riguarda, invece, gli affitti dei locali è prevista una misura soltanto per chi ha un contratto di locazione ad oggetto il fitto di un immobile di categoria C/1 (negozio o bottega): previo pagamento del canone, si ha diritto ad un credito di imposta pari al 60% del canone del mese di marzo. Il problema è che molte attività sono sospese e dunque non hanno incassato.  Inolte, come dicevamo è previsto la sospensione dei versamenti pertanto al momento non credo abbia prodotto i suoi effetti tale misura. Per tutti gli altri tipi di immobili non c’è nessuna misura e riduzione, si demanda al buon cuore del proprietario e ad un eventuale nuovo accordo tra le parti.

Temo che le misure siano ancora insufficienti e che la macchina burocratica sia ancora pesante al punto da non accorciare i tempi.

Alessandra del Giudice